ANTEPRIMA ROMANA PER “NUIT AMERICHEN” DI FEDERICO GRECO

Dopo il grande successo riscosso alla primissima del Noir in Festival di Courmayeur, “Nuit Americhèn“, l’horror/comedy di Federico Greco, è pronto alla sua prima romana che si terrà Venerdì 21 Marzo H 22:00 in quel del Nuovo Cinema Aquila (Sala 3), all’interno della XIII edizione del RIFF Awards 2014 (dal 16 al 23 Marzo). Se siete di Roma non potete assolutamente perdere l’occasione di rifarvi occhi e orecchie con questo straordinario gioiellino!

Sinossi: Un regista e due attori che si spacciano per fonico e operatore accettano di realizzare un mediocre spot promozionale su una suggestiva villa di periferia. In realtà vogliono girarvi – alle spalle del proprietario che li ha ingaggiati – la scena madre del loro film horror no budget in lingua inglese. Paolo, per ottenere la massima verosimiglianza, mette gli attori in situazioni molto realistiche, facendo passare la sua incapacità per un metodo di direzione. Ma nella villa, forse, c’è davvero qualcosa che non va. Prende il via così uno spaventoso delirio di verità e messinscena, recriminazioni e spietata violenza, la cui vittima principale è Diana, l’attrice che lavora con Paolo da anni…

Per vedere la clip del film clicca qui

- Il cortometraggio di Greco non è solo un’horror-comedy, ma anche e soprattutto un sottile e graffiante discorso intorno al cinema, in cui si sovrappongono vari piani narrativi che spiazzano gli spettatori innestando una sorta di “corto circuito” fra realtà e finzione. (Davide Comotti)

- (…) la vera scoperta del festival di Courmayeur. Nuit Americhèn, citazione maccheronica di Truffaut (La Nuit Americain è il titolo originale di Effetto notte), ci mostra come si può fare cinema in Italia, di quello bello esteticamente, divertente per lo spettatore, curato e originale. (Boris Sollazzo)

- La Orioli dimostra tutta la sua fisicità e carica interpretativa, grande senso dell’umorismo e si lancia in una performance che ricorda la Uma Thurman di Kill Bill. Gian Marco Tognazzi, Fausto Sciarappa, Francesco Scimemi e Alberto Di Stasio sono gli altri protagonisti, che tra ruoli secondari e gustosi cameo fanno del lavoro di Greco un’opera da incorniciare. (Luca Svizzeretto)

Comunicato ufficiale: Dopo l’anteprima internazionale di grande successo tenutasi al Noir in festival di Courmayeur, Nuit Americhèn approda finalmente a Roma. Nuit Americhèn è il nuovo cortometraggio di Federico Greco, autore di Stanley and Us (documentario su Stanley Kubrick) e de Il Mistero di Lovecraft – Road To L. (feature mockumentary), prodotti divenuti dei cult e distribuiti in tutto il mondo.

Nuit Americhèn, prodotto dalla Digital Room e realizzato col contributo del MIBACT, si avvale della partecipazione di attori del calibro di Gian Marco Tognazzi (“I soliti idioti”, “Il bene e il male”, “Ex”, “Romanzo criminale”, “La bella addormentata”), Regina Orioli (“L’estate del mio primo bacio”, “Tutti pazzi per amore”, “Benzina”, “L’ultimo bacio”, “Almost Blue”, “Ovosodo”), Alberto Di Stasio (“Boris”), Fausto Sciarappa (“Il gioiellino”, “Fuoriclasse”, “Romanzo criminale”, “Figli delle stelle”, “La ragazza del lago”, “Una mamma imperfetta”) e Francesco Scimemi (mago e comico internazionale: “Domenica In”, “Stracult”, “Panama Sugar”, “Cento giorni a Palermo”).

Nuit Americhèn rappresenta un caso rarissimo di contatto tra attori amati dal grande pubblico e un genere (l’horror) che in Italia è poco riconosciuto ma che è frequentatissimo dagli autori emergenti.

Note di regia

A parte rarissime eccezioni, il cinema italiano degli ultimi decenni non ha prodotto film horror di grande successo.
Ma se si sposta lo sguardo verso il basso, ci si accorge di un intenso formicolio di attività produttiva e creativa senza sosta. Sono decine i filmmaker che scrivono, producono, dirigono cortometraggi di genere, e pochi di meno quelli che si cimentano nel lungometraggio low-budget.

Ogni anno numerosi festival mostrano a un pubblico militante di appassionati progetti digitali trash, torture, fetish, thriller, horror, alla ricerca dei nuovi Dario Argento, Mario Bava, Lucio Fulci, Antonio Margheriti.
Allo stesso tempo, buona parte dei registi che tentano più o meno talentuosamente la strada del revival orrorifico non riesce a emanciparsi da uno scimmiottamento naif del cinema delle ormai non più giovani leve internazionali, da Quentin Tarantino a Eli Roth, da Guillermo del Toro a Robert Rodriguez.

Nuit Americhèn si diverte a cavalcare questa contraddizione raccontando la storia di una piccola ma agguerrita troupe cinematografica romana che incarna il sogno italiano di sfondare nel mercato internazionale dell’horror nonostante il budget inesistente. E a prendere in giro chi ama realizzare, con eccessivo dilettantismo citazionista, film horror-splatter-thriller-torture alla Tarantino, alla Roth o alla Rodriguez. In Nuit Americhèn ci sono quindi citazioni a secchiate, commistioni tra generi, dialoghi in inglese maccheronico, teste mozzate e una sexy scream-queen.

Nuit Americhèn è a tutti gli effetti una piccola commedia cattiva, beffarda e spettacolare.
Un modo per ridere degli sforzi che noi registi italiani “de paura” facciamo contro tutto e contro tutti, inevitabilmente indipendenti e arrabbiati ma a volte anche straordinariamente incapaci e presuntuosi.
E allo stesso tempo è un meccanismo implacabile e sanguinoso che dipana la sua storia come in un tunnel degli orrori del Luna Park dove dietro ogni angolo c’è un riferimento al cinema horror americano più famoso.

In sintesi: uno splatter autoironico. Un Effetto notte in salsa di pomodoro romana.

Se poi avete voglia di vedere nel film anche una riflessione pessimista sul momento culturale che viviamo o la rivincita impