RECENSIONE “DESKTOP” di Michele Pastrello

[Di Marinella Landi]

Michele Pastrello, dopo Inhumane Resources (2012), torna dietro la macchina da presa e presenta Desktop, un corto di poco meno di 4 minuti in cui il regista si allontana dai precedenti lavori, almeno, questo è quello che sembra e in parte è così, ma il cinema di Pastrello è da sempre contraddistinto dalle forti tematiche toccate che tracciano dei percorsi tanto intimisti quanto profondamente reali. Ed è questo l’orrore con il quale ama confrontarsi e che decide di raccontare. L’orrore della quotidianità, della debolezza che, come un marchio, da sempre segna l’essere umano. La drammaticità di eventi e vite con le loro conseguenze. E sotto questo aspetto Pastrello rimane in linea con il suo stile, ovvero quello di guardare oltre e mostrare, in maniera apparentemente semplice e sempre diretta, un vortice di emozioni che per altro trasudano da ogni sua opera.

Un minutaggio non proprio caro al regista che si è sempre tenuto sulla ventina di minuti, ma d’altra parte, perché perdersi e protrarsi inutilmente per mostrare anche del superfluo a volte, quando una storia può trovare il suo spazio anche in pochi minuti? E Desktop non ha bisogno di andare oltre i – quasi – 4 minuti. Pastrello concentra abilmente le storie dei due protagonisti, vissute su piani differenti ma legate tra loro, in maniera eccelsa. Ogni particolare è fortemente cercato e curato e la fotografia, quasi soffocante in contrasto con neve e cielo da un lato, e luminosa e tagliente in un contesto di per se asettico dall’altro, definisce insoddisfazione e senso di vuoto, ma anche pace, tranquillità e più di tutto la solitudine che alimenta le vite dei protagonisti. L’importante colonna sonora da corpo alle vicende come ne fosse la voce narrante, senza nulla togliere alla parte attoriale che riesce a sopperire alla mancanza di dialoghi con una naturalezza incredibile e una fisionomia che bene si presta alla causa. Il colpo di scena finale dal taglio fantastico è come se definisse, per un momento, consapevolezza, forse speranza, prima che tutto riprenda il suo corso.

Un’opera che dimostra ulteriormente le doti di questo regista, anche nel mettere insieme una squadra che ha contribuito a rendere Desktop un gran bel cortometraggio, incredibilmente intenso ed emozionante. E quindi compimenti anche a Mattia Giri e Daniele Serio che insieme a Pastrello hanno curato la fotografia, Jarkko Hietanen per la colonna sonora e agli attori Viviana Leoni e Stefano Negrelli.

Di seguito il corto completo

 

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