RECENSIONE “ANGELIKA” di Federico Greco

[Di Marinella Landi]

Angelika è un cortometraggio che potrebbe tranquillamente godere dei canonici 90 minuti, e il finale, in effetti, fa ben sperare e guardare oltre le più rosee aspettative. Federico Greco, regista di spicco del nostro panorama italico acclamato per il recente “Nuit Americhèn” – e non solo -, conferma maturità ed esperienza concentrandole in 20 minuti di scelte vincenti. 

Siamo di fronte a una storia di vendetta perpetrata ai danni di uomini senza scrupoli che rapiscono giovani vittime al fine di ricavarne ingenti somme di denaro attraverso, presumibilmente, la vendita degli organi. Viene però rapita la bambina sbagliata e sarà Angelika a fare di tutto per ritrovarla. 

Il cardine principale della storia è la vedetta, attraverso la quale si snodano le vicende e si dipana il cambiamento interiore della protagonista che la porterà a scelte estreme ma per questo non prive di sofferenza, la stessa che alimenta la sua incontenibile sete. Ma c’è anche il dramma, non solo quello del mercato più bieco e marcio della vendita di esseri umani, ma anche quello ben marcato di una società al limite che spinge ad accettare i compromessi più disumani, al di là di ogni valore, per guadagnarsi un briciolo di effimera serenità, visto che la coscienza prima o poi presenta comunque il conto. A farne le spese, i più deboli, ma non solo nel caso della piccola vittima, bensì anche per colui che ne diviene automaticamente carnefice. Il tutto a firma del Dio Denaro.

Toccherà ad Angelika, interpretata dalla bellissima Crisula Stafida, che in più di un’occasione ha dimostrato di essere altrettanto brava e talentuosa, a rimettere insieme i tasselli di un puzzle per tessere la sua tela mortale e vendicare il torto e la perdita subita. Crisula si trasforma suo malgrado in angelo della morte calandosi nel personaggio con professionalità e veridicità riuscendo a trasmettere rabbia e sofferenza sfoderando, lì dove serve, tutta la sua sensualità. Un mix al quale tiene testa regalando un’ottima interpretazione. Non da meno il resto del cast (Valeria Barsi, Andrea Davì, Willy Stella e G Max) che affiancano l’eroina con interpretazioni di alto livello. La storia, dalle fondamenta solide, risente un po’ del poco tempo a disposizione, non che sia un difetto, specie quando si riesce a seguire il filo conduttore e si presentano idee chiare e ben delineate, ma come dicevo all’inizio, Angelika propone un epilogo aperto, una sorta di presentazione per quello che verrà dopo, un avvertimento, ed è questa sensazione che fa capire che c’è molto altro ancora da raccontare e da mostrare, anche lì dove sembra essere stato mostrato e raccontato tutto.

Un ottimo revenge/noir che una fotografia molto accurata (Niccolò Palomba) rende maggiormente torbido e senza scrupoli. Professionisti, anche quelli non citati ovviamente, che non hanno nulla da dimostrare, se mai, riconfermare le proprie competenze e quella professionalità, serietà e dedizione per il mestiere scelto che i soldi, anche se fanno gola e risolvono spesso parecchie difficoltà, non possono compare. Il Talento o ce l’hai o non ce l’hai!

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