RECENSIONE “LA STORIA DEL REGNO”

[Di Joel Pagini]

La storia del regno è un fantahorror amatoriale a costo zero (o comunque una cifra non molto distante dallo zero…) che si sviluppa in un Prologo ed un Epilogo, ognuno dei quali divisi, a loro volta, in 6 capitoli.
Sebbene prologo ed epilogo costituiscano due parti separate, tuttavia l’opera è una sola e quindi è impossibile considerare i due episodi come due film distinti, col risultato che bisogna guardare a Lo storia del Regno, come ed un unico film della durata di oltre 2 ore!
Se film di questa durata sono tutt’altro che insoliti, è certo molto raro trovare opere di questa durata fra i prodotti amatoriali, a maggior ragione se costituiscono l’opera prima del regista, che spesso mette alla prova le proprie capacità con cortometraggi inferiori alla mezz’ora.

Luca Sampietro (che nel film interpreta anche il ruolo dello scomparso PJ e di suo fratello gemello) decide invece di mettere in scena un odissea interpretata dai suoi amici, tutti ragazzi molto giovani, aumentando però i problemi che spesso l’inesperienza e il low budget fanno emergere in pellicole anche più brevi, riuscendo però, al contempo, nell’impresa di raccontare una storia completa, senza buchi e con un intreccio interessante ma non troppo cervellotico e che, a tratti, mi ha ricordato vagamente il gotico di Avati, forse per l’associazione tra horror/mistico/paranormale e l’ambientazione semplice e, a tratti, rurale in cui si svolgono i fatti.

I contro di cui parlavo, purtroppo, rendono la visione del film piuttosto indigesta anche a causa della sua durata non indifferente, anche soprassedendo sull’matorialità del prodotto (cosa che comunque molti spettatori potrebbero non essere inclini a fare) spesso ci si trova letteralmente insabbiati in scene lente e tirate per le lunghe, laddove la storia, ben spiegata nei suoi passaggi fondamentali, non avrebbe certo richiesto un così eccessivo prolungamento narrativo, col risultato che le narrazione globale resta appesantita dalla mole di minuti statici.

Peccato, perchè la storia, come detto, non è solo interessante ma anche ben spiegata e facila da seguire e visto che la capacità narrativa va aldilà delle possibilità economiche, fa piacere vedere come c’è ancora chi sappia raccontare qualcosa di interessante.

Dal punto di vista tecnico il film è altalenante, ho apprezzato gli sforzi recitativi del cast e l’inventiva della regia che, sopratutto nell’Epilogo, si sbizzarrisce con bianco e nero (a volte reso in negativo) potenti luci colorate d’atmosfera e addirittura immagini ribaltate a testa in giù!
Meno azzeccata ho trovato la colonna sonora, che per alcuni brani è decisamente ben scelta, (ad eccezione della traccia metalcore durante una scena “di paura” nel prologo, che ho trovato quasi trash) ma che spesso, in alcune scene di dialogo, prende il sopravvento risultando fastidiosa per chi segue il film.

Con tutti i suoi difetti ed i suoi pregi, La storia del Regno è, a mio avviso, un film più interessante che non bello, insomma, un opera che di certo non consiglierei ad una amico che mi chiede suggerimenti per un film, ma che di certo consiglierei da vedere a chiunque sia interessato alla realtà dei prodotti amatoriali italiani (e non) per fargli conoscere il grosso potenziale del regista (ed anche degli amici che hanno reso possibile il film!)

E’ disponibile il Download gratuito del film al sito www.sampey.net

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