LETTERA2: RECENSIONE “NERO DOSTOEVSKIJ” DI ANTONIO MESISCA

[Recensione a cura di Mirko Giacchetti]

Dalla Russia con… il giocatore.

Potremmo intavolare una lezione accademica sull’influsso di Dostoevskij nella letteratura di genere e la filosofia del ’900, ma non abbiamo intenzione di farvi battere la testa sulla tastiera a causa del sonno o della noia. Per capire l’importanza del buon vecchio  Fëdor leggetevi Delitto e castigo, I fratelli Karamazov, I demoni e qualunque altra opera scritta dal romanziere russo. Nel dubbio, date un’occhiata anche alla sua lista della spesa, se la trovate, sia mai che non ci sia qualcosa di buono… da leggere!
Bene, dopo aver speso troppe parole, di cosa ci occupiamo oggi a Lettera 2? Di Nero Dostoevskji, il romanzo di Antonio Mesisca, giusto per rimanere in tema.
Oscar Peretti è il protagonista indiscusso di una trama brillante e ironica, molto ironica. Assunto con un matrimonio di convenienza cambia lavoro; da single impiegato delle pompe funebri passa a marito vice boss di una delle gioiellerie più prestigiose del centro.
Sino a qui, tutto bene. Dopo un periodo di prova, subentra la routine di una vita agiata e la sua non tanto innocente anima cede al demone del gioco. Per sfamare l’ingordigia del nume infernale e continuare a sfidare l’universo ogni qualvolta delle carte strisciano su un tappeto verde, pensa che alleggerire gli incassi del negozio sia una buona idea. La moglie Nadia non è dello stesso avviso; non è d’accordo a farsi derubare e quando arriva la resa dei conti, per lei c’è solo una risposta di piombo.

Credetemi, questo è solo l’inizio e mancano parecchi retroscena interessanti che, neanche a dirlo, danno corpo alla storia trasformata in inchiostro da Antonio Mesisca.
Nero Dostoevskij non è tutto azione e alta fruibilità. Mi spiego, si tratta di un noir con un retrogusto pulp, favorisce una lettura ad alta velocità, ma non ha il difetto di essere – come molte altre in circolazione – una sceneggiatura farcita di trovate più o meno brillanti.
I personaggi sono accordati con i toni della narrazione, ma oltre all’apparenza riescono a rappresentare un mondo abbastanza squallido, di quelli che dietro all’etichetta nascondono le peggiori cose.
Credo che non ci sia più niente da dire se non svelare cosa c’entra Dostoevskij.
Perdonatemi, ma questo è un legame che potrete scoprire e comprendere solo leggendo, quindi procuratevene una copia e iniziate a indagare.

Nero Dostoevskij di Antonio Mesisca. Edizioni Scrittura e scritture collana Catrame. 160 pagine, €13,50. Disponibile. Link all’acquisto qui

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