RECENSIONE “LISCIVIA” DI FRANCESCO NICCOLAI

[Di Paolo Delmarco]

Tremate tremate le streghe son tornate, o più probabilmente non se ne sono mai andate confondendosi per passare inosservate fino ai giorni nostri. Si perchè questo corto di circa 15 min. parla proprio di streghe; riti e maledizioni assortite con ambientazioni contemporanee. Fin dall’inizio il piglio della pellicola è davvero molto crudo e assistiamo ad una violenza ai danni di una povera sventurata da parte di due uomini incappucciati, dalla quale trarranno anche un piccolo souvenir…

Dopo questa scena il focus si sposta su Agnese (Desiree Giorgetti) e Regina (Viviana Altieri), dall’accento marcatamente romano confermato dalle belle e tipiche locations di una Roma attuale, dando stile alla pellicola e caratterizzandola in maniera vincente. Le due sono intente a confidarsi su eventuali metodi per curare il ragazzo di una delle due, Jacopo (Antonio Aprea) che si ritrova a convivere da parecchio tempo con una tremenda tosse che compromette anche il rapporto di coppia. La soluzione alla quale arrivano è piuttosto alternativa e richiede la consulenza dell’enigmatica esperta di pratiche occulte conosciuta come “la Lupa” (Helena Antonio) la quale si esprimerà in maniera piuttosto criptica ma risoluta celandosi dietro un velo nero per nascondere il volto sfigurato, probabilmente proprio dal corrosivo composto citato nel titolo del corto: la liscivia. Il destino beffardo però, riserverà ai protagonisti della vicenda una sorte che in qualche modo pareggerà i conti portandoci agli inizi della storia. La selezione musicale non originale completa il quadro compiendo il difficile lavoro di rendere l’atmosfera soffocante, sopratutto nelle scene clou.

Una buona prova quella del regista Francesco Niccolai che confeziona un cortometraggio d’impatto che gioca bene le sue carte, incentrato sopratutto sulla violenza maschile nei confronti delle donne, dove però la donna non cerca una giustizia convenzionale e l’aspetto della vendetta giunge amplificato, forse con un risultato non comunemente accettato ma che calerà inarrestabile e spietato. Una recitazione genuina e naturale che riesce il più delle volte, altre un po’ meno, a centrare l’obiettivo e ad amalgamarsi nel giusto modo al contesto urbano di una Roma cupa e misteriosa resa ancora più interessante dal tocco di Francesco Di Pierro alla fotografia. Un racconto di streghe in chiave moderna dove la vendetta è tra gli ingredienti principali, affinchè ogni cosa venga rimessa al proprio posto…

 

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