LUCA MURRI

Luca Murri, montatore ma anche regista e attore (occasionale), “cresce” in un ambiente impregnato di immagini soprattutto, in una prima fase, televisive, al fianco dello zio Serafino. Un piccolo “training”, giocando a “fare il regista”, che lo porterà a sviluppare una precoce entrata nel mondo del cinema a soli 17 anni grazie, proprio, allo zio che lo vuole in “Movimenti”. Un ingresso anticipato, anche, dalle frequentazioni assidue di una videoteca (fra i 12 e i 14 anni), dove, peraltro, il sedicenne Murri inizia anche a lavorare.

Tra regia (come aiuto) e presenze d’attore (“Movimenti” ma anche “Feisbum”), assiste, nel 2009, alla realizzazione dello spot “Telecom navigare sicuri”. Sempre del solito anno (in sostituzione per qualche giorno dell’assistente al montaggio Eliana Consoli) è “Il petruzzelli torna a vivere” di Maurizio Sciarra, un doc su un teatro (andato alle fiamme diciassette anni prima) che, come suggerisce il titolo, rinasce; l’ opera ne segue, passo passo, tutti gli iter progettuali e realizzativi, ma anche i volti di coloro che hanno permesso tutto ciò. L’anno si chiude con “My Worst” (prodotta dalla sua “Oldstyle” che darà alla luce anche CIERRESSE) che lo vede co-regista, co-sceneggiatore e montatore.’

Luca, che è instancabile, firma i montaggi degli slide fotografici per mostra “900-un viaggio nella vita siciliana”, curata da Bruno Restuccia per la Regione Sicilia e il comune di Palermo, quello dei quattro episodi della web serie “Parcondishow” diretta, sempre, da Restuccia. Sempre nello stesso anno lavoro come assistente e aiuto montatore di Letizia Caudullo per i doc “Casal Bertone” di Laura Muscardin il videoclip “P’o Show” di Ciccio Merolla per la regia di Toni D’angelo (a cui si va aggiungere anche il mediometraggio di quest’ultimo, “In Montagna”). Sempre nel 2010, inoltre, firma invece come montatore il teaser trailer del progetto “Zero”, lungometraggio di Serafano Murri.”

Ma è il 2011 l’anno destinato a segnare il suo percorso autoriale: dal montaggio (come assistente, per una giornata) per il re-editing del documentario “I sentieri di Gloria. In viaggio con Mario Monicelli sui luoghi de La grande guerra” alla co-regia per l’episodio pilota e la sigla della serie “Bob e il rock”, passando, inevitabilmente, per il corto (ormai cult) CIERRESSE, lavoro pensato e impacchettato in pochissimo tempo, dato che nasceva nel contesto anomalo di un Festival, il 48h film festival di Roma, che proprio come suggerisce il titolo, dava ai concorrenti solo due giorni di tempo per realizzarlo. Il risultato è originalissimo e la scuola di recupero per supereroi colpisce il pubblico del Festival che lo premia aprendogli prestigiose strade, anche istituzionali.

Murri è un “behind the lines”, pronto a macchiarsi le mani in tutto quello che è il percorso realizzativo, orgogliosamente consapevole che proprio là, dietro linee, dove, altrove, il fuoco non arriverebbe, esiste, al contrario, in questo “mondo”, l’ultimo baluardo, dove ricadano errori d’altri e il produttore ti sta lì, con il fiato sul collo, urlandoti, nonostante tutto, di riportare a casa la vittoria.

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