RECENSIONE “LA DOLCE MANO DELLA ROSA BIANCA”

[Di Marinella Landi]

La “dolce mano della rosa bianca” è l’ultimo lavoro del regista romano Davide Melini, vincitore di svariati premi all’estero e anche in Italia e ci racconta l’incontro, anzi, in maniera più appropriata, lo scontro tra Mark e una bambina, la rosa bianca, in un incidente. Questo corto tratta le tragiche morti che avvengono, per distrazione o irresponsabilità, sulle strade.

Inizio frenetico per un film che fonde il genere drammatico a quello horror, che fa il suo ingresso in maniera decisamente marcata per quella che si pensi essere la struttura del film. Un mix decisamente riuscito che ti accompagna nell’incubo del protagonista Mark e del suo grande senso di colpa che lo conduce presso il cimitero dove è stata seppellita la bambina alla quale, nell’incidente, aveva involontariamene spezzato la vita. Il tassello mosso per dare una sfumatura horror/zombesca alla trama, torna alla sua posizione originale quando lo stesso Mark, attraverso il flashback “rivelazione”, capisce come stanno realmente le cose, ed è proprio allora che la rosa bianca tende la sua mano.

Tecnicamente di buona fattura, il film mantiene il livello con immagini suggestive, musiche di forte impatto, un ritmo incalzante e la buona prova dell’attore Carlos Bahos.

A colpire quindi non solo una buona storia, nonostante sia trita e ritrita, ma anche la complessività di come tutto è stato curato e messo insieme riuscendo in maniera notevole a dar vita e senso al prodotto finale.

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