INTERVISTA A SALVATORE MARTUSCIELLO

[A cura di Marinella Landi]

NSG ha avuto il piacere di intervistare per voi  Salvatore Martusciello, regista emergente di spot, documentari e videclip. Il suo ultimo lavoro è il cortometraggio “Il Ballo di Marte” (2014) e lo spot per Canon Inc.  “Have you ever seen…A Movie by Movies” (2015). Buona lettura!

[NSG] – Ciao Salvatore, benvenuto! Raccontaci un po’ di te, di come nasce la tua passione per il cinema e per la regia.

[SM] – Sono nato a Napoli nel 1990, e dopo l’adolescenza sono stato folgorato dall’idea di poter comunicare attraverso l’immagine cinematografica, soprattutto perché mi resi conto di essere diventato un vero e proprio cinefilo. Una passione che, insieme alla musica, mi è stata trasmessa da mio padre, che fin da piccolo ha cresciuto me ed i miei fratelli coi film di Sergio Leone ed i film di Totò. Non mi sono mai sentito però un attore, ho sempre voluto essere dall’altra parte della cinepresa, essere il “direttore d’orchestra” di un set. Da qui la mia passione per la regia, che ho poi portato anche nei miei studi universitari di comunicazione facendo una tesi su David Cronenberg e il suo rapporto con i nuovi media.

[NSG] – Qual’è il cinema che preferisci e quali i registi da cui trai ispirazione o che  comunque segui?

[SM] – Sono un gran fan del grottesco e del pulp, non disprezzando anche un certo tipo di horror e di cinema fantascientifico. Posso dire con certezza di ammirare registi come il suddetto David Cronenberg, un maestro totale che secondo me ha previsto l’andamento della nostra società con almeno 20 anni di anticipo, un genio. Oltre a lui, Tarantino, Monicelli, Lynch, Tsukamoto, Refn e Kubrick credo siano i registi che più mi hanno colpito nel corso degli anni. Cerco comunque di non trarre ispirazione da loro: l’ho fatto nei miei primi lavori amatoriali, adesso studio e mi impegno nella speranza di costruire uno stile tutto mio. Non è facile e non e detto che ce la farò, ma continuerò a lavorare sodo.

[NSG] – A cosa si ispira il tuo cinema e quale film dirigeresti se ne avessi tutte le possibilità?

[SM] – Le tematiche che cerco di trasportare nei miei lavori si basano soprattutto sulle mie sensazioni e teorie di diversi fenomeni. Mi affascina da sempre per esempio, la mente umana e il suo complesso funzionamento. Un altro tema che cerco di esorcizzare nei miei lavori riguarda sicuramente la dicotomia tra la vita e la morte. Quest’ultima è una tematica a cui tengo molto, che mi affascina e spaventa allo stesso tempo. Quello che però mi piacerebbe poter trasporre un giorno avendone le possibilità sono due in realtà: un mio personale riadattamento di “Alice nel paese delle meraviglie” e la trasposizione cinematografica di “Neuromancer”, il famosissimo romanzo di Thomas Gibson.

[NSG] – Nel 2013 dirigi “Essa” del quale scrivi anche la sceneggiatura. Nel corto tutto ruota intorno ad un misterioso quadro. Come e perché sei arrivato a questa scelta utilizzando l’arte come mezzo per comunicare, per altro spesso utilizzata nel cinema di genere e non solo?

[SM] – Essa è un lavoro amatoriale che si basava prettamente sulle situazioni marginali,  cioè quelle situazioni che sconvolgono l’ordine su cui si basa la propria esistenza, sconvolgendo anche la propria salute mentale. Prima di scrivere “Essa” avevo letto il racconto di Guy De Maupassant “Le Horlà”, e mi ispirò particolamrente l’idea di una persona che crede di combattere con chissà quale entità mentre  invece deve solo fare i conti con sé stesso e i propri fantasmi, rappresentati in questo caso dall’ossessione della protagonista di raggiungere l’utopia della perfezione. Per concludere la mia risposta, l’arte è per me il mezzo più potente per poter comunicare a qualcuno le proprie sensazioni, e col tempo ho imparato a convincermi che  sia il solo ed unico modo in cui io riesco ad esprimermi.

[NSG] – Successivamente hai diretto “Il Ballo di Marte”, facente parte di un progetto portato avanti con la scuola di Cinema e Comunicazione ASCI di Napoli. Cosa puoi dirci a riguardo?

[SM] – Dopo “Essa” mi sono reso conto che per fare cinema avrei dovuto imparare a farlo, non ero a mio agio realizzando progetti amatoriali senza un minimo di rispetto del linguaggio cinematografico. Mi sono quindi diplomato in regia presso l’ASCI ed ho scritto e diretto “Il Ballo di Marte” come lavoro di fine corso. Il corto tratta la voglia di essere indipendenti, di ritrovare i giusti passi nella serenità personale, cosa che il protagonista fa grazie alla donna misteriosa, che grazie al tango lo imbocca sulla giusta strada da seguire. È un lavoro che è nato seguendo il tema dell’incertezza sul futuro (datoci dal nostro docente Francesco Afro de Falco), particolarmente azzeccato per il momento attuale dei giovani italiani, soprattutto perché si vede sempre più lontano il raggiungimento dei propri obiettivi personali. Il lavoro ha richiesto sei mesi di lavoro ed è stato soggetto a 7 revisioni di sceneggiatura nel frattempo. Avendo la possibilità ed i mezzi forniti dall’ASCI ho voluto dare libero sfogo alla mia fantasia cercando però di rimanere coi piedi per terra cercando di essere meno pretenzioso possibile, in quanto primo lavoro “professionale”.

[NSG] – Quali sono stati i riscontri ottenuti e che percorso hai scelto per questi lavori?

[SM] – Ho ricevuto molti complimenti per “Il Ballo di Marte”, soprattutto per la crescita ottenuta rispetto ad i miei lavori precedenti. Adesso cerco di farlo girare per vari festival, sperando sia ancora un buon modo per farsi notare.

[NSG] – Progetti futuri?

[SM] – In questo momento mi sto specializzando in sceneggiatura seguendo un ulteriore corso presso l’ASCI diretto dalla bravissima Iole Masucci. Nel frattempo cerco di cimentarmi come operatore o assistente su set come spot e documentari, e sono sempre attivo sulla realizzazione di videoclip. Come progetto futuro mi piacerebbe girare un corto basato su “El Estudiante de Salamanca”, un prosimetro di José de Espronceda, ma non è fecile trovare finanziamenti per un’opera del genere. Ho comunque  diverse idee di cortometraggi da me abbozzati che mi piacerebbe realizzare, che variano dal genere splatter al grottesco.

[NSG] – Vuoi aggiungere qualcosa per i lettori di NSG?

[SM] – Consiglio a tutti vivamente di seguire il portale di NSG se si vuole seguire il cinema indipendente di qualità, quello che a me piace definire “hardocore”. Ringrazio NSG con un riguardo particolare alla gentilissima Marinella Landi, che con la sua disponibilità e professionalità mi ha permesso di poter dare maggiore visibilità al mio lavoro.

[Mary] – A te caro! :)

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