“DOLL SYNDROME” DI DOMIZIANO CRISTOPHARO + INTERVISTA (CRISTOPHARO, CAVALETTO, KOSTOVA)

Senza prendersi un attimo di tempo, il regista Domiziano Cristopharo si mette subito al lavoro sul nuovo, e nuovamente estremo, “Doll Syndrome“, secondo capitolo della trilogia iniziata con Red Krokodil che rappresentava il purgatorio, in questo caso, ad essere rappresentato, sarà l’inferno. Chissà cosa ci riserverà per il paradiso…

Doll Syndrome è scritto dal noto e ormai fidato sceneggiatore Andrea Cavaletto e sarà un dramma che ruoterà intorno a tre personaggi intepretati dall’attrice di teatro bulgara Aurora Kostova, qui al suo primo film di genere, Yuri Antonosante, presenza fissa negli ultimi film del regista romano (Lovecraft’s Night-Gaunts, Shock, Hyde’s Secret Nightmare) e Tiziano Cella, regista dei cortometraggi Imago Vocis e The Temple Mount. Il film prevede inoltre della animazioni in stop-motion che verranno curate dal buon Paolo Gaudio (Fantasticherie, P.O.E.1 episodio Il Gatto Nero, Bellerofonte, Bloody Sin). Le musiche invece sono state affidate a Il Cristo Fluorescente e ai Jarman, gruppo per altro al quale appartiene Alessandro Giordani, montatore in diversi film di Cristopharo e regista dell’episodio La Sfinge del progetto corale P.O.E. 1.

In attesa del primo trailer e di altre novità su questa nuova produzione, vi invito a seguire la pagina ufficiale di Facebook (qui) e a leggere la breve intervista che abbiamo fatto al Regista, lo sceneggiatore Andrea Cavaletto e a una delle protagonista Aurora Kostova. Buona lettura!

DOMIZIANO CRISTOPHARO

[NSG] - Doll Syndrome rappresenta il secondo capitolo di una trilogia suddivisa in Purgatorio, al quale appartiene Red Krokodil, Inferno, che verrà rappresentato proprio da questo film, e infine, il paradiso. Come nasce questa suddivisione, è possibile che sia stata voluta successivamente a Red Krokodil, o era stata pensata già in precedenza?

[D.C.] – È tutto sempre pianificato. Anche Flesh Mannequins e Museum of Wonders fan parte di una trilogia ma la terza parte è attualmente troppo costosa per poterla realizzare

[NSG] - Recentemente hai affermato che questo film è la tua regia più matura e perfetta, al servizio di un film sporco e imperfetto. Cosa puoi dirci a riguardo?

[D.C.] – Beh, avevo molta paura a film iniziato… il budget, il tempo a disposizione e nonstante tutto è un progetto ambizioso che richiedeva determinate situazioni (albe, tramonti, città vuota) e a Roma non è stato facile ottenerli… inoltre i 2 attori co-protagonisti si son dileguati a riprese iniziate… per paura forse. Son stato fortunato ad avere un compagno di viaggio come Tiziano Cella, sempre professionale ed entusiasta. E’ stato lui a spronarmi a non mollare. Ma mi ha detto bene, i 2 “rimpiazzi” son stata la scelta del destino. Nei miei altri film ho sempre lavorato nella ricerca del NASCONDERE il mezzo cinema, di far arrivare un senso teatrale ed estetizzante. Questo film invece usa il mezzo cinema senza nasconderlo: sfuocature, macchina a mano, scavalcamenti di campo. E per ottenere il tutto senza risultare un amatore ho fatto molta ricerca di stile. Son soddisfatto anche perchè ho da competere con un predecessore come Red Krokodil!

[NSG] - Qui racconti una storia che ruota intorno ad un personaggio disturbato, feticista, erotomane ed autolesionista, cosa rappresenta questo girone infernale , qual’è il messaggio che dovrebbe e potrebbe arrivare?

[D.C.] – Che l’inferno, come ci insegna sartre, son sempre gli altri. Che questa società non guarda nemmeno chi ha accanto nel bene o nel male. Che ogni scelta spesso si fa più per comodo che per coraggio.

[NSG] – Quando sarà pronto e quale percorso seguirà e l’Italia, soprattutto, come prenderà questo tuo nuovo lavoro, o provocazione?

[D.C.] – A febbraio è prontissimo, e lo presenterò in censura nonostante so bene già cosa accadrà. Ma lo faccio solo per questioni pubblicitarie stavolta.

[NSG] - Hai già in mente qualcosa che rappresenterà il Paradiso a chiusura di questo “trittico”?

