RECENSIONE “THROUGH YOUR LIPS” DI FEDERICO SCARGIALI

[Recensione a cura di Marco Valtriani]

La fotografia di Daniele Trani densa e in chiaroscuro attira piacevolmente lo sguardo nelle prime immagini in un’atmosfera che è presagio di visioni che non saranno rose e “fiori”, almeno di quelli conosciuti.
In un sinuoso gioco di dettagli e primissimi piani lo spettatore è guidato al nocciolo della faccenda: sesso perverso, ma forse ed è difficile vederlo, d’amore… nulla di ciò che vi potete immaginare!
Il ben/mal capitato personaggio è catapultato dietro pagamento in un mondo reale/immaginario alla “Vanilla sky”, “Matrix” o  “Ethernal sunshine of the spotless mind”, però stavolta esente dalla tecnologia, bensì a causa di un raccapricciante incantesimo, generato dal viscido elemento capo e coda di questa storia prodotta dalla Visceravision (il nome è tutto un programma).
La regia di Federico Sciargali è intensa, le atmosfere sono ben ricreate, e anche lo stato d’animo del personaggio principale non sfugge, grazie soprattutto a dei ben riusciti bruschi salti di montaggio, riuscendo lo Sciargali (per l’appunto anche editor) a contrapporre in pieno, a una calma luciferina, un desolante luogo di perversione.
Cinque minuti che volano rivoltando lo stomaco; meglio non visionarlo dopo un pasto abbondante, eppure questo corto ha in se uno strano potere catartico, come se ci si liberi da un peso d’angoscia, forse per la sottile ironia.

Ma veniamo al titolo “Through your lips”. Può far pensare ad un storia d’amore? Può far pensare ad una passione in genere? Può darsi anche, nel senso più sincero della verità. Mi spiego meglio: cosa portava i romani e i turisti che dal medioevo cercano sentenza sui tradimenti d’amore nella bocca della verità? Forse un gioco, forse un palliativo, forse un effetto placebo. Ecco qui: il placebo sensazionale di queste labbra, la potenza dell’estasi che esse possono dare. Tranquilli niente di romantico o melò, pura esigenza, puro bisogno di soddisfarsi. Non importa la modalità raccapricciante (d’altronde la bocca della verità in origine era un tombino) importa solo il fine: la pace dei sensi e forse della coscienza a tutti i costi.  Forse vi starete chiedendo perché cito in continuazione la bocca della verità della chiesa di Santa Maria in Cosmedin di Roma, ma provate a collegare labbra e bocca della verità. Raccapricciante vero? Non continuo per non spoilerare ma se vi siete incuriositi, cercate ora di visionare questo corto cortissimo perché le labbra di “Through your lips” sono pronte ad accogliervi…basta pagare!

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