INTERVISTA A MARCO PALESE & AMERIGO BRINI DELLA DOGHOUSE PICTURE

Proprio pochi giorni fa vi ho parlato di “Beautiful People“, film diretto da Amerigo Brini e presentato dalla Doghouse Picture, di cui lo stesso Brini fa a capo insieme al produttore Marco Palese. Il film,  già acquistato dalla Raven Banner Entertainment per una distribuzione internazionale,  ha già suscitato parecchio interesse smuovendo non poca curiosità in merito. NSG ha intervistato per voi il regista Amerigo Brini e Marco Palese, per scoprire qualcosa in più sulla neonata Doghouse Pictures, ma soprattutto sul film. Buona Lettura!

[NSG] – Ciao ragazzi, subito un grazie per la vostra disponibilità! Entrambi avete fondato e siete a capo della neonata Doghouse Pictures, volete parlarcene un po’?

[DP] – Grazie a te per l’interesse dimostrato. La Doghouse nasce come naturale conseguenza delle nostre passate esperienze, è una casa di produzione indipendente di film di genere; il nostro scopo è quello di produrre, promuovere e dare una possibilità a giovani talenti di cui l’Italia è piena.

[NSG] – Con “Beautiful People” siamo alle prese con un’opera prima, non solo da parte tua Amerigo, che ne curi la regia, ma si può dire anche da parte della Doghouse, come nasce il progetto?

[DP] – Non è stato semplice mettere insieme tutti i pezzi per la realizzazione di Beautiful People. Ovviamente non si parte mai da zero, quando si decide di realizzare un lungometraggio si deve avere assoluta consapevolezza delle proprie possibilità, dei propri limiti e dei mezzi a disposizione. Dopo qualche mese di attenta autovalutazione e lavoro insieme ad altri progetti siamo partiti con l’idea di realizzare un film che ci sarebbe piaciuto vedere da spettatori.

[NSG] – “Beautiful People” si basa su quelle che sono le classiche regole di un home invasion, ma si accompagna, come si intuisce dalla trama e anche dal trailer, ad altro, cosa dobbiamo aspettarci da questo film?

[DP] – Si legge che Beautiful People sia un film “ultrasplatter” o “gore”, in realtà il nostro intento è quello di sorprendere lo spettatore spiazzandolo con una storia che mostri la violenza, la cattiveria e la debolezza umana, sia essa fisica che psicologica. Volevamo abbandonare la classica distinzione tra buoni e cattivi creando personaggi reali mentre il sangue e i mostri sono solo lo strumento utilizzato per evidenziare ed esasperare i loro comportamenti.

[NSG] – Tra i protagonisti sono presenti molti nomi internazionali tra cui spicca anche quello dell’italico Alex Lucchesi, nome e volto molto noto nel panorama indipendente nostrano, come è avvenuta la scelta del cast e in base a quali esigenze?

[DP] – Un film di genere Italiano senza Alex Lucchesi, lo Schwarzenegger nostrano, è semplicemente impensabile!

[Marco] Mi era già capitato di lavorare con lui sul set, anche questa volta ho avuto conferma che Alex è un grandissimo professionista oltre che una persona con un’umanità non comune.

[Amerigo] Ho sempre seguito con ammirazione la sua carriera di attore ed ora, per la mia opera prima non potevo non coinvolgerlo.

Per un discorso puramente commerciale gli attori dovevano essere assolutamente inglesi, per poter inserire Alex ci siamo inventati Testamento, un personaggio di origine italiana. Beautiful People si basa molto sulla caratterizzazione dei personaggi attraverso i dialoghi, il casting è stato lungo e meticoloso. Inutile dire che siamo incredibilmente soddisfatti del risultato, la recitazione credibile è uno degli aspetti più riusciti del film. Siamo fieri di aver fatto esordire alcuni di essi, per molti potrebbe essere l’inizio di una brillante carriera, siamo sicuri che il pubblico li apprezzerà.

