RECENSIONE “DOLCEZZA EXTREMA” DI ALBERTO GENOVESE

[A cura di Andrea Stella]

È tutto nella X. Ovvio. È tutto nella X. Il film di Alberto Genovese non conosce mezze misure. È un prodotto extremo. Estremo con la x.
L’idea alla base è semplicemente la cosa più geniale dell’universo: pupazzi schizofrenici a bordo di navi spaziali.
Semplice e geniale. Semplice. Geniale. Pupazzi ovunque!
Pupazzi maniaci, pupazzi sadici, pupazzi psichedelici, pupazzi arrapati, pupazzi musicisti, pupazzi dislessici, pupazzi strambi, pupazzi intelligenti, pupazzi parlanti, pupazzi malati, pupazzi morti, pupazzi vivi, pupazzi che urlano, pupazzi che scopano, pupazzi che ridono, pupazzi che uccidono. Pupazzi. Pupazzi ovunque!
È tutto nella X. Ovvio. È tutto nella X. Senza mezze misure.
Dolcezza Extrema si divide in due blocchi contrapposti. Il compromesso non esiste.
Da una parte c’è l’idea più spettacolare e geniale e sensazionale e visionaria del mondo, dall’altra c’è una realizzazione tecnica sicuramente accettabile ma non perfetta.
I pupazzi risultano gradevoli ma il più delle volte privi di dettagli importanti; questo particolare porta a volte lo spettatore a osservare veri e propri ammassi di oggetti (messi insieme un po’ a caso) che si muovono in modo estremamente limitato e innaturale. Il digitale è stato integrato bene, anche se in linea generale si poteva fare molto di più (soprattutto per quanto riguarda le animazioni e la modellazione dei personaggi).
A livello narrativo, il film è un insieme di situazioni che non riescono mai veramente a legarsi insieme, dato che l’opera presenta una continuità troppo frammentata.

I vari pupazzi interagiscono tra loro nei modi più impensabili (e divertenti) ma la struttura della storia tende a ripetersi quasi all’infinito, dilatando i tempi in maniera davvero troppo eccessiva.
Ma oltre tutto questo, bisogna anche capire che Dolcezza Extrema è un’opera sperimentale, un qualcosa che in Italia si vede raramente. Il regista è stato colto da un lampo di follia che ha portato la sua mente a partorire un’opera stravagante e sicuramente molto originale.
Dolcezza Extrema è un mix di fantascienza e musica e anarchia e luce e buio e colori e astronavi.
Il film in realtà è un delirio psicotico senza senso, un trip acido violentissimo dove sequenze sempre uguali risultano alla fine sempre diverse.

Lo spettatore si ritrova a osservare un immenso e grandioso e geniale e spaventoso e tremendo pastone di roba indescrivibile in grado di trasportare chiunque verso una dimensione alternativa.
Dolcezza Extrema è un film che merita 0 perché in realtà non è un film.
Dolcezza Extrema è un film che merita 10 perché è semplicemente la cosa più geniale dell’Universo.
La verità sta nel mezzo?
No. Perché Dolcezza Extrema non conosce mezze misure.

 

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