SPECIALE “SPAGHETTI WESTERN” PARTE 3

[Di Joel Pagini]

LO HUMOR

Come per la violenza, anche lo humor è presente nel genere fin dal capostipite di Sergio Leone in cui, specialmente nella prima parte, cioè prima della deriva violenta e drammatica della pellicola, Clint Eastwood è protagonista di scene non certo comiche ma sicuramente sopra le righe e piuttosto leggere.

Bisogna quindi fare attenzione a separare gli spaghetti western con una forte dose umoristica dalle commedie western che hanno preso piede soprattutto con l’arrivo della popolarità per il duo Spencer & Hill.
I primi sono film che possono essere a tutti gli effetti considerati degli spaghetti western classici, con tutti gli elementi caratteristici del genere, ma che portano con se una forte dose di humor e scene sopra le righe (Il Buono il Brutto e il Cattivo per Leone, Il mercenario e Vamos a Matar Companeros per Corbucci), le commedie western, invece, hanno invece un impianto più volto al comico, fino ad arrivare alle pariodie western come Per Qualche Dollaro in Meno o Cipolla Colt, e cercano di smorzare quasi totalmente la violenza, fino ad eliminarla del tutto.

Il fenomeno più popolare di questo sotto-filone è quello del due Spencer & Hill, che lavoreranno per la prima volta insieme nel film Dio Perdona… Io No!, di impianto più serio, e poi ne I 4 dell’Ave Maria, seconda parte della trilogia di Colizzi, ed in cui ci saranno già le avvisaglie dei loro famosi siparietti comici a base di cazzotti, qui ancora poco sviluppati ma che successivamente verranno ampliati a dismisura sia nei loro film western sia nei loro film di altro genere, fino ad essere quasi esasperati in Lo Chiamavano Trinità: se nei 4 dell’Ave Maria, infatti, si avevano comunque scene di sparatorie e l’immancabile duello finale in puro stile spaghetti western, in Trinità le colt rimangono spesso nella fondina e nel finale la resa dei conti viene combattuta unicamente a mani nude tra le due fazioni rivali in un interminabile rissa a suon di sganassoni nel puro stile di Bud Spencer e Terence Hill che tutti conosciamo.

DECLINO ED EREDITA’

Il genere del western all’italiana, nato all’inizio degli anni ’60, conosce in questo decennio il proprio periodo d’oro, con un prolificare di film sul genere e moltissimi capolavori. Gli anni settanta, pur continuando nella prima metà a vedere dare alla luce molti film spaghetti western, segnano l’inizio del declino di questo genere, che a partire dalla seconda metà degli anni ’70 avrà un calo impressionante a livello quantitativo.

Questa situazione non coinvolge la sola Italia ma è anzi lo specchio di quanto stà accadendo anche oltreoceano ad Hollywood, l’era del cowboy e degli indiani giunge al tramonto e, sebbene il genere non sia morto, il suo periodo di maggiore popolarità giunge al termine.

Con l’avvento degli anni ’80 la produzione si interrompe quasi completamente, i film western realizzati in Italia diventano sempre più rari, più unici che rari a dire il vero, e l’ultimo vero spaghetti western di rilievo può essere considerato Johnatan degli Orsi, per la regia di Castellari (nome importante nel genere sebbene non fondamentale quanto Corbucci o Leone) che vede tornare sullo schermo Franco Nero, in un canto del cigno dedicato proprio a Sergio Corbucci.
Negli ultimi anni sono stati prodotti alcuni cortometraggi che omaggiano il genere, ma in Italia l’era delle colt è tramontata.

Diversa è la situazione al di fuori del nostro paese, dove sebbene il genere sia andato in declino è rimasto comunque più attivo che non nel Bel Paese.

I western italiani, ritenuti all’epoca spesso film di serie B, sono stati rivalutarti e considerati capolavori del cinema molto influenti sul panorama mondiale, e questo è chiaramente visibile in molte produzioni recenti.

Clint Eastwood, nelle vesti di regista, ha più volte diretto pellicole western con chiari rimandi allo stile italiano, tanto da dedicare quello che viene ritenuto il suo miglior film western, Gli Spietati, proprio a Leone.

Robert Rodriguez non ha mai nascosto il suo amore per il cinema western italiano, cosa intuibile dell’onnipresente capello da cowboy indossato, e tutti i suoi film, fin dai suoi primi lavori con la trilogia del Mariachi, hanno portato con se impronte degli spaghetti western, ed il recente fenomeno Machete è stato ispirato, nella forma e nel titolo, da Mannaja di Sergio Martino, portando con se le tematiche della lotta di frontiera e dello scontro fra etnie care ai western italiani.

Quentin Tarantino, innamorato da sempre del cinema italiano, ha realizzato Django Unchained, dove compare in un cameo il grande Franco Nero, un film totalmente ispirato ai nostri western, che sebbene si allontani, per tematiche e caratteristiche principali, dai canoni del genere, non si scorda di citare platealmente più di un film storico del genere.

Ad est, invece, dopo che i film di samurai avevano contaminato il genere western italiano in più di un occasione, c’è stata una “restituzione del favore” con alcuni film che sono stati denominati noodle western (da noodle, gli spaghetti giapponesi), i casi più celebri sono Sukijaki Western Django ed Il Buono, il Matto e il Cattivo.

In Italia, forse proprio per il recente ritorno di fiamma di Machete e Django Unchained, si parla di alcuni progetti più corposi che dovrebbero vedere coinvolto nientemeno che Enzo Castellari, in veste di comparsa per Shuna the Legend, spaghetti western con protagonista femminile, e in veste di regista per il suo Bad Landers, film che dovrebbe vedere sullo schermo proprio il trio Roth, Rodriguez e Tarantino.

Anche se le speranze che questi non siano casi isolati ma un nuovo inizio di un’ era d’oro del far west italiano sono molto flebili.

REGISTI PRINCIPALI:

  • Sergio Leone
  • Sergio Corbucci
  • Bruno Colizzi
  • Sergio Sollima
  • Enzo G. Castellari
  • Duccio Tessari
  • Sergio Martino
  • Giulio Petroni
  • Giuliano Carnimeo
  • Michele Lupo
  • Giorgio Ferron
  • Lucio Fulci
  • Antonio Margheriti
  • Enzo Barboni
  • Ferdinando Baldi

ATTORI PRINCIPALI:

  • Clint Eastwood
  • Franco Nero
  • Lee Van Cleef
  • Giuliano Gemma
  • Tomas Milian
  • Gianni Garko
  • Gian Maria Volontè
  • Klaus Kinski
  • Eli Wallach
  • Bud Spencer
  • Terence Hill

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