RECENSIONE “IL TEMPO DI UN RESPIRO” DI ANNAMARIA LORUSSO

[A cura di Paolo Delmarco]

Cortometraggio che definirei dal tema classico, con un pizzico di originalità e dall’anima romantica. Ci ritroviamo ad accompagnare Claudia (Annamaria Lorusso) in un viaggio, lei è una giovane ragazza che da poco ha affrontato un terribile lutto e che nel profondo del suo cuore ha la speranza di riuscire a rivedere ancora suo figlio almeno una volta, infatti si dirige nei pressi di un’antica chiesa sulla quale aleggiano strane leggende. Proprio nei pressi della stessa viene colta da un malore e al suo risveglio, un po’ disorientata e frastornata, si ritrove in un bosco dove farà la conoscenza di due simpatici ragazzi coi quali sorprendentemente legherà da subito, Marco (Emilio Perrone) e Luna (Diana Bologna) che cercheranno in qualche modo di dargli conforto, le cose però di li a poco prenderanno una pericolosa piega non appena si renderanno conto di non essere da soli. E tra strane visioni e inquietanti presenze, ci sarà a fargli compagnia un funesto figuro (Roberto D’Antona) che seguirà ogni loro passo con intenzioni decisamente inquietanti.

Questo cortometraggio in venti minuti racconta un trauma difficile da descrivere, quasi impossibile, ma grazie anche alla sensibilità di una donna alla regia e sfruttando bene il tema horror, riesce a trasmettere al tempo stesso disperazione e coraggio sottolineando l’impotenza del credere in qualcosa, descrivendo con quale forza ci si può aggrappare alla speranza anche compiendo azioni estreme e apparentemente senza senso, ma comunque utili per andare avanti. La recitazione generale è nella media, dove però spicca un Roberto D’Antona che da corpo ad un essere davvero terrificante che senza dubbio rimane impresso e lascia il segno, merito anche di un gran bel makeup a cura di Mara Miccoli ed Emilio Perrone. La fotografia (Stefano Pollastro) è alquanto “pulita” quasi da telefilm, senza dubbio impeccabile anche se personalmente l’avrei trovata di maggiore impatto un po’ più “sporca” così da rendere il tutto ancora più coinvolgente. Le musiche originali di Paolo Mariello riescono a dare la giusta atmosfera dando rilievo sopratutto ai momenti di tensione. Concludendo “Il tempo di un respiro” è un cortometraggio nel complesso piacevole, con qualche piccola mancanza come ad esempio qualche “effetto speciale” che avrebbe aiutato e arricchito la riuscita, sopratutto del finale un pelo sbrigativo, ma sulla quale si può sorvolare perchè il lavoro merita comunque la visone.

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