NUOVO CINEMA AQUILA: RASSEGNA DEDICATA A PIPPO DELBONO

Dal 7 al 22 di Gennaio, In occasione delle rappresentazioni del suo ultimo spettacolo “Orchidee” (presentato al Teatro Argentina dal 7 al 19 Gennaio), e al Teatro di Roma, è in corso presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma, una rassegna interamente dedicata al cinema di Pippo Delbono; dall’ultimo film “Sangue“, vincitore del premio Don Chisciotte alla 66° edizione del Festival del Film di Locarno e della Menzione d’Onore al Doclisboa Festival, passando per i 4 film precedenti “Guerra” (2003), “Grido” (2006), “La Paura” (2009) e “Amore Carne” (2011). le proiezioni fino ad oggi, sisvolgeranno alle H 19:00 e alle H 21:00, dal 10 al 22 Gennaio alle H 19:00,  con la proiezione esclusiva dell’ultimo film Sangue alle H 21:00 dall’11 fino alla conclusione della rassegna.

Durante l’evento il regista incontrerà il pubblico in un confronto aperto presentato da Massimo Vattani Sabato 11 Gennaio alle H 20:30 e altri saranno gli incontri nei giorni successivi attraverso i quali il regista interagirà con Fausto Bertinotti (Domenica 12 alle 20.00), Gianfranco Rosi, Leone d’oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2013 (Venerdì 17 alle 22.00) e Padre Virgilio Fantuzzi della Civiltà Cattolica (Domenica 19 alle 20.15).

Di seguito il programma giornaliero delle proiezioni nei giorni restanti e le fasce di prezzo: 

  • Giovedì 9 – “La paura”
  • Venerdì 10 (con proiezione aggiuntiva alle H 22:00), Sabato 11, Lunedì 13, Martedì 14, Mercoledì 15, Giovedì 16, Venerdì 17, Sabato 18, Lunedì 20, Martedì 21, Mercoledì 22 – “Amore carne”.

Fasce di prezzo: 5 euro il Mercoledì, 6 euro il Lunedì, Martedì e Giovedì, 7 euro dal Venerdì alla Domenica

SANGUE: Sangue è la storia di uno strano incontro: quello tra Pippo Delbono e Giovanni Senzani, ex leader delle Brigate Rosse. Un incontro dove si incrociano le storie di due donne: la madre di Pippo, Margherita, fervente cattolica, ed Anna, la moglie di Giovanni, contraria da sempre alla lotta armata, che ha deciso di accudirlo e sostenerlo nei 23 anni di prigionia. Due donne che muoiono a pochi giorni di distanza lasciando i due uomini feriti e indifesi, improvvisamente soli. Ed attraverso la morte si parla delle rivoluzioni, del sangue, ma soprattutto dell’amore, della vita.

Ma nulla più delle parole del regista stesso può raccontare il percorso tutto particolare che ha portato alla realizzazione del film: “Mentre stavo parlando con Giovanni Senzani – che avevo conosciuto perché era venuto a vedere un mio spettacolo – sull’ipotesi di fare un film legato alla sua storia di brigatista rosso, mia madre improvvisamente era stata colpita da una grave malattia che l’ha portata, nel giro di pochi mesi, a morire. Ricordo che in quei giorni una mia cara amica psichiatra mi aveva detto, vedendomi alla ricerca disperata di cure per tenerla in vita, “Pippo, non vuoi vedere la morte di tua mamma, stai fuggendo”. E chissà, forse per questo, e anche per il fatto che mia madre era entrata sempre nei miei spettacoli, nei mie films, ho deciso di guardarla ancora, guardarla andare via, con la mia piccola camera, per tenerla sempre con me, forse… chissà. E chissà per quelle strane convergenze della vita anche Anna, la compagna di Giovanni, anche lei colpita da una malattia grave, se n’ era andata via in quel momento. E così, partendo dalla morte di queste due donne, ho parlato della storia di due esseri umani rimasti orfani. E uno dei due era un ex brigatista. Ma Sangue non e’ un film su un brigatista, ma un film con un brigatista. Un film dove ho voluto guardare in faccia la morte della persona che mi ha portato nel grembo, che mi ha dato la vita. E’ a partire da quella morte che ho deciso di guardare l’altra morte, quella provocata per un’ “idea di rivoluzione”. Ma Sangue è un film che al di là del dolore, al di là delle perdite, al di là delle lotte, al di là delle morti, vuole parlare della vita, della sacralità della vita.

Ci sono state molte polemiche dietro a questo film, credo perché tocca due grandi tabù: la morte, e il terrorismo, capitolo ancora affossato nel nostro paese che fa fatica a guardare in faccia la propria storia. A guardarla con sincerità.
E ce n’è un altro: il linguaggio. Sangue, come altri film che sarà possibile vedere al Nuovo Cinema Aquila (La paura,  Amore carne) sono films che ho fatto con un telefonino e con mezzi piccoli, che mi hanno permesso, credo, di essere libero. Libero nello sguardo, e libero anche dalle gabbie produttive e distributive. E che mi hanno permesso di fare un cinema che sentivo più vicino a una “verità”. Sul mio telefonino porto sempre una frase di Gandhi che dice: “La vera arte nascerà quando impareremo ad amare la bellezza della verità”.”
A riconferma del successo internazionale del cinema di Pippo Delbono, che rende il suo intero percorso filmico di massima attualità poiché parte di un corpus unico continuamente in progress, va segnalato che Amore Carne, uscito in Francia solo lo scorso anno, figura nella lista dei migliori 5 film del 2013 secondo ‘Le Monde’: “Pippo Delbono è al tempo stesso un poeta e un regista che reinventa il cinema contemporaneo. Il suo documentario è la prova tangibile che si può ottenere un capolavoro con un semplice telefono cellulare.”

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