[D.C.] – No, per fare paradiso ho deciso di viaggiare molto e di ridedicarmi prima al teatro, il mio primo amore. Ho bisogno di mettermi a lavorare un po’ su me stesso per trovare qualcosa di bello da dire in questo periodo! :)

ANDREA CAVALETTO

[NSG]  - Nel corso degli anni hai più volte collaborato con Domiziano Cristopharo scrivendo la sceneggiatura di alcuni dei suoi film. Com’è nato questo sodalizio e com’è prestare le proprie idee al servizio di uno dei registi più controversi del nostro cinema?

[A.C.] – Ho avuto modo di ammirare HOUSE OF FLESH MANNEQUINS di Domiziano in un festival, e me ne sono innamorato subito. Era un horror decisamente atipico. Aveva un che di raffinato e malinconico, nonostante fosse estremo e perverso. Così mi sono ripromesso che se ne avessi avuto occasione lo avrei contattato per chiedergli se fosse interessato ad una mia collaborazione. Un po’ di tempo dopo mi sono fatto avanti e Domiziano mi ha gentilmente messo alla prova, coinvolgendomi su HYDE’S SECRET NIGHTMARE, la cui sceneggiatura era già in parte scritta ma a che a parer suo andava modificata. Con lui ho riscritto la maggior parte dei dialoghi del film, aggiungendo nuove scene e cambiandone altre. C’è stato subito affiatamento tra noi due. Credo si possa dire che abbiamo una visione molto simile di ciò che vogliamo trasmettere e raccontare. Da lì sono neate le successive collaborazioni a P.O.E. Poetry OF Eerie, P.O.E. Project Of Evil, Bellerofonte, Night Gaunts e l’ultimo (in ordine di tempo) DOLL SYNDROME.

[NSG] - Doll Syndrome viene fin da subito presentato con l’aggettivo “Estremo”, cosa è stato per te lavorare a questa sceneggiatura, da cosa prende forma?

[A.C.] – Come per le esperienze precedenti, DOLL SYNDROME viene da un’idea di Domiziano. Mi ha dato lui gli spunti necessari per sviluppare la storia. Abbiamo discusso di certe scene e situazioni fono ad ottenere una sceneggiatura che ci soddisfacesse. E’ venuto fuori un film molto particolare, sicuramente estremo ma soprattutto molto malato e drammatico. E’ la nostra rappresentazione dell’Inferno, tutta racchiusa nell’IO di un protagonista che non passerà inosservato, credo. E’ stato un lavoro difficile, perché ho dovuto immedesimarmi in un uomo che di umano ha ben poco. Senza spoilerare nulla, posso garantire che non è il classico omicida seriale che siamo abituati a vedere nel cinema e in tv. E’ un qualcosa di totalmente diverso e alieno. E credo susciti anche una certa compassione nello spettatore. E’ un po’ come E.T. in una versione perversa e malata. Poi, un’altra caratteristica particolare di questo film, è che è praticamente muto, se si esclude un’unica scena di dialogo. E’ stata una sfida per me, quella di scrivere un lungometraggio muto. Sulla carta ci sono riuscito. Adesso sono curioso di vedere il risultato finale…

[NSG] - Curerai anche la sceneggiatura del capitolo finale?

[A.C.] – Spero di si. Sarebbe un onore e un piacere per me.

AURORA KOSTOVA

[NSG] - La tua carriera è prettamente legata al teatro, qui, per la prima volta, ti trovi alle prese con il cinema, un palcoscenico differente a quello a cui sei abituata, come sei stata coinvolta nel progetto e com’è stata questa tua prima volta?

[A.K.] – Certo, il cinema e’ diverso, non e’ la mia prima esperienza cinematografica, ma e’ la prima in questo genere. Sono stata coinvolta innanzi tutto dalla persona di Domiziano, poi dall’idea e dal resto del cast. E’ stata un’esperienza bella, perche’ il coinvolgimento non e’ solo al livello professionale ma sopratutto a livello umano che e’ un fattore importantissimo per creare bene.

[NSG]  - Cosa puoi dirci riguardo il tuo personaggio in Doll Syndrome?

[A.K.] – E’ una ragazza comune con le sue paure e debolezze che pero’ alla fine prende una decisione particolare per continuare a vivere.

[NSG] - Quali sono state, se ci sono state, le difficoltà maggiori nell’interpretare questo ruolo?

[A.K.] – Le difficolta’ tipiche attoriali per quanto riguarda la voglia fanatica di interpretare meglio il personaggio. E’ normale, no?

[NSG] – Dopo questa nuova esperienza, ti dedicherai nuovamente al cinema?

[A.K.] – Volentieri, lavorerei di nuovo con un regista che ha delle idee chiare e dei messaggi forti da comunicare, che ci crede e c’e’ la mette tutta senza lagne, che gia’ vede il film nella sua testa, e’ fondamentale. Lo auguro a tutti. Buona visione…

Di seguito la locandina del film

 

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