INTERVISTA AL TEAM (UNA PARTE) DI JINGLE BELL JINGLE BLOOD 2

 [Di Marinella Landi]

Oggi Non solo G0r3 vi propone l”intervista al team de “Il cavaliere scuro – Jingle Bell Jingle Blood 2″ saga che nonostante tutto ha il suo fascino che lo rende, volendo e a suo modo, un piccolo cult dell’universo underground.

[M.L.] – Ciao ragazzi, intanto grazie a tutti. Iniziamo col vostro ultimo “Il cavaliere scuro – Jingle bell jingle blood 2”. Nel primo era chiaramente visibile uno stile poliziesco anni ’70, come mai in questo lo avete abbandonato?

[?] - Ciao Mary. Ti ringraziamo tutti e cinque ;) per l’opportunità offertaci.

Per rispondere alla tua domanda, bisognerebbe spiegare brevemente com’è nato il progetto Jingle Bell Jingle Blood. Tutto ha avuto principio, con la consapevolezza di trovare un modo per allenarci dal punto di vista tecnico, dare la possibilità a ragazzi normalissimi che hanno sempre sognato di partecipare ad un film di poterne fare parte e rendere concrete le idee più strambe che in questi anni ci sono passate per la testa. Di conseguenza, JBJB è dal punto di vista stilistico un minestrone di generi, messaggi subliminali e critica sociale. Se nel primo si è seguita la strada del poliziesco anni 70 (soprattutto all’inizio), nel secondo si è deciso di rendere il tutto più “fumettoso”.

[M.L.] – Questo seguito è decisamente migliore del precedente anche se presenta ancora dei difetti, come vi siete mossi per realizzarlo?

[?] - Se il primo capitolo è da considerarsi quasi come un divertente gioco, il secondo ci ha dato la possibilità di utilizzare per la prima volta nuove attrezzature. Nello specifico, i miglioramenti più evidenti sono certamente quelli dovuti all’utilizzo di una Canon 5D (al posto di una datata JVC denominata da noi “La vecchia stronza”) e di vari materiali illumino-tecnici ad uso e consumo del nostro direttore della fotografia. Ah già. Nel primo non c’era una fotografia.

[M.L.] – Sapevate già, dopo jingle bell jingle blood che ci sarebbe stato un secondo o lo avete deciso poi?

[?] - Naturalmente il finale lascia sottintendere la possibilità di un sequel, però è stato deciso di concretizzare un seguito successivamente, come occasione di migliorarci senza pressioni e senza badare più di tanto alle critiche, dato che è per l’appunto è una sorta di allenamento.

[M.L.] – Parlateci dei vostri stravaganti personaggi, come sono stati distribuiti, in base a quali caratteristiche?

[?] - Anche il capitolo personaggi è piuttosto particolare, dato che la costruzione del soggetto è stata sviluppata giorno per giorno in base a quello che ci trovavamo a vedere e/o a bere :)

Quindi molti personaggi, nascono dal fatto di aver incontrato persone desiderose di entrare nel progetto, per poi successivamente costruire attorno ad essi un un “vestito” appropriato.

[M.L.] – I vostri film spesso e volentieri sono amatoriali, ma dite un po’, questa è una cosa voluta dal momento che per alcune scene l’impressione pare proprio questa o c’è dell’altro, oltre al no budget che però, a mio avviso non è una giustificazione, non sempre per lo meno?

[?] – Il concetto di amatoriale, in questo caso, può essere tirato in ballo per determinate cause.

Intendo dire che in un film nel quale partecipano una cinquantina di attori “non attori”, purtroppo c’è chi riesce ad interpretare meglio la parte e chi meno, proprio per questo motivo, a volte l’impressione di amatorialità è evidente, perché, se il fulcro è caratterizzato da attori amatoriali il prodotto risulta tale. Se metto del sale in una torta di mele, nonostante sia una torta di mele, potrebbe risultare salata :) . A parte questa battuta, anche il problema del no budget non è da poco, infatti ci siamo ritrovati spesso a dover improvvisare scene in location completamente differenti da quelle prestabilite (non potendo chiedere due ore prima delle riprese a trenta persone di rimandare) e questo ha evidenti strascichi sul prodotto finale.

[M.L.] – Nonostante le grosse difficoltà a cui si va incontro realizzando un vero e proprio lungometraggio, già risulta difficile con un corto molte volte, vi siete sempre proposti in questa veste, come mai questa scelta, non pensate che sia azzardata in alcuni casi?

[?] – Sarebbe azzardata se parallelamente ai lungometraggi “d’allenamento” non si producesse nient’altro, ma se proprio il fare questi lungometraggi ci aiuta a creare dei cortometraggi, video musicali ecc di maggiore qualità, ben vengano. Ogni errore nato da questi lungometraggi, è un errore che difficilmente sarà ripetuto, quindi il nostro obiettivo è sbagliare tanto, per poter scoprire come migliorarci sempre maggiormente.

[M.L.] – Cosa deve aspettarsi lo spettatore che guarda i vostri lavori, soprattutto con quale approccio deve affrontarvi?

[?] - Lo spettatore della saga Jingle Bell. Non deve aspettarsi nulla, perché sarebbe più semplice aspettarsi di tutto. L’approccio dovrebbe essere quello di una persona che potenzialmente faccia

parte del film, perché tutti gli “attori” che lo spettatore vede sulla cena, sono semplicemente come lui (sempre che non sia un attore :) )

[M.L.] – Passiamo al primo corto della NOS, Happy Birthday vincitore della menzione speciale della giuria al Reign of horror 2011, com’è nato?

[?] - Happy Birthday nasce come prima prova della nuova Canon 5D, è stato girato senza grosse pretese in sette ore ed ha avuto risultati decisamente e positivamente inaspettati.

[M.L.] – Come vi siete trovati a realizzare un corto, pensate che ne farete altri?

[?] - Realizzare un corto è stata una nuova esperienza e sicuramente non sarà l’ultima, dato che ne abbiamo in cantiere altri due.

[M.L.] – Progetti per il futuro, seguiti, news, cosa avete in mente?

[?] - Come ti dicevo abbiamo in cantiere vari progetti, tra questi: due cortometraggi,. tre video musicali, una web Series (siamo ancora in fase di scrittura) ed un gran finale per Jingle Bell Jingle Bell 3. Un finale pieno di ricche sorprese… Te lo assicuriamo.

[M.L.] – Ok ragazzi ci siamo, questa è la domanda per eccellenza…chi è veramente Bobby Miami, chi si cela dietro la maschera?

[?] - Dal film lo si potrebbe intuire, ma per sicurezza…bisognerà aspettare il terzo episodio.

[M.L.] – Volete aggiungere qualcosa?

[?] – Ma più che Bobby Miami… Chi è quel personaggio elegante che si vede più volte di sfuggita in JBJB2, dal volto coperto con un sacco di juta?

Grazie ragazzi per tutto e un grosso in bocca al lupo per i vostri progetti.

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