RECENSIONE “LA CASA NEL VENTO DEI MORTI”

[Di Marco Valtriani]

Mi sento di dire che, veramente questo film ci proietta nel dopoguerra italiano, in un atmosfera alienata dalla guerra e dai nazisti, in un Emilia che molto ha pagato durante il conflitto. È in quest’ambiente (fedelissima ricostruzione storica-Costumi: Evelina Barilli), che l’avventura criminale di tre personaggi, caratterialmente agli opposti, si perpetua tra le difficoltà degli appennini emiliani (Sceneggiatura: Luca Magri, Chiara Agostini). Cinismo, perfidia e cattiveria accompagnano i tre fuggitivi in un percorso che non ha nulla di buono.

Ogni cambio atto è scandito da fenomenologie dall’oltretomba che riescono a far percepire quanto sia estremo il loro tragitto per la salvezza. A dir la verità per la prima mezz’ora del film tutto è all’interno dei confini della realtà, attraverso una scrittura cinematografica barocca (per farla breve salti di inquadrature da campi lunghissimi a primi piani). Il regista (e produttore : Francesco Campanini) riesce bene a presentarci la vicenda, facendolo attraverso salti temporali in avanti e indietro, in cui lo spettatore si confonde positivamente fino a ritrovarsi improvvisamente nel presente della vicenda, e da questo si può dedurre che il montaggio (Buono Pellegrini) è nella sua struttura decisamente buono, anche se delle volte sbava nella precisione di alcuni tagli. Anche i ritmi sono scanditi in modo barocco, da momenti assolutamente carichi a lunghi momenti di calma piatta, ma il ritmo può incalzare d’improvviso.

I tre interpreti principali (Luca Magri, Francesco Barilli, Marco Ianitello), entrano bene nella parte, in particolare Magri che vive il personaggio principale tra sguardi perfidi, pianificazioni e romantici sensi di libertà. Diversi colpi di scena ci fanno trepidare sul divano durante il terzo atto, conducendoci a un finale davvero delirante.

Il giudizio è positivo, se non altro per l’impegno nel cercare di fare una pellicola pulita (Fotografia di Raoul Torresi), ben costruita, con diverse sorprese. Deludono un po’ gli ultimi cinque minuti per un delirio forse un po’ troppo forzato, ma il buono di questo film è che non si capisce mai cosa sta per succedere, denotando un’ottima fedeltà al genere thriller, con delle chicche horror.
Insomma, siete pronti per un percorso pericoloso di delinquenti in fuga?

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