IN ARRIVO IN TEATRO A MILANO “OPERAMOLLA” DELLA COMPAGNIA DOPPIOSENSO UNICO

In arrivo presso il Teatro della Contraddizione a Milano dal 26 al 29 di NovembreOperamolla“, spettacolo teatrale della compagnia DoppioSenso Unico capitanata da Luca Ruocco e Ivan Talarico.

Informazioni:

26-29 novembre 2015, ore 22 (nelle stesse serate “Not Here, not now” di Andrea Cosentino alle ore 20.30)
Teatro della Contraddizione, via della Braida 6
Prezzo intero spettacolo singolo: 15€
Prezzo ridotto spettacolo singolo: 12€
Ingresso a tutti e due gli spettacoli: 15 + 5 (se intero), 12 + 5 (se ridotto)
Per informazioni: www.doppiosensouni.com – email: doppiosensounico@gmail.com

Presentazione:

Operamolla è uno spettacolo sul tema della malattia, terzo capitolo di una Trilogia, di cui fanno parte anche “La variante E.K.” (sul suicidio) e “gU.F.O.” (sull’alienazione).
L’idea prende spunto dalla vicenda delle sorelle Tupputi, tre sorelle che appartenevano a un gruppo religioso integralista che professava la resurrezione immediata dei corpi. Autoreclusesi in una villa presso Barletta, hanno vissuto anni di delirio e malattia, trascritti dall’unica sorella rimasta in vita nei suoi diari. Nelle pagine si trovano apparizioni di santi legate a oggetti quotidiani (sveglia, lampadina), descrizione di malattie e scene surreali.
L’impianto è comico e sospeso, si ride senza sapere cosa succederà subito dopo. E si toccano anche argomenti difficili, radicati come tabù (questo è un po’ il filo di tutta la trilogia), giocandoli con leggerezza, ma non superficialità.
Ridere, ma non deridere, proprio perché tutti – gli autori per primi – profondamente coinvolti nelle situazioni proposte.
Operamolla è lo spettacolo della malattia e della guarigione, della speranza nella resurrezione e dell’inevitabile fine, che può esser felice.

Trama:

Tre fratelli chiusi in casa. Due vivi, uno vegeto. Il divertimento non è molto, l’unico svago sono le malattie. La speranza è quella di morire, perché la certezza è che la carne risorgerà subito. Ma il fratello che vegeta, sarà morto? Sarà risorto senza dir niente agli altri due? Il Guaritore, mistico figuro che manda all’aria ogni malanno, ha le risposte. Ma dimentica le domande.

Estratto della rassegna stampa:

È un mondo capovolto quello disegnato da Luca Ruocco e Ivan Talarico in questo Operamolla, nel quale a ribaltarsi non è solo l’approccio a temi ontologici come la relazione vita-morte, ma anche il rapporto attore-spettatore.  (…) Il gioco è serissimo e portato all’eccesso: un funerale laico di fronte alla facciata secentesca della Chiesa Nuova mette alla prova proprio la partecipazione in un luogo reale.
Così anche nel finale, quando meno ce lo si aspetterebbe, arriva da questi due stralunati clown, con la maschera di certi (non) attori kantoriani, un altro strappo sulla realtà, ma è solo un attimo, il tempo di lasciare in sospeso una domanda e tornare all’oblio.
[Andrea Pocosgnich, Teatro e Critica]

Tra simulazione e ripetizione, tra accanimento terapeutico e nemesi medica, passando per il circolo vizioso della cura e il rovello meta-linguistico (“non faccio le finte, faccio le prove” confessa Talarico), tra ritorsioni e invenzioni linguistiche, nascono formidabili nuove patologie frutto di ipocondria forzatamente indotta. Fra gli altri, il sollevatore di morale, il tumorato di dio, il masticatore di pensieri, pescati a sorte tra i convitati e invitati a superare la loro prova di mortale sopravvivenza difronte alla platea.

Il gatto e la volpe del nuovo teatro romano affinano le loro armi, agiscono per contagio e non promettono guarigioni. Ogni precauzione è letale.
[Salvatore Insana, Klp Teatro]

La risposta del duo si radica nella costruzione di una manipolazione ricercata del linguaggio verbale, nella risata non sguaiata, nel ribaltamento dei ruoli, nel coinvolgimento fisico dello spettatore (se avete visto già altri spettacoli dei DoppioSenso Unico, però, vi renderete conto che sono meno “scomodanti” del solito, e il coinvolgimento è più corale che individuale), sapientemente calato in un’atmosfera che tende a incoraggiare piuttosto che l’immedesimazione, un vero e proprio distacco emotivo: una lucida riflessione sull’evento scenico in sé che riporta l’attenzione sul teatro come luogo in cui si sviluppano relazioni tra temi, oggetti, persone, e si attendono “reazioni”. Reagire, muoversi, sembrano gli inviti rivolti al pubblico durante lo spettacolo dai due attori.
[Renata Savo, Scene Contemporanee]

Operamolla non è per deboli di nervi e di cuore.
Non si tratta di uno spettacolo leggero, si vede una realtà lontana dall’ironia classica; tutto è rapportato all’ipocondria generale del mondo che anche i protagonisti accettano come parte della loro vita. Ironia amara e a volte graffiante. Piccoli inferni quotidiani determinati dalla paura dell’essere, del vivere, della salute, che è sempre incerta e ineffabilmente diretta verso la morte.
[Alessandra Cesselon, Taxi Drivers]

DoppioSenso Unico:

Compagnia teatrale fondata da Luca Ruocco e Ivan Talarico nel 1999. Attiva nell’ambiente romano, ha prodotto, tra gli altri, “La variante E.K.” (2013), “gU.F.O.” (2014) e “Operamolla” (2015), portandoli in scena nelle principali città italiane.
Lo stile del duo è improntato su una comicità grottesca e ricercata, sempre attenta al linguaggio ed ai giochi di parole così come al rapporto diretto e intimo con il pubblico. L’impianto scenico è semplice, costruito intorno a situazioni spiazzanti e surreali, dai ritmi veloci e dall’umorismo disarmante.

Credits:

Operamolla, uno spettacolo di e con Luca Ruocco e Ivan Talarico
Maschere e oggetti: Stefania Onofrio
Disegno luci: Martin Emanuel Palma
Oggetti elettrificati: Antonio Guarino
Tecnico di scena: Francesco Rita
Una produzione: DoppioSenso Unico, Teatro dell’Orologio, Progetto Goldstein

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