[NSG] – La sceneggiatura è ad opera di Andrea Cavaletto, sceneggiatore che ha dato vita a molte pellicole rilevanti, e di non poca importanza, nell’ambito indipendente,  non solo italiano, come nasce questa collaborazione?

[DP] – Con Andrea ci siamo conosciuti quasi per caso. Avevamo un’idea ben precisa per il film e stavamo cercando uno sceneggiatore che gli facesse prendere forma e che, non avendo un grosso budget a disposizione, esprimesse attraverso i dialoghi e situazioni semplici ma con la giusta dose di violenza e cattiveria. Lui stava facendo parlare di se in giro per il mondo con il brutale Hidden in the Woods, è stato un colpo di fulmine, sia per passioni che per intenti ed obiettivi. Ha apprezzato da subito il soggetto proposto e lo ringraziamo con tutto il cuore per essere stato il primo in assoluto a credere in noi e nelle potenzialità del film spingendoci ad andare avanti. Nel giro di qualche mese ci ha stregato con la sceneggiatura di Beautiful People, sicuramente un film più complesso di quanto non avessimo preventivato ma decisamente più accattivante. Il modo in cui Andrea riesce a dare un’identita a ogni personaggio e la cattiveria che caratterizza i suoi racconti è unica!

[NSG] – Ogni progetto nasce con degli intenti e degli obiettivi precisi, che possono, in corso d’opera, cambiare e/o modificarsi, quali sono stati – e sono tutt’ora – quelli di questo film e quali i vostri in virtù del percorso intrapreso fino ad oggi?

[DP] – Da questo punto di vista abbiamo sempre avuto le idee molto chiare. Al di là della passione per il cinema, fare un lungometraggio non è facile e non è andare all’arrembaggio. Il digitale ha aperto tante porte ma questo è un lavoro che richiede grandi sacrifici, consapevolezza e competenza, soprattutto in ristrettezze economiche come nel nostro caso. L’obiettivo era realizzare un film per il mercato internazionale e far colpo su un grosso sales agent.  Fortunatamente, non senza difficoltà ed imprevisti, abbiamo raggiunto lo scopo attraverso la Raven Banner; ora speriamo che il pubblico apprezzi Beautiful People e gli piaccia quanto piace a noi. Per il futuro continueremo a cercare talentuosi filmmaker con cui lavorare e una co-produzione estera per la realizzazione del prossimo film e cercare di andare a lavorare più lontano possibile dall’Italia.

[NSG] – Nonostante si intuisce che il film sia stato pensato più per un mercato estero, difatti il primo vero interesse lo ha dimostrato la Raven Banner Entertainment, all’AFM 2013, acquistandolo per una distribuzione internazionale, per l’Italia?

[DP] – Proprio così, il film è stato concepito principalmente per il mercato estero, è stato girato da attori inglesi, in inglese. Realizzare un film in Italia è di per se una follia! La tassazione e i costi burocratici sono elevatissimi, senza contare che si parla di quella che era un’industria elitaria fatta con pochi investimenti privati e tanti soldi pubblici, far capire ai vecchi addetti ai lavori che la musica sta cambiando non è facile.
La Raven Banner ha seguito tutte le fasi di sviluppo di Beautiful People e ha mostrato interesse sin dal primo promo-teaser, fino ad annunciare l’acquisizione del film nell’ultima edizione dell’American Film Market suscitando un buon interesse da parte della stampa di genere. Al momento è difficile capire cosa ne sarà del film in Italia, un paese che non segue nessuna logica di mercato.

[NSG] – Volete aggiungere qualcosa per i lettori di NSG?

[DP] – Invitiamo i lettori, anche se ovvio, a sostenere i prodotti indipendenti di qualità anche se non rispecchiano sempre i propri gusti.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutta la troupe che spesso non viene menzionata ma che è stata e sarà fondamentale per il successo della Doghouse.

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