LETTERA2: RECENSIONE “IL CANTO DELLO SPAVENTAPASSERI” DI PAOLO PIANI (Libri)

[A cura di Stefano R. Sangue]

Oh beh, non conosco Paolo Piani come disegnatore/sceneggiatore di fumetti ma ho avuto il piacere di leggere recentamente il suo romanzo Il canto dello spaventapasseri, edito dalla Carmignani Editrice e… ne sono rimasto dannatamente sbalordito.
Il prologo è davvero coinvolgente, ben scritto e strutturato in maniera quasi esemplare. Poche pagine che ti spiegano che un sadico e mostruoso spaventapasseri vivente si aggira nelle colline del Mugello accanendosi con sadica ferocia sui cacciatori usando una strana sinfonia che da micidiali spasmi intestinali.

Successivamente parte la terza fatica del detective toscanaccio D.O.C Simone Simoncini. L’investigatore privato, che con i suoi modi di fare ricorda a grandi linee Nik Belane (detective del Romanzo Pulp di Bukowksi) viene assunto da Agatino Quagliarello (presidente di un associazione animalista che ha sede in Mugello) a seguito di innumerevoli minacce dovute ai propri metodi intimidatori per salvaguardare ogni specie di animali che vive nei dintorni. E così il detective ultras della Fiorentina, fisicamente fuori forma, scorbutico, diretto e anche un po’ tonto si ritroverà (suo malgrado) ad affrontare il famigerato spaventapasseri, Capitan Ventosa (sì, proprio lui), cinghiali giganteschi, strani e tecnologici macchinari, bizzari incubi, pranzi e cene vegane, russi e giapponesi avidi di potere e chi più ne ha più ne metta, per non perdere l’unico incarico avuto nell’ultimo anno.

Ma non è tutto, oltre a questa storia datata 2014 se ne interseca un altra ambientata nell’anno del signore 1513 nella zona del decumano, dove l’alchimista Mordecai Damian, insieme al suo fedelissimo tutto-fare Tarcisio, tenta di appropriarsi del segreto di una particolarissima ceramica inventata dai Della Robbia per realizzare il suo più grande sogno e per riportare onore e rispetto alla sua famiglia, perso per colpa del suo fratello John Damian, colui che ha effettuato il primo esperimento di volo umano documentanto nella storia, miseramente fallito.

Dunque la storia c’è, anche se in alcuni (pochissimi) tratti può sembrare un pò lenta. Gli spunti orrorifici e comici non mancano e si alternano nella giusta dose creando un cocktail ad alto tasso narrativo. I personaggi sono ben caraterizzati. Gli aneddoti storici e le investigazioni private nelle parti dello svolgimento di entrambe le storie sono ben pensati e degni di una letteratura a più che buoni livelli. E Paolo Piani si rivela davvero affidabile a farti rimanere incollato alla sue pagine e a fartele divorare fino all’ultima parola. Bravissimo nel gestire le due linee temporali, che hanno un loro perchè e si uniscono tra loro in un finale imperdibile. Incredibile. Davvero geniale. Quasi commovente. E che, ve lo assicuro, una volta finito di leggerlo vi farà venire la voglia di ricominciare tutto da capo.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Sceneggiatore di fumetti, Paolo Piani vive e lavora a Firenze. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics, diplomandosi ai corsi di Disegno a Fumetti (1993-1995) e Sceneggiatura per Fumetti (1996). Storie brevi pubblicate: Un dono dal cielo, La scelta del nemico, Uomini e lupi, La caduta di Dakkrah, Un mondo modellabile. Nel 2011 scrive La cena degli ex, un romanzo ironico e nostalgico sulle peripezie per organizzare una rimpatriata tra compagni delle elementari. Con l’editore Mauro Pagliai nel 2012 ha pubblicato Un povero diavolo e nel 2013 I custodi del purgatorio. Nel 2014 ha curato per la Sarnus Compagni di scuola (Il libro bianco della memoria). Nel 2015 pubblica Il canto dello spaventapasseri, Carmignani Editrice.

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