RECENSIONE “LEGIO XIII” di Davide Sacchetti e Tiziano Martella

[Di Paolo Delmarco]

In questo straordinario cortometraggio scritto e diretto da Davide Sacchetti e Tiziano Martella, ciò che colpisce nell’immediato è la fotografia (Eric Biglietto) che risulta davvero notevole; alcuni dettagli carichi di un bel rosso intenso enfatizzano i momenti salienti e grazie al fatto che il resto tutt’intorno è tendente al grigiastro, contribuisce a creare una sensazione di totale immersione trasportando direttamente in un’antica epoca. Vivremo le vicende, in un remoto passato, della Legio XIII – per altro esistita veramente – , legione reclutata da Giulio Cesare in persona; e, dopo aver assistito ad un breve excursus delle loro molteplici imprese, si viene immediatamente scagliati sul campo di battaglia dove la legione dovrà vedersela non solo con invasori esterni, ma anche con dissidi interni scaturiti dall’attacco al loro stesso Aquilifero; figura, quella di quest’ultimo, fondamentale per una legione, un vero e proprio traino, in pratica un simbolo da proteggere ad ogni costo, sopratutto perché custode di un vessillo il quale pare conferisca poteri sovrannaturali.

Dopo questo breve incipit e recuperato il vessillo dalle mani dell’Aquilifero (Francesco Castaldi), caduto in battaglia, seguiremo il duro viaggio del tanto agognato ritorno a casa dei pochi superstiti, colmi di speranza e convinti che verranno ricompensati a dovere. Impegnati a difendersi senza avere un attimo di respiro dai nemici in carne e ossa, e da qualcosa di oscuro insinuatosi tra loro, la brama di possedere l’ambito amuleto crescerà divorando in loro corpo e ragione, facendogli perdere letteralmente il senno e, questo aspetto in particolare, fa tornare alla mente “Il Signore degli Anelli”, con il medesimo cieco desiderio di possedere “l’unico anello” e le conseguenze che conosciamo.

Cortometraggio che attinge dal genere peplum, dove i riferimenti caratteristici sono evidenti, caricati di una violenza molto esplicita e marcata che, con l’aggiunta dell’elemento esoterico, gli conferisce sicuramente originalità, accentuata in modo particolare dalla scelta della lingua che vede i protagonisti relazionarsi esclusivamente in latino. Scelta decisamente coraggiosa quella degli autori, che dona al tutto un’impronta unica e credibile. Infine una colonna sonora sontuosa ed epica (Riccardo Amorese e Sergio Lolini) insaporisce e completa un’opera davvero meritevole di lodi.

 

Licenza Creative Commons Questo sito è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Hit counter by goldbetreview