INTERVISTA A CLAUDIO CIRRI

[Di Paolo Delmarco]

Per voi l’intervista a Claudio Cirri, regista e attore del mediometraggio western  “The Loot“, che gentilmente ci ha rilasciato. Oltre a parlarci della sua opera prima, Claudio ci racconta anche della sua recente avventura a Cannes. Buona lettura!

[P.D.] – Innanzi tutto grazie per il tempo che ci dedichi, inizio subito chiedendoti che tipo di riscontro hai avuto nei festival o in rete con “The Loot”?

[C.C.] – Grazie a voi per il lavoro e lo spazio che dedicate ai cortometraggi e prodotti come il mio. Cannes è stata un esperienza molto bella e da cui ho capito alcune cose che mi serviranno per impostare i lavori in futuro, la cosa principale che ho imparato è che per noi italiani che cerchiamo di ritagliarci un’opportunità, beh è molto molto difficile, ai produttori o distributori non interessa minimamente che lavoro hai fatto come si intitola o se è fatto bene o meno, interessa solo se c’è qualcuno di famoso che ne fa parte, il che può anche essere giusto ma per uno che viene dal nulla diventa difficile avere le carte giuste per essere appetibile da parte di attori che già sono famosi…

L’esperienza ripeto è stata positiva, il villaggio del festival, i suoi palazzi, gli eventi e l’atmosfera che si respira è frizzante anche se sei uno tra i migliaia di addetti ai lavori che corrono da una parte all’altra, da un appuntamento ad una visione dei film in concorso… Comunque ho avuto modo di parlare con persone, soprattutto gli stranieri, che erano interessati al progetto ed alcuni, che si dedicano proprio al settore cortometraggi, mi hanno anche offerto di occuparsi del mio western, sono piccole produzioni francesi o statunitensi che si occuperanno di cercare di diffondere il mio prodotto sia nei canali classici (le TV) sia attraverso le piattaforme on demand on line (anche per tablet e dispositivi mobili).

Per questo motivo, i contratti (non esclusivi) che ho firmato mi vietano di proporre il film in maniera gratuita, sinceramente un po’ me ne dispiace perchè vorrei che chi vuol vedere il mio film potesse farlo senza spendere un centesimo, è vero però che queste persone hanno la facoltà di poterlo proporre in modo che più persone possono vederlo e spero apprezzarlo.

[P.D.] – Come mai hai deciso di realizzare un mediometraggio a tema Western, pensi che sia un genere che ha ancora molto da offrire ?

[C.C.] – Il fatto che sia un mediometraggio è stata un conseguenza del montaggio e dell’interpretazione del genere western che ha tempi meno serrati di altri generi e quindi abbiamo sconfinato nel mediometraggio arrivando a 36′ partendo però da sole 20 pagine di sceneggiatura.

Il Western fondamentalmente è il pretesto per raccontare una storia di amicizia, dall’inizio della scrittura l’ambientazione è stata western me la vedevo così, forse solo perchè ascolto musica con influenze del genere (non country), comunque sta di fatto che mi intriga molto l’ambientazione i paesaggi, i colori, è un periodo storico in cui ci sono molti aspetti crudi, la polvere e le pistole, insomma è pieno di fascino e storie da raccontare.

[P.D.] – Nello sterminato panorama del genere (Western) quali film e/o regista ti hanno influenzato maggiormente, e cosa mi dici del cosiddetto sottogenere “fagioli western” ovvero i film con protagonisti Bud Spencer & Terence Hill, hanno avuto qualche importanza per te ?

[C.C.] – Direttamente non ho subito o voluto ispirarmi a nessun regista o film, non ne sono all’altezza, nel mio (nostro) inconscio il western è quello di Leone e Morricone anche se mi hanno detto che è girato all’americana (poi cosa vuol dire non lo so), io spero di averlo girato a modo mio :D

Comunque di solito, visto che ne consumo da molti, traggo più ispirazione o spunti che mi fanno riflettere, da cortometraggi visti on line o da spot commerciali (quelli fatti bene che sono quasi sempre stranieri).

I “fagioli western” secondo me sono un importante filone, ci hanno fatto vivere il west facendoci anche ridere. Non li considero affatto film di serie B, molti registi blasonati italiani di oggi (e molti attori) non sarebbero in grado di farli.

[P.D.] – Progetti futuri in vista?

[C.C.] – Progetti futuri? Ne avrei diversi, ma pensando mantenendo i piedi per terra parlo del il soggetto che c’è già, adesso serve ancora un pochino di tempo per ultimare la sceneggiatura, è il secondo capitolo di “The Loot”. Sarà sempre un cortometraggio, più breve del primo e sarà incentrato su un nuovo personaggio che spero potrà colpire tutti. Dico spero perchè una volta scritta la sceneggiatura dovrò trovare il budget per farlo, mi sono promesso di non farlo se non trovo produzioni o anche privati che mi possono affiancare in questo progetto dal punto di vista economico, vorrei fare un salto in avanti rispetto a  quello fatto fin’ora, senza la prospettiva di poter crescere credo sia inutile mettersi all’anima una nuova fatica sia fisica che economica per poi non avere distribuzione o modo adeguato di farlo vedere.

[P.D.] – Cosa pensi del cinema indipendente italiano ?

[C.C.] – Il cinema indipendente italiano lo conosco in parte (ci sono davvero una quantità impressionante di persone e di prodotti), ma lo trovo buono e migliore del 99% delle produzioni italiane che riempiono, per conto mio purtroppo, le sale. Il cinema indipendente, e non lo dico perchè sono di parte, ha troppo poco spazio e quindi poca possibilità di arrivare davvero a tutti, a far parlare di se, come meriterebbe.

Sinceramente io sono un po’ stufo di vedere personaggi che fanno altro nella vita (conduttori tv, reality, modelle, pseudocabarettisti), invadere anche gli schermi dei cinema, anzi faccio un appello proprio a loro ed ai produttori: “Lasciate lo spazio, almeno una volta, a persone nuove, registi, attori ecc… che vogliono mettersi in gioco e mostrare cosa sanno fare e cosa hanno dentro!”.

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