“TENDER EYES” DI ALFONSO BERGAMO

Tender Eyes” è il lungometraggio d’esordio del regista Alfonso Bergamo (The Composition, The Labyrinth, Ai Confini Dell’Anima), che qui firma anche la sceneggiatura insieme a Craig Peritz e Davide Stanzione. Le riprese del film si sono concluse nel Dicembre del 2013 dove sono seguite la post-produzione e il montaggio fino ad arrivare alla presentazione ufficiale del trailer lo scorso 6 Giugno all’interno de la Fabrique du Cinéma all’Aranciera di San Sisto alle Terme di Caracalla (Roma). Il film è prodotto da  Look Inside di Erica Fava e dalla FjFm di Andrea Giunti e prima della distribuzione nelle sale, parteciperà alle selezioni di Festival nazionali e internazionali del cinema, da Venezia, a Berlino, a Cannes.

In Tender Eyes, girato in lingua inglese, oltre a un cast d’eccezione, tra cui troviamo Marco Pancrazi, Craig Peritz e David Copley (dal Living Theatre di New York),  Gary Brackett (presidente del Living Theatre Europa), Vincent Riotta (Rush, Il Capo dei Capi), David White, Gregory Clay, Federico Giunti, Mario Paradiso Jr., Paola Calliari, Francesca Mula, Lynn  Swanson, Elisabetta Rizzo, Alice Mantoan, Arianna Moro, Claudia Samaras, Elena Pascarella, Serena Bilanceri, Alessandro Selli, Rocco Fasano, Ian Sutton e Stefano Capecchi, vanta importanti collaborazioni come quella col noto cantautore Sergio Cammariere che ha scritto e musicato il brano finale del film dall’omonimo titolo e con il maestro Francesco Marchetti che ha composto, diretto e orchestrato la colonna sonora.

Tender Eyes prende spunto dal cortometraggio “The Labyrinth” (2011) del regista e a proposito riporta “Tutto è partito dall’idea di un uomo solo contro se stesso e contro il mondo sommerso e ostile che gli si materializza intorno -raccontano i due co-sceneggiatori Craig Peritz e Davide Stanzione- questo concept è stato poi ampliato seguendo varie suggestioni cinematografiche, letterarie, psicologiche e anche aspetti autobiografici del regista. In particolar modo Jung e la sua teoria sugli archetipi dell’inconscio collettivo sono state fonte d’ispirazione per la delineazione di molti momenti e ambienti del viaggio“.

Un thriller che si costruisce su dei veri e propri drammi psicologici per un percorso intimista e profondo – “Un viaggio negli abissi dell’oceano della mente, un percorso dentro se stessi e le proprie contraddizioni, tra fantasmi del passato che tornano e mettono in crisi“.

Il film è stato proiettato in un anteprima privata nazionale il 21 Giugno a Roma. Di seguito il video della presentazione.

Note di Regia: L’idea di un uomo solo contro se stesso e anche contro il mondo sommerso e ostile che gli si materializza intorno è stata ampliata seguendo varie suggestioni cinematografiche, letterarie e psicologiche. In particolar modo Jung e la sua teoria sugli archetipi dell’inconscio collettivo, fonte d’ispirazione per la delineazione di molti momenti e ambienti del viaggio.

L’idea era quella di trasporre questa storia di tensione e pathos universali con la profondità dovuta ma anche con un meccanismo e delle dinamiche di genere che fossero in grado di reggere l’urto da sole, oscillando tra il thriller puro e semplice e il dramma mentale basato su pedinamenti e colpi di scena. Il film, proprio in virtù di quest’ideale vocazione internazionale, è stato girato in lingua inglese e con molti piani sequenza (il più lungo dura quindici minuti): una vera sfida soprattutto tecnica per un film low budget, nonché mia cifra espressiva prediletta. Finalizzata, in questo caso, a immergere lo spettatore nelle situazioni più frenetiche, con un coinvolgimento a tratti quasi videoludico.

 

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