RECENSIONE “THE CROW – SHREDS OF MEMORIES” DI PIETRO CINIERI

[Recensione a cura di Paolo Delmarco]

Quando ci si rapporta con un film culto come “Il Corvo” inevitabilmente scattano i paragoni con l’opera originale o perlomeno con il fumetto che ne ispiró la realizzazione ed è davvero difficile eguagliare quelle opere seppur solo per le vicissitudini che vi gravitarono attorno, la drammatica ispirazione dell’autore James O’ Barr per l’opera cartacea, la tragica scomparsa dell’attore Brandon Lee, che interpretava il protagonista Eric Draven, con le riprese del film ancora da ultimare evidentemente ha intriso ed ammantato questo titolo di un sapore particolare, un mix di malinconia oscurità e poesia probabilmente impossibili da replicare. Fatta questa doverosa premessa di questo fan movie possiamo apprezzare sicuramente l’enorme sforzo che tutto il gruppo di ArtemikaStudio alla sua prima esperienza ha realizzato con mezzi risicatissimi, qualcosa che evidentemente trasuda passione e rispetto per l’opera originale… La trama è proprio quella lì con poco di diverso rispetto all’originale, per chi non la conoscesse si narrano le vicende di vendetta o forse qualcuno la definirebbe giustizia, messa in atto da un ragazzo che dopo essere stato assassinato assieme alla sua promessa sposa ritorna dal regno dei morti, grazie ad un misterioso corvo, per pareggiare quell’enorme ingiustizia subita andando a caccia dei colpevoli con uno stile davvero unico, di fatto la storia è questa ma quello che colpisce è la messa in scena davvero dark e poetica, questo elemento nel fan movie è meno presente rispetto l’originale che però non si prefissa di essere un vero e proprio remake ma piuttosto un tributo a quel film, risultando quasi teatrale con gli interpreti che cercano di rappresentare il loro ruolo al meglio delle possibilità, davvero pregevole ad esempio l’interpretazione del Corvo (Daniele Cervellera) che con sulle spalle un peso non indifferente riesce a gestire in maniera dignitosa il ruolo. Sarebbe stato bello forse se si fosse puntato anche su qualche altro aspetto dell’anima dell’opera magari per provare ad esplorarne le molte potenzialità che ha, così da non rischiare di avere una copia meno cupa dell’originale che trasmette tutte le ristrettezze del caso, con una fotografia precisa e pulita ma che se resa un po’ più “sporca” probabilmente avrebbe giovato all’immersione, molto belle invece le scene di scontro e di lotta, ben coreografate e credibili, la colonna sonora è a cura di molti autori (Arhythmia, The Strigas, Grégoire Lourne solo per citarne qualcuno) con ritmiche forti ed azzeccate ci scorta letteralmente per tutto il film, questo tappeto musicale arricchisce ed enfatizza proprio le azioni concitate e drammatiche dandogli carattere. Opera pregevole dunque, che forse dura un po’ troppo e con qualche imperfezione si, ma con punti di forza e con un grande cuore, con il pregio di far conoscere ulteriormente questa malinconica storia ad un pubblico sempre più vasto nonostante sia passato già del tempo dalla sua creazione.

 

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