RECENSIONE “UN ATTO DI DOLORE” DI JOE BASTARDI

[A cura di Andrea Stella]

Vediamo un uomo che piange.
Poi vediamo una chiesa. Vediamo un crocifisso. Vediamo… un atto di dolore.
Il cortometraggio di Joe Bastardi si basa su una storia vera, dove un semplice prete (Emilio Puggioni) decide di rompere il silenzio omertoso in cui troppo spesso si rifugia la Chiesa riguardo numerosissimi temi.
Ci troviamo di fronte a un’opera che assomiglia molto a un vero e proprio documentario, dove ogni considerazione personale è (quasi) assente.
Un Atto di Dolore presenta una struttura narrativa spezzettata, dove la vicenda principale si alterna alle varie testimonianze dei ragazzi che raccontano la loro tragica esperienza. Il corto, infatti, tratta il tema dell’abuso sessuale su minori, mostrandoci semplicemente la realtà. Nulla di più.
Il regista non cerca il sensazionalismo e non carica di pathos nessuna scena, in modo da creare un prodotto assolutamente neutrale, dove sono esclusivamente i fatti a parlare.
Tutti gli attori (anche i ragazzi che interpretano le vittime) recitano in modo naturale, senza enfatizzare nessun gesto e/o comportamento. I personaggi si muovono in un mondo reale e credibile, ognuno con i propri punti di forza e le proprie debolezze, dove la scelta più giusta non è mai quella più scontata.

Il corto fornisce numerosi spunti di riflessione, mostrando dettagliatamente tutti i dubbi e le paure che nascono nella testa di chi decide la strada più difficile, cioè quella della denuncia. L’opera riesce così a far riflettere profondamente su vari temi sociali senza cadere mai nel banale.
Vediamo quindi la difficoltà che hanno i ragazzi nel parlare delle violenze subite e gli innumerevoli tasselli del puzzle che pian piano si uniscono insieme.
Il protagonista si ritrova così in bilico. Sa perfettamente cosa deve fare ma ha paura di proseguire, di scavare nel profondo. Ha paura di far esplodere la bolla perché non c’è in gioco l’immagine di una sola persona, ma il prestigio di un’intera  istituzione.
Preziosissimi quindi i consigli di Don Enrico (ottima l’interpretazione di Alessandro Spedicati) un prete fuori dagli schemi in grado di aiutare il protagonista nella sua difficile scelta.
La fotografia di Claudio Marceddu, grazie a colori spenti e cupi, riesce perfettamente a immerge lo spettatore nella drammatica vicenda, donando all’intero cortometraggio un impatto visivo davvero notevole.
Le delicate musiche di Stefania Secci impreziosiscono il tutto, senza risultare mai invasive o fuori contesto.
Joe Bastardi ha quindi deciso di affrontare un tema delicato tentando di avvicinarsi il più possibile alla (cruda) realtà, riducendo al minimo qualsiasi virtuosismo stilistico. Ci troviamo così davanti a un corto dallo stile visivo asciutto, cupo, reale. Un corto da vedere parecchie volte per assimilare al meglio le numerose sfaccettature della storia e (soprattutto) dei vari personaggi. Un corto da vedere parecchie volte per assimilare al meglio… un atto di dolore.

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