LETTERA2: RECENSIONE “IN ARTICULO MORTIS” DI MICHAEL SEGAL (Libri)

[A cura di Stefano Rosso Sangue]

Michael Segal, attore di innumerevoli pellicole del panorama indipendente italiano, ha dato alla luce il suo primo romanzo, In Articulo Mortis. Questa locuzione presa dal frasario ecclesiastico s’adopera per indicare le azioni compiute da una persona quando è in pericolo di vita, ossia sul letto di morte. Il libro racconta le gesta di Dante, un poliziotto di Atlanta devastato psicologicamente dalla morte di sua moglie Beatrix, che riesce a muoversi a ritroso nel tempo arrivando così a risolvere anche i casi d’omicidio più complessi. E’ aiutato dal suo affezionato compagno e scapestrato genio della chimica Virgil, che gli permette di amplificare le sue capacità soprannaturali e di viaggiare tra il presente e il passato grazie ad una sostanza soprannominata Divina Commedia. Ma inaspettatamente qualcuno con le stesse capacità di Dante gli lancia una terribile sfida. Un colosso di due metri per centoventi chili, ispirato e guidato da una malvagità antica e profonda, estremamente potente e inarrestabile. Così, per cercare di sconfiggere questo Demone del Caos sotto forma di un energumeno strafatto di anabolizzanti e per provare a salvare la bella e buona di turno chiamata Angel, Dante è pronto perfino a sacrificare la sua ormai insignificante esistenza.

In articulo Mortis è un thriller paranormale dal ritmo incalzante, con descrizione dei particolari minuziose. L’idea di base, nata quasi dieci anni fa al manifestarsi della prima esperienza paranormale dell’autore, sostanzialmente è buona. I dialoghi possiedono un buon ritmo e la scelta di ambientare la storia ad Atlanta (che fino a metà degli anni novanta era indicata tra le città più pericolose degli Stati Uniti d’America) è decisamente da pollice alzato. Insomma, Michael Segal ha delle buone potenzialità narrative, ma tra le sue pagine non sono riuscito a trovarci uno stile che possa differenziarlo da altri scrittori e, come in tutte le opere prime, anche In Articulo Mortis incappa in qualche errore che incide inesorabilmente nel bilancio generale. In questo caso la scelta di unire concetti di divina commedia in una struttura da thriller soprannaturale risulta spesso incontrollata e alla lunga il chiaro tributo a Dante Alighieri e allo scritto che lo ha reso celebre in tutto il mondo, diventa asfissiante nei suoi mille riferimenti arrivando ad ingolfare l’intera struttura narrativa del romanzo rendendolo in alcuni punti anche un po’ stucchevole.
Sicuramente la forte componente bizzarra del testo rende comunque In Articulo Mortis  uno di quei libri che si ama o si odia senza mezzi termini. Aspettando un possibile “sequel”, l’opera prima di Michael Segal riuscirà comunque a far parlare di sé… nella buona o nella cattiva sorte.

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