DECISA LA CHIUSURA DEL NUOVO CINEMA AQUILA CON L’ENNESIMO CALCIO ALLA CULTURA CINEMATROGRAFICA

Nella data di ieri, 9 Giugno 2015, il Nuovo Cinema Aquila di Roma, ha consegnato le chiavi del regno, chiudendosi alle spalle anni di lavoro e supporto al cinema indipendente e d’autore, senza avere la minima idea della fine che farà.

Tenendo presente che questo è un contesto culturale e che di ingiustizie sulle quali indagare ce ne sono a tonnellate e volendo ben più gravi, NSG si sofferma e vuole far riferimento all’ambito toccato con quanto accaduto, e quindi, ancora una volta, a farne le spese, è stata la cultura in un Paese che di cultura ne ha sempre avuta da vendere, in particolar modo se parliamo di cinema, e su questo punto non credo ci sia bisogno di andare oltre.

Leggendo quanto riportato nel link che segnalerò a fine articolo, si possono fin da subito notare le diverse “anomalie” con le quali sono state portate avanti determinate decisioni che non tendono certo a fare chiarezza o a dare delle motivazioni abbastanza valide per prendere atto dell’accaduto, che ha seguito, per altro, un iter che pare essersi appoggiato e leggi inesistenti per avvalolare la propria posizione.

Purtroppo, in questa faccenda già poco chiara, si va ad aggiungere l’inchiesta su Mafia Capitale che vede coinvolto il presidente dimissionario della Sol.co. Ora, non mi interessa discutere di questo punto, se uno deve pagare, è giusto che paghi, quanto più del fatto che ad essere indistintamente colpite, come al solito, sono persone estranee al caso, ovvero i dipendenti del NCA in questo specifico contesto. Anche qui, potrete leggere maggiormente nel dettaglio cliccando sul link sopra citato.

Di seguito riporto quanto segnalato a questo link

Il 9 giugno vengono a prendersi le chiavi del Nuovo Cinema Aquila.
PER DARLE A CHI? NON SI SA!

NE DANNO IL TRISTE ANNUNCIO:

L’ASSESSORE ALLA CULTURA GIOVANNA MARINELLI che non ha mosso un dito per difendere i lavoratori di questo cinema, che non ha ringraziato nessuno per il valore che questo spazio ha portato alla sua città, che NON HA MAI VOLUTO INCONTRARE i lavoratori del cinema per dare loro spiegazioni valide di questa scelta.

IL PARTITO DEMOCRATICO che dice di difendere l’occupazione e INVECE MANDA A CASA NEL GIRO DI UN MESE 15 LAVORATORI.

IL CONSIGLIERE GIANLUCA PECIOLA al quale stava molto a cuore (chissà perché?!?) chiedere al Dipartimento Cultura di far partire la revoca al Cinema Aquila, senza se e senza ma.

LA DOTT.SSA CINZIA PADOLECCHIA che dopo solo 4 giorni dall’ inizio del suo mandato ha rigirato le richieste del Consigliere Peciola ai gestori del cinema, senza fare indagini e soprattutto senza neanche i presupposti per un tale procedimento.

IL PRESIDENTE DEL QUINTO MUNICIPIO che invece di manifestare un dissenso verso un’azione ingiusta e repentina ha preferito ignorare tutto quello che sta accadendo al più grande presidio culturale del proprio quartiere.

ALCUNI REGISTI che senza questo cinema non avrebbero mai visto proiettate le loro opere e che adesso non hanno il coraggio di prendere una posizione “troppo rischiosa”.
(Il rischio di non ricevere un finanziamento di qualche migliaia di euro è davvero più grande della CONDANNA INGIUSTIFICATA AL CINEMA INDIPENDENTE? Quale è la perdita più importante?)

FUNERALI, QUINDI, CON MOLTI ASSENTI ILLUSTRI.

I LAVORATORI PERO’ CI SARANNO. A TESTA ALTA. AD URLARE “VERGOGNA”.
E TANTO BASTA PER NON FAR MORIRE LA SPERANZA.

Chi è stanco di tutto questo potrà unirsi alla loro voce!

CLICCA QUI E SOSTIENI IL NUOVO CINEMA AQUILA CON LA TUA FIRMA

Per unirsi a queste 15 persone che hanno dato tanto, non solo in quel della propria città, al cinema indipendente e d’autore, in fondo al comunicato dei lavoratori, c’è un form che potete compilare (nome, cognome, mail) per far sentire la vostra voce a sostegno. Una semplice firma digitale che forse non cambierà nulla, ma è sempre meglio del solito, in questo caso insensato, silenzio. Ed è qui che vi chiedo, a nome anche di NonSoloGor3, di fare uno sforzo e unirvi per qualcosa che comunque sia appartiane a tutti voi, cari addetti ai lavori, al di là delle guerre tra poveri e di tutto ciò che ne consegue. Se amate quello che fate, rispettatelo anche attraverso quel sostegno che queste persone, in questi anni di duro lavoro, non vi hanno mai negato!

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