RECENSIONE “DAL PROFONDO” DI LUCA CASERTA

[A cura di Andrea Stella]

Il cortometraggio del regista Luca Caserta si focalizza su un tema classico dell’horror: la casa infestata.
L’atmosfera generale però si discosta da vari cliché tipici del genere, andando a modificare una serie di piccoli dettagli che, se sommati insieme, donano al corto un’impronta autoriale non indifferente.
I protagonisti si muovono in un ambiente asettico, spogliato da qualsiasi influenza horror/dark. Ci sono poi moltissime scene girate in diurna, che contribuiscono ad alimentare il grado di estraneità dello spettatore. Non ci sono musiche d’effetto ad accompagnare l’azione dato che i semplici rumori ambientali riescono a creare un senso di suspense abbastanza marcato.

Gli attori protagonisti (Davide Bardi ed Elisa Bertato) sono riusciti a ricreare la sensazione di spaesamento generale anche grazie ad alcune scene di dialogo, capaci di descrivere al meglio il distacco quasi metafisico tra i due. Lo spettatore capisce da subito che il luogo in cui si muove il protagonista nasconde qualcosa di oscuro e tremendo, ma l’atmosfera di calma apparente riesce a creare un cortocircuito emozionale ben realizzato. Dal Profondo gioca quindi con il classicismo più puro, riuscendo comunque nella difficile impresa di rielaborare un tema già visto per riproporlo sotto una nuova ottica.

Il regista non si è voluto concentrare sul lato puramente horror/splatter, cercando invece di approfondire la psicologia dei personaggi puntando i riflettori sull’introspezione. Alla fine comunque l’essenza del corto può essere riassunta con una singola scena: LA DISCESA. In questa sequenza l’oscurità totale diventa predominante, e lo stile visivamente freddo e distaccato lascia spazio a trovate stilistiche dal forte impatto emotivo.
Il protagonista scende le scale e si avvicina all’abisso.
Luci e ombre si fondono insieme in modo indissolubile. Non si può tornare indietro.
La scena, realizzata splendidamente, è in grado di trasmettere allo spettatore un forte senso di disagio e suspense. Quando il protagonista riemerge dalle tenebre, tutto cambia. La luce stessa, adesso, è parte integrante dell’oscurità.

Il corto presenta una natura ciclica che non lascia spazio al buonismo. Dal Profondo è un cortometraggio ben realizzato, che ha saputo unire sapientemente vari generi e influenze che spaziano dall’horror gotico al thriller psicologico.
La tenebra è ovunque. La tenebra ha fame. La tenebra attende.
Ma… siamo davvero pronti ad immergerci in essa?

 

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