INTERVISTA A LORENZO LOMBARDI

Oggi vi proponiamo l’intervista, una delle ultime seguite da Stefano, che ringraziamo, al regista Lorenzo Lombardi. Buona Lettura.

[S.C.] – Ciao Lorenzo. Partiamo parlando della tua casa di produzione/distribuzione “WHITEROSE PICTURES”, un nome che, penso, derivi dal gruppo di studenti cristiani che si opposero in modo non violento al regime della Germania Nazista. Sono, infatti, diversi i tuoi lavori che affrontano quest’argomento. Cosa puoi dirci in proposito?

[L.L.] – Fin dai primi studi alle scuole medie sono sempre stato colpito profondamente da Auschiwitz e l’antisemitismo. Un tema che ho portato sempre nel cuore e nei miei lavori, soprattutto nei primi. La denominazione WHITEROSE PICTURES nasce proprio per omaggiare il mio primo cortometraggio che ha riscosso un po’ di clamore e forse mi ha fatto cominciare a credere di poter intraprendere questa strada. Si chiamava LA ROSA BIANCA ed è un corto di genere storico/sociale che ripercorre gli ultimi giorni di vita del martire antifascista Venanzio Gabriotti.  Ho voluto così scolpire questo piccolo grande successo nel nome che mi avrebbe accompagnato da lì in poi. Come i giovani studenti del movimento antinazista della Germania, anche il partigiano Gabriotti aveva un animo nobile e puro; è per questo che l’ho voluto paragonare al candore del fiore per eccellenza. Ho voluto scegliere questo emblema, la rosa bianca, anche perché, ripensando alla mia vita, ho notato che questo emblema mi ha accompagnato in molti momenti importanti e credo lo farà anche in futuro.

[S.C.] – A soli 16 anni “debutti” nel cinema con “La vigilia d’Ognissanti”, un film fantasy/horror. Immagino tu sia cresciuto con un certo tipo di cinema…

[L.L.] – È vero, avevo 16 anni quando ho girato LA VIGILIA D’OGNISSANTI. Un film che ricordo con molta tenerezza, essendo ai miei primi approcci con il cinema. Un horror/fantasy scritto e girato fra amici, anche con qualche rudimentale effetto speciale, non venuto poi così male! La mia formazione è molto variegata, perché non mi fossilizzo sui generi, ma mi affascina molto il progetto filmico in genere. E’ vero che molti registi della mia età, compreso il sottoscritto, sono stati influenzati parecchio da una corrente stilistica d’oltreoceano e forse, anche da un po’ di voglia di essere filoamericani. Questo da una parte può essere un pregio e dall’altra un difetto, ma d’altronde agli inizi, da qualche riferimento bisogna pur farsi. Il cinema che amo e non mi stufo mai di guardare è sicuramente quello di Tarantino, Rodriguez, ma sono molto colpito anche da Fincher, Aronofsky, dai maestri Hitchcock e Kubrick. Per l’Italia non posso non menzionare Leone, Antonioni, Fellini e Deodato. In generale devo riconoscere che ho un debole per i musical e i piani sequenza!

[S.C.] – I prodotti della “WHITEROSE PICTURES” sono però molto eterogenei: dal sociale alla commedia, dagli spot ai documentari e videoclip. Lorenzo Lombardi dove si trova più a suo agio?

[L.L.] – Devo dire che ho voluto provare a toccare un po’ tutti i fronti. Un po’ per necessità, un po’ per curiosità. I videoclip mi divertono molto e mi danno la possibilità di sperimentare sia in ripresa che in montaggio, quindi direi che sono un prodotto nel quale mi trovo molto a mio agio. Per quanto riguarda i film, i generi che sento più vicini a me sono il drammatico ed il thriller/horror, anche se spesso mi lascio prendere dalla voglia di assemblare generi per creare commistioni particolari.

[S.C.] – Arriviamo a “In the market” (2009). Omaggio esplicito al cinema di Tarantino, Rodriguez e non solo. Non c’è il rischio, volendo omaggiare/imitare questo tipo di cinema, ma ovviamente con meno soldi, di limitare fortemente la propria originalità?

[L.L.] – Il rischio c’è. Con il sennò di poi, posso dire di aver esagerato un po’ nel mio lavoro su IN THE MARKET, ma l’ho fatto volutamente e di questo ne vado fiero. Volevo creare un film che omaggiasse il lavoro di Tarantino e Rodriguez, che al tempo stesso sono i più grandi “omaggiatori” del mondo. IN THE MARKET è un film che sentivo di dover realizzare a quel modo, cercando di provare, in maniera esponenzialmente minore, l’emozione che hanno provato i registi che io stimo nel girare certe sequenze. Sì, forse è vero che con budget risicati si rischia di limitare la propria originalità e quello che viene fuori è molto probabilmente una brutta copia dell’originale. Questo è forse anche il mio piccolo cruccio, ma sono altresì contento di come siano andate le cose per IN THE MARKET, che è un film molto indipendente, nato come una scommessa, e che è riuscito, dopo numerosi sforzi, ad avere la sua vita cinematografica, passando dall’uscita theatrical e prossimamente in anche in home video.

[S.C.] – Cosa c’è nel futuro di Lorenzo Lombardi?

[L.L.] – Il mio futuro è sempre pieno di tanti progetti! Fortunatamente ho una mente molto attiva e tanta voglia di fare e grazie all’aiuto dei miei collaboratori Eleonora Stagi e N. Santi Amantini, riesco a mettere in ballo sempre tutto. Senz’altro la WHITEROSE PICTURES sta intraprendendo un cammino distributivo interessante, oltre che produttivo. Stiamo acquisendo numerosi titoli da poter promuovere e proiettare in sala. A giugno organizzeremo il TOLENTINO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, un festival internazionale, come dice l’acronimo stesso, molto importante che avrà luogo nella Città di Tolentino (Macerata) e all’interno della prima e unica multisala italiana interamente in digitale Sony 4K: il Multiplex Giometti Cinema di Tolentino (maggiori info su: www.tolentinointernationalfilmfestival.it). Abbiamo anche prodotto un film che sarà da noi distribuito, non prima dell’autunno 2012, dal titolo NON CI INDURRE IN TENTAZIONE (regia di N. Santi Amantini). Infine stiamo scrivendo un nuovo mio film: un thriller molto particolare, senza titolo ancora, che mescola Arancia Meccanica a Scream.

Ringraziandoti della tua disponibilità ti facciamo, da parte di “Non Solo Gor3″, il nostro in bocca al lupo per il futuro.

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