LETTERA2: RECENSIONE “FLORA” DI NICOLA PERA

[Recensione a cura di Stefano Rosso Sangue]

“Floooooraaaa………..
Con questo grido, sgorgato dalla trachea del povero protagonista di turno, si conclude il breve e per niente stucchevole racconto Flora, di Nicola Pera, autore Livornese. Un racconto che si può tranquillamente considerare come un omaggio ai vecchi fumetti horror anni cinquanta ma, allo stesso tempo, anche un atto di ossequio verso il famoso film a episodi Creepshow.
Uno scritto inquietante, variamente interpretabile, appiccoso come resina, dove il genere Horror si fonde a quello Erotico per formare un liquame narrativo di pura Suspence. La trama è semplice. Una bomba di donna viene imbroccata in un bar da un Cacciatore di Femmine. Si ritrovano così a casa di lei, seduti sul divano. Lui cerca di concludere, ma la sua preda pare leggermente svitata. Sostiene, con una punta di orgoglio, che la sua splendida pianta da appartamento, alta, foglie lucide che sembrano mani, è in realtà un essere vivente. Insomma, quella dannata pianta vivrebbe di luce propria.
Effettivamente pare sia così.
O forse no.
Ma… aspetta, forse si è mossa davvero!
Naaa, è solo l’effetto dell’alcool.
Dannazione!
Così non vale. Nicola Pera avrebbe dovuto scriverlo all’inizio del racconto: La Biologia nuoce gravemente alla salute.
“Flora” appartiene alla raccolta di racconti “Acque sporche” pubblicata da Edizioni Il Foglio.
E fidatevi quando vi dico che sono tredici storie completamente fuori controllo.

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