RECENSIONE “JUST IN TIME” DI IACOPO NAVARI

[A cura di Paolo Delmarco]

Fin dalla visione del teaser trailer questo splendido corto mi ha letteralmente catturato, la storia potremmo definirla “classica” ovvero un timido ragazzo, Desmond (Raffaele Borreca) innamorato della bella Grace (Bianca Beatrice Bertolini) che cerca di trovare il coraggio ed il pretesto per avvicinarla. Il personaggio che andremo a conoscere è una persona un po’ fuori dal comune, un bel po’ fuori dal comune; è una sorta di geniale inventore di particolari congegni capaci di fare cose straordinarie legate ai viaggi nel tempo che sfrutta e sperimenta sulla propria pelle per cercare di conoscere meglio quello che ritiene l’amore della sua vita. La cosa, non sempre sotto il suo controllo, lo porta ad annotarsi meticolosamente tutti gli  spostamenti e gli eventi importanti di questi viaggi temporali che lo metteranno di fronte a incontri decisamente inaspettati con un epilogo che giunge non così scontato.

Cortometraggio realizzato con dovizia di particolari, nel quale, prestando la dovuta attenzione per la sequenza temporale del nostro viaggiatore, risulterà  fin da subito chiara e interessante, anche se rimane consigliata una seconda visione così da cogliere al meglio ogni sfumatura che potrebbe in un primo inizio sfuggire. Un’opera nella quale la colonna sonora di Armando Marchetti la fa da padrona, una vera e propria colonna vertebrale che ci accompagna dall’inizio alla fine sopperendo ottimamente alla mancanza di dialoghi, per una messa in scena comunque non povera di emozioni e significato. la musica gioca quindi un ruolo davvero essenziale per aiutarci ad immergerci nello stato d’animo di Desmond (che riporta al personaggio della nota serie TV Lost), ottimamente interpretato e carico di espressività. Originali e azzeccate le trovate per rappresentare i viaggi nel tempo, il tutto sostenuto dalla fotografia di Francesco Mazzei, studiata e ben cucita al tessuto della storia che si dipana arricchendo ed esaltando le dissolvenze temporali.

In definitiva, un corto ben studiato e strutturato che non lascia indifferenti, con momenti accattivanti e una storia ben narrata che intrattiene con gusto utilizzando un pretesto semplice e immediato, come è una storia d’amore, immergendola però in un’ambientazione delicatamente fantascientifica che non stona, anzi arricchisce, l’insieme in maniera originale e straordinaria.

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