LETTERA2: RECENSIONE “VESUVIO BREAKOUT” DI GIORGIO RICCARDI

Con oggi diamo un caloroso benvenuto allo scrittore Mirko Giachetti che con questa prima recensione entra ufficialmente nella famiglia di NonSoloGor3. Onorati di questa nuova collaborazione, cogliamo l’occasione per ringraziarti del tempo che dedicherai a noi tutti! 

Di seguito la recensione del romanzo di esordio di Giorgio RiccardiVesuvio Breakout“.

[A cura di Mirko Giacchetti]

Molti scrittori nostrani si stanno liberando dal giogo dell’esterofilia, anche i lettori sono disposti a leggere dello sbarco alieno a Lucca, ma c’è un problema: non tutto ciò che viene scritto è cosi italiano come sembra.
Alcuni romanzi sono ancora italo-americani: troppo “spaghetti” per essere “torta di mele” e troppo “Yankee” per essere “nu guaglione”.
Prima della globalizzazione e dei social network eravamo già influenzati dal Made in U.S.A., siamo tutti italo-americani, quindi non c’è nulla di male a importare le stelle e le strisce, ma se cucinano un hamburger al ragù,  c’è più trucco che sostanza.
A questo proposito vorrei spendere qualche parola per Vesuvio Breakout, l’esordio letterario di  Giorgio Riccardi.
Il romanzo inizia poco prima dell’eruzione del Vesuvio, la devastazione e la comparsa degli zombie.
Con una sottile ironia il titolo fa il verso al famigerato: “Vesuvio facci ‘o regalo”.

Il vulcano devasta la città rendendola cupa e spettrale; le atmosfere ricordano Silent Hill. Dai disaster movie alla letteratura, passando per videogiochi e serie televisive, questo è l’itinerario delle citazioni presenti con cui l’autore omaggia il genere, non limitandosi a qualche orpello per abbellire la pagina, ma inserendole nel contesto.
Se lo sfondo è internazionale, la storia è italiana. Partiamo dal personaggio principale, un testimone che affida i suoi pensieri alle pagine di un diario, un resoconto indirizzato a un’amica. Se i dettagli sono il sale della verosimiglianza, in questo caso il doppio anonimato non ostacola l’immedesimazione.
Se paragoniamo il protagonista a Rick Grimes di The walking dead di Robert Kirkman o a Kilroy del Diario di un sopravvissuto agli zombie di J.L.Bourne, non è all’altezza della situazione; non è pratico nell’uso delle armi, non ha nemmeno la parvenza del leader e, come solo gli italiani sanno fare, si affida troppo agli “esperti”. Bisogna però ricordare che Rick è un poliziotto e Kilroy un militare della marina. Due personaggi addestrati a gestire situazioni di stress, sono il perfetto esempio americano dell’uomo giusto al posto giusto, mentre il narratore di Riccardi è uno di noi gettato in mezzo alla tempesta.

Questa “debolezza” nuoce al personaggio e annoia il lettore? No, si tratta del necessario processo di maturazione che, come il finale aperto lascia presagire, si svilupperà nei capitoli successivi. Le assenze dei tratti dell’eroe di turno sono colmate dalla capacità di osservare e indagare  la realtà che lo circonda per sopravvivere con l’intelletto e non con la forza.

Una apocalisse zombie come tante altre? No. Nel romanzo non è tutto il mondo a essere invaso, ma solo una zona circoscritta. Pensare che l’orrore sia semplice intrattenimento è un peccato di superbia. Non è solo un’esibizione di macelleria pura e semplice, ma è sempre più spesso l‘occasione per riflettere su temi attuali.

In Vesuvio Breakout le dinamiche del gruppo non ricalcano la solita odissea. Alcuni sono in fuga, ma altri sono entrati volontariamente nella zona rossa. Così, uscire da Napoli può essere la salvezza; non è dato sapere se oltre la periferia e la statale tutto torna normale, oppure il mondo è sprofondato nell’incubo. In principio gli zombie sembrano i soliti morti deambulanti, ma il decorso dell’infezione riserva qualche sorpresa. Nel cercare una soluzione emerge la necessità di scoprire quale relazione ci sia tra l’eruzione e i non morti.

Oltre l’horror c’è di più e Vesuvio Breakout ha spunti che non lo limitano a lettura di intrattenimento.
Napoli è uno dei luoghi più belli d’Italia; vederla ricoperta dalla cenere, devastata dalle eruzioni e in uno stato di abbandono fa male, ma, purtroppo, anche senza cataclismi il degrado e le cattive amministrazioni non la stanno già fagocitando? Inoltre, nemmeno gli zombie sembrano essere in grado di cancellare la camorra. L’incapacità delle autorità nell’arginare la catastrofe viene mostrata nella sua brutalità e tra i sopravvissuti è presente qualcuno dalle intenzioni poco chiare.
Tutti elementi che affliggono da sempre la storia del Bel Paese.

Vesuvio Breakout di Giorgio Riccardi, prefazione di Ivo Gazzarrini. Dunwich Edizioni. Disponibile sia in formato cartaceo ed ebook presso i principali store online.

Informazioni sull’opera:

Formato: Kndle/cartaceo

Pagine: 214

Prezzo: Kindle 2,99€ – cartaceo 9,90€

Serie: Ritorno a Dunwich

Genere: Horror

Anno: 2015

Link all’acquisto: Dunwich Edizioni (qui) – Amazon (qui) – Kob (qui)

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