CAMPAGNA CROWDFUNDING PER “PIIGS” DI FEDERICO GRECO, ADRIANO CUTRARO E MIRKO MELCHIORRE

In atto la campagna crowdfunding sul noto sito IndieGoGo per il documentario Piigs – ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity, scritto, diretto e prodotto da Federico Greco, Adriano Cutraro e Mirko Melchiorre. I tre filmmaker italiani sfidano il pensiero economico sull’Europa e lanciano la loro campagna per terminare il loro documentario per il quale l’uscita è prevista per Marzo 2017 con Fil Rouge Media.

Nel documentario intervengono, tra gli altri, Noam Chomsky (linguista, filosofo), Stephanie Kelton (economista capo presso la minoranza Democratica della commissione bilancio del Senato USA), Warren Mosler (insider finanziario, esperto di sistemi monetari), Paul De Grauwe (professore alla London School of Economics), Yanis Varoufakis (ex ministro greco delle finanze), Marshall Auerback (Levy Economics Institute), Erri De Luca (poeta, scrittore, giornalista), Vladimiro Giacchè (economista), Federico Rampini (giornalista La Repubblica), Paolo Barnard (giornalista investigativo indipendente).

Per contribuire e supportare Piigs vai sulla pagina della campagna (qui)

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Di seguito il teaser trailer e il comunicato con tutte le informazioni dettagliate

 

 

Nel dettagio:

- E se in un unico documentario alcuni tra gli intellettuali più prestigiosi del mondo sostenessero che le politiche di austerità dell’Unione Europea ci stanno portando sull’orlo del baratro economico invece che salvarci dalla crisi?

- E se quello stesso documentario vi dimostrasse che le regole dei trattati europei sul deficit, il debito e l’inflazione sono frutto di banali errori di calcolo?

- E se vi venisse svelato come queste politiche influiscono direttamente sulla vita di ognuno di noi aumentando disoccupazione, povertà e diseguaglianze?

Ci ripetono costantemente che lo stato sociale non è più sostenibile. Intanto il malcontento popolare monta, sempre più cavalcato da partiti estremisti con conseguenti e quotidiane derive xenofobe. L’Europa sembra assistere impotente a questo pericoloso scenario, il rischio di una disgregazione è sempre meno peregrino, la Brexit ne è un clamoroso esempio.

Preoccupati per questo quadro desolante e per un orizzonte tutt’altro che roseo, ci siamo chiesti cosa potesse fare il cinema. Il progetto è totalmente autofinanziato e riconoscendone il valore sociale hanno aderito gratuitamente alcuni dei più grandi intellettuali del mondo, tra cui: Noam Chomsky (filosofo e linguista, definito dal New York Times “Probabilmente il più grande intellettuale vivente”), Yanis Varoufakis (ex ministro delle finanze greco), Stephanie Kelton (economista capo del budget del senato degli Stati Uniti e consulente economico di Bernie Sanders), Warren Mosler (insider finanziario, esperto di sistemi monetari), Paul De Grauwe (London School of Economics), Erri De Luca (scrittore), Federico Rampini (giornalista, La Repubblica).

Con il loro aiuto e attraverso un’indagine durata cinque anni, il documentario sfata alcuni dei più incrollabili dogmi economici che influenzano le politiche dell’Unione Europea. Dogmi che non solo hanno impedito ai Paesi europei di risollevarsi dalla crisi peggiore degli ultimi cento anni, ma che addirittura… la aggravano.
In Italia per esempio, uno dei cinque Paesi chiamati con disprezzo PIIGS (cioè maiali) dalla stampa nordeuropea,

- l’Istat rileva che nel 2016 è stato raggiunto il record della povertà assoluta: 4 milioni e seicentomila persone;

- Secondo il Censis 11 milioni di cittadini nel 2016 hanno rinunciato alle cure sanitarie;

- Nel 2015 è stato raggiunto un tasso di disoccupazione giovanile del 44,2% (Reuters).

Fu l’Economist¸ una delle riviste più lette e prestigiose del mondo, a coniare nel 2008 l’acronimo dispregiativo PIIGS per Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, indicandoli come Paesi brutti e cattivi in crisi a causa dei loro problemi strutturali e, addirittura, antropologici.

Come esempio emblematico e universale, “PIIGS” ha seguito per due anni le vicende di una Cooperativa sociale di Monterotondo che, a causa dei tagli alla spesa sociale, sta per chiudere mandando a casa 100 lavoratori e lasciando senza assistenza 150 ragazzi disabili.
Il mondo delle cooperative sociali è stato infangato dallo scandalo di Mafia Capitale e oggi coop come la nostra sono in crisi totale, rischiamo di chiudere sommersi da tasse e ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Il prossimo step sarà recapitare la stessa lettera a Renzi, per vedere se, in un periodo in cui sta riformando il settore, avrà la stessa sensibilità del Boss“. Lo ha dichiarato Salvatore Costantino, il presidente della coop cui Bruce Springsteen ha dedicato “The Ghost of Tom Joad” durante il concerto di luglio a Roma.

È una canzone che ci rappresenta e che descrive bene le fatiche della gente povera – hanno scritto a Springsteen, in una lettera recapitata anche allo staff del rocker – perché ogni giorno lottiamo e lavoriamo per difendere la nostra libertà ed il diritto ad avere una vita dignitosa, ma questa società ha relegato la povertà umana agli ultimi posti dei suoi interessi ed il nostro lavoro è scarsamente riconosciuto e tutelato“.

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