RECENSIONE “UNFAIR GAME” DI RICCARDO LETO

[Recensione a cura di Danila Leoni]

UNFAIR GAME” è un cortometraggio di Riccardo Leto noto doppiatore, regista e attore. Leto ha voluto ambientare il suo corto nel contesto bellico della seconda guerra mondiale. Ci si aspetterebbe di vedere sangue, battaglie e tutto l’orrore della guerra nella sua cruda violenta realtà, ma quest’ultima viene presentata in modo inaspettato. E’ un corto davvero molto bello, curato in ogni singolo dettaglio, dalle locations, alle inquadrature, e non di meno sono le musiche che trasmettono l’ansia dell’attesa nelle varie situazioni.
Un cecchino, appostato in un vecchio edificio, attende il suo nemico. Il luogo in cui il cecchino si trova è un ambiente anonimo, come un nascondiglio deve essere, “povero”, illuminato da una singola candela, un sacco di patate lasciato sul tavolo e dove egli magia pane quasi marcio a dimostrare che la  guerra consente solo questo per la sopravvivenza. Unico colore nella stanza due mele rosse che il cecchino prende dal suo sacco, probabili simboli del sangue versato durante la guerra e che ne contrastano per un breve istante l’amara cupezza. La sequenza delle immagini mostra una guerra crudele, che non tiene conto nemmeno dell’innocenza di un bambino, già consapevole, però, di come cavarsela tanto da compiere un gesto di inaspettato coraggio davanti al cadavere del suo nemico. Doverosi i complimenti alla regia e alla fotografia ottimamente curate, in grado di creare suggestioni che conducono lo spettatore a vivere con coinvolgimento l’attesa di momenti che sembrano essere interminabili.
Il finale stupirà e commuoverà sotto certi aspetti e finalmente un sorriso, simbolo di speranza, apparirà sul volto privo di doloroso vissuto che contrasta quello del cecchino. Consiglio caldamente di vedere questo corto, sono certa vi piacerà molto.

Licenza Creative Commons Questo sito è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Hit counter by goldbetreview