INTERVISTA A MAURIZIO SCALA

 [Di Marinella Landi]

Maurizio Scala è un ottimo regista dall’ottimo impatto. Un impatto forte e delicato al tempo stesso, riflessivo e denso….è pulito. E’ diretto. Il suo ultimo lavoro è Nightshot, un horror, quindi un ritorno alle origini e probabilmente un tocco più “sporco” rispetto ai lavori che stanno nel mezzo, lavori che vi invito a guardare per capire quanto, anche con poco, si possano provare delle forti emozioni. Non lo G0r3 lo  ha intervistato per voi ( e anche per me )!

 

[NSG] – Ciao Maurizio, intanto ti ringrazio per la disponibilità. Inizi la tua prolifica carriera di sceneggiatore/regista nel lontano ’89 girando parecchi corti e dopo qualche anno di silenzio torni nel ’99 con “Uomini in gabbia” che si dissocia completamente dal genere grottesco che avevi trattato in precedenza. Cos’era cambiato?

[M.S.] – I primi lavori nascevano dalla voglia di emulare quel che vedevo al cinema e in videocassetta. Erano gli anni del boom dei film horror e ogni adolescente ne era affascinato. Ho visto praticamente tutto il cinema di genere che è stato prodotto tra gli anni ’80 e ’90 e ho cominciato a scrivere e girare qualche piccolo lavoro, chiedendo agli amici di recitare per me. Le sceneggiature prevedevano pochissimi dialoghi, per ovvi motivi.
Con l’inizio degli studi universitari il tempo libero è diminuito ma contemporaneamente la mia passione per il Cinema si è allargata ad altri generi. Ho cominciato ad amare Kubrick, Cronenberg, Kieslowsli e tanti altri maestri. Ho visto tanti film e letto tanti libri, ma non ho più girato per qualche anno.
Alla fine degli anni ’90 leggendo alcuni libri di Ray Bradbury ho scoperto Tempo Fermo, uno dei suoi racconti minori. Mi ha colpito subito moltissimo e la decisione di trarne un corto è stata istantanea. Ma la storia era complessa e la produzione avrebbe richiesto sforzi che non ero ancora in grado di sostenere. Uno degli ostacoli maggiori erano gli attori: avevo bisogno di un ragazzino e di una brava attrice. Tentare di girare quella storia con attori non professionisti avrebbe portato a un sicuro fallimento. Scrissi la sceneggiatura di Tempo Fermo ma preferii realizzare prima un altro lavoro, per il quale ero praticamente già pronto. Qualche tempo prima avevo avuto una piccola idea, da realizzare con un solo attore in una sola location. Mostrai la sceneggiatura di Uomini in gabbia ad un mio amico che già recitava in teatro e per la tv, e girammo il corto in circa quattro giorni. Uomini in gabbia vinse alcuni premi, mi diede un po’ di visibilità  e facilitò la ricerca degli attori di Tempo Fermo che venne realizzato un paio di anni dopo.

[NSG] - “Tempo Fermo”, a mio parere una poesia, tratta una particolare situazione non proprio facile da raccontare mantenendo il “dovuto rispetto” … come la voglia di parlare d’amore in maniera decisamente differente dai soliti canoni?

[M.S.] – E’ vero, il soggetto di Tempo Fermo è una vera poesia. E’ il racconto di un amore vero, puro e impossibile. Visto oggi, il corto ha molti difetti ma la storia mantiene inalterata la sua forza e la sceneggiatura è ben equilibrata.
Il racconto originale da cui è tratto ha toni leggermente diversi. In alcune situazioni fa riferimento alla fisicità dei due “amanti” e rischia di diventare morboso. Nello scrivere la sceneggiatura ho voluto evitare a tutti i costi questa pericolosissima trappola, Tempo Fermo è piaciuto molto. Ha vinto molti premi ed è stato apprezzato in tutti i festival cui ha partecipato.

[NSG] - Un altro lavoro che mi ha colpita è “Molto dopo mezzanotte” dove anche qui ti ritroviamo alle prese con un argomento non ancora del tutto accettato e facile, specie per chi lo vive portandoci ad un epilogo forte e riflessivo. Come nasce la situazione per parlarne?

[M.S.] – Anche Molto dopo Mezzanotte, come Tempo Fermo, nasce da un racconto di Bradbury. Lo scontro verbale tra i tre protagonisti prepara l’epilogo del racconto ma è la cosa che mi interessava maggiormente. I personaggi del corto sono tre persone di età diverse che svolgono lo stesso difficile compito, e ognuno di loro si rapporta in maniera diversa con ciò che fa e con gli altri. La rivelazione finale chiude il corto ponendo nuovi interrogativi ma il dialogo tra i tre personaggi è pensato e scritto in modo da mantenere pieno significato anche senza la scena finale.

[NSG] - Questi tuoi lavori comunicano molto, come ci sei riuscito in maniera così pulita, di impatto, quasi impeccabile direi?

[M.S.] – Ho cercato di eliminare dalle sceneggiature tutto ciò che ritenevo superfluo. E’ la parte più difficile della scrittura: ti affezioni alle cose che scrivi e fatichi a scartarle. Eliminare il superfluo è la cosa più importante. Riconoscerlo, la più difficile.

[NSG] – Cosa credi si debba avere per essere un buon regista oltre alle nozioni e all’esperienza che sicuramente fa molto?

[M.S.] – Per essere un buon regista non so. Per essere un regista indipendente ci vuole molta passione e molta tenacia. E’ una cosa faticosa…

[NSG] – Come trovi gli spunti per le tue storie, cosa ti ispira?

[M.S.] – Le idee nascono dalle fonti più disparate, ma sono molto critico con me stesso. Scarto sempre moltissimi spunti prima di impegnarmi a svilupparne uno.

[NSG] – C’è qualcosa del tuo lavoro che non ti piace o non è come vorresti che fosse?

[M.S.] – In genere una volta concluso il lavoro ne riconosco perfettamente pregi e difetti. Credo sia inevitabile non essere mai completamente soddisfatti di quello che si è fatto. Mi piacerebbe girare con più mezzi a disposizione, naturalmente. Ma quello che più mi manca è il tempo. Posso dedicare alla scrittura e alla realizzazione dei miei lavori solo piccole parti delle mie giornate.

[NSG] – Il tuo attuale lavoro è “Nightshot” un horror dallo stampo abbastanza comune, cosa puoi dirci a riguardo?

[M.S.] – Nightshot nasce dalla voglia di tornare al thriller-horror dei miei primi lavori. Non ho mai smesso di amare il genere, e ho voluto scrivere e girare una storia che avesse un po’ di suspense. Ho potuto contare su quattro buoni attori e sono abbastanza soddisfatto del risultato: Nightshot non ha cadute di tensione. Il lavoro è molto ambizioso. E’ ambientato interamente in esterni (in un bosco) e gran parte dell’azione si svolge in notturna. Il vero incubo è stato girarlo.

[NSG] – Dove sarà possibile vederlo, in quali Festival e successivamente in che modo?

[M.S.] – Nightshot ha avuto la sua prima e unica proiezione pubblica nel mese di Aprile 2011. Attualmente è in preselezione in vari festival e non so ancora se e dove verrà proiettato. A breve dovrebbe essere disponibile sul sito Stream.it.

[NSG] – Eventuali progetti futuri?

[M.S.] – Sto lavorando a una nuova sceneggiatura e sto per iniziare le riprese di alcuni brevissimi cortometraggi della durata di circa un minuto l’uno. E’ un piccolo esperimento che voglio fare…

Licenza Creative Commons Questo sito è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Hit counter by goldbetreview