“LO STATO DELLA FOLLIA” DOCUMENTARIO DI FRANCESCO CORDIO

Si terrà Domenica 23 Marzo H 20:30 c/o Nuovo Cinema Aquila (Roma)  l’incontro con il regista Francesco Cordio in occasione del suo ultimo lavoro “Lo Stato della Follia“, documentario sugli ospedali psichiatrici giudiziari che ha contrinuito alla chiusura di questi ultimi. All’incontro sarà presente inoltre l’Avvocato Gennaro Santoro di Antigone Onlus. Moderatore dell’incontro Massimo Vattani. Il documentario sarà in programmazione dal 23 al 26 di Marzo H 20:30.

Il prezzo del biglietto è di 5€

Sinossi: In Italia esistono 6 OPG, comunemente chiamati manicomi criminali, all’interno vi sono rinchiuse circa 1500 persone. Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati”anche dallo Stato. Queste istituzioni sono rimaste sostanzialmente estranee e impermeabili alla cultura psichiatrica riformata, e il meccanismo di internamento non è stato
interessato dalla legge del 1978 che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una commissione parlamentare d’inchiesta ha fatto luce sullo stato di abbandono, degrado e non cura degli internati e ha fatto approvare una legge che ne prevede la chiusura. Il film intende accompagnare, e far vivere lo spettatore, in questi luoghi dove le persone, fin dagli inizi del ‘900, sono relegate e disumanizzate dal trattamento farmacologico, dall’abbrutimento delle celle di isolamento e dei letti di contenzione. Il documentario porta alla luce lo stato di abbandono delle strutture psichiatriche e la privazione dei più elementari diritti costituzionali alla salute, la cura, la vita di tanti malati mentali.

- “Chi lascia l’uomo nella sua colpevolezza, chi lo scolpisce dentro di essa, non è molto diverso dal colpevole stesso“. [Cardinal Carlo Maria Martini]

- “Gli OPG sono una discarica sociale dove coloro che dovrebbero essere curati e riabilitati, vengono rinchiusi e purtroppo dimenticati“. [Ignazio Martino, Presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficenza del sevizio sanitario nazionale]

- “Saluto con compiacimento il fatto che per iniziativa della commissione parlamentare istituita in senato si stia procedendo alla chiusura – cominciando dalla Sicilia – degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, autentico orrore indegno di un paese appena civile“. [Napolitano – Presidente della repubblica]

Di seguito il trailer ufficiale, il comunicato e la scheda tecnica

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Comunicato ufficiale: Il regista del doc che ha contribuito a spingere il Parlamento a chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e l’Avvocato Gennaro Santoro di Antigone Onlus risponderanno alle domande del pubblico al termine della proiezione. Modera l’incontro Massimo Vattani. Il film sarà in programmazione alle 20.30 dal 23 al 26 Marzo.

In Italia esistono 6 OPG, comunemente chiamati manicomi criminali, all’interno vi sono rinchiuse circa 1500 persone. Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati”anche dallo Stato. Queste istituzioni sono rimaste sostanzialmente estranee e impermeabili alla cultura psichiatrica riformata, e il meccanismo di internamento non è stato interessato dalla legge del 1978 che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una commissione parlamentare d’inchiesta ha fatto luce sullo stato di abbandono, degrado e non cura degli internati e ha fatto approvare una legge che ne prevede la chiusura. Il film intende accompagnare, e far vivere lo spettatore, in questi luoghi dove le persone, fin dagli inizi del ‘900, sono relegate e disumanizzate dal trattamento farmacologico, dall’abbrutimento delle celle di isolamento e dei letti di contenzione. Il documentario porta alla luce lo stato di abbandono delle strutture psichiatriche e la privazione dei più elementari diritti costituzionali alla salute, la cura, la vita di tanti malati mentali.

Quando nel novembre del 2010 sono stato invitato a realizzare dalla Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale un breve documento video sullo stato degli O.P.G., come quasi tutti gli italiani, non sapevo cosa fossero. – dice Francesco Cordio – O.P.G., cosa si nascondeva esattamente dietro quell’acronimo che non ricordavo di avere mai sentito prima? “Ospedali Psichiatrici Giudiziari”, mi era stato risposto, credendo di aiutarmi. Si trattava di manicomi? Impossibile: i manicomi erano chiusi ormai da più di trent’anni! Luoghi di cura? Il dubbio mi avrebbe accompagnato ancora per poco. Ci eravamo attrezzati, io ed il mio operatore, anche con videocamere nascoste: “Dovete stare attenti”, qualcuno ci aveva detto “quelli sono matti!” e a quei “matti” avrebbe potuto dar fastidio essere ripresi: avrebbero potuto innervosirsi, tirare qualche sganassone. Le riprese all’interno degli O.P.G. sono state effettuate durante sopralluoghi a sorpresa, veri e proprio blitz. Per la prima volta gli uomini chiusi là dentro avevano l’opportunità di gridare fuori, al mondo, il loro stato, il loro disagio, quello umano prima ancora di quello psichico. Il primo impatto è stato devastante: celle piccole e sporche, servizi igienici rotti, puzza di piscio ovunque. Gli internati, liberi per i corridoi, ci sono apparsi decisamente innocui, nonostante gli avvertimenti della polizia penitenziaria e dei N.A.S. al seguito della Commissione. Alla vista delle telecamere hanno cominciato a venirci incontro, alcuni raccontandoci la loro storia, altri chiedendo aiuto, altri ancora, imbottiti di farmaci, si limitavano ad osservarci con sguardo supplichevole dal fondo dei loro letti sudici. Avvertivo la necessità di fare ore di riprese, corridoio per corridoio, cella per cella, internato per internato. Già, tecnicamente si chiamano internati, e dovrebbero essere tutti “matti”. Ma allora perché la maggior parte di queste persone stava ragionando e argomentando in modo coerente e sensato? Le riprese negli O.P.G. sono come un esame endoscopico nei meandri mai esplorati del corpo della Repubblica Italiana. Una Tac al sistema Sanitario gravemente ammalato di una malattia da sempre ignorata e/o trascurata. Gli internati in fondo ci hanno davvero preso a sganassoni. Non con le mani, ma con le loro storie. E ci hanno fatto male.

Scheda tecnica

In associazione con: Teatro di Nina e Indipendent Zoo Troupe

Regia: Francesco Cordio

Con: Luigi Rigoni

Scritto da: Francesco Cordio, Leonardo Angelini, Diego Galli

Fotografia: Mario Pantoni

Montaggio: Giacobbe Gamberini, Michele Castelli

Musiche: Gianluca Misiti

Suono: Paolo Fontana

Canzone/titoli di coda: Daniele Silvestri

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