LETTERA2: RECENSIONE IN ANTEPRIMA “CLAYTON CREED” DI PIETRO GANDOLFI

[Recensione a cura di Mirko Giacchetti]

Chi è costui?
Prima di iniziare a leggere il nuovo lavoro di Pietro Gandolfi mi sono chiesto un paio di volte chi fosse Clayton Creed, poi ho iniziato a immergermi nella trama e non sono più riuscito a staccarmi, a  riemergere nella realtà e prendere fiato.
Si tratta di un thriller psicologico che amplifica la tensione attraverso i pensieri dei personaggi. La storia è incentrata sul rapporto tra lo scrittore Frank Weaver e sua moglie Vera Taylor. La coppia si è trasferita da Paradise City a Little Wood per ricercare la necessaria tranquillità e dare forma al nuovo romanzo. Per anni i due hanno vissuto indisturbati in una routine famigliare, almeno sino a quando un giorno non si presenta alla porta Alexandra, una fan.
Con l’arrivo della giovane si scatena una seduzione perversa per possedere l’anima di Frank.

Già, ma chi è Clayton Creed?
Cerchiamo di scoprirlo e partiamo da lontano, ma non troppo.
Ricordate la locuzione latina Nomen omen, il nome è un destino? Chiamarsi Giovanni piuttosto che Ercole sembra possa influire sul temperamento e il destino del nascituro. Nell’immaginario collettivo il nome può anche avere valenze magiche. Perdonatemi, non ho un mago sotto mano a cui chiedere ma, da quanto ho capito, se conosco il nome di qualcuno posso acquisire determinati poteri per controllarne la volontà o indirizzare su di lui alcuni sortilegi. Vi è mai capitato di vedere delle pellicole in cui qualche turista incauto tenta di scattare una fotografia all’indigeno di turno e viene fermato dall’esperto che lo avvisa, manco fosse un’enciclopedia, con il solito: “non farlo, pensano che gli stai rubando l’anima!”
Detto questo, cerchiamo di rispondere alla domanda. Clayton significa, con un certo grado di approssimazione, fatto di argilla o insediamento/colonia dello stesso composto, mentre Creed rimanda al credo, un insieme di idee che influenzano e dirigono il comportamento e le scelte dell’individuo. Se uniamo i punti, ne viene fuori che l’argilla crede o, forse più sensato, il credere nell’argilla; senza tirare in ballo ricordi da catechismo “prese l’argilla ecc” o lanciarsi in confuse speculazioni etimologiche, si potrebbe anche sostenere che colui che è battezzato Clayton Creed è un uomo pratico che non si perde in speculazioni immateriali. Ci siamo avvicinati di un passo, ma ancora non basta. Proviamo a vedere come è fatto, chissà se riusciamo a rubarne l’essenza? E qui c’è di che divertirsi.

Clayton Creed non esiste, è lo pseudonimo con cui il protagonista pubblica i suoi romanzi horror. Per “vederlo” dobbiamo conoscere meglio Frank. La traduzione letteraria del nome e cognome è Franco Tessitore che, come il suo alter ego e lo stesso Pietro Gandolfi, è un narratore essenziale e concreto. In merito all’aspetto fisico di Frank, è celato dietro alla sua passione per la scrittura e risulta assente come quello del suo doppio.
Allora, conosciamo il nome e le sembianze, abbiamo capito chi è? Direi di no.

Per soddisfare la nostra curiosità è necessario tuffarsi nelle pagine e, senza svelarvi nulla in più del necessario, vi troverete intrappolati in una ragnatela, infondo il tessitore non manca, in cui la mimesi – la capacità di camuffarsi – è una dote utile sia alla preda che al predatore.
Avanti, Clayton vi aspetta, andate a conoscerlo.

Clayton Creed di Pietro Gandolfi. Vincent Books collana New Breed. 160 pagine, € 9,90  disponibile.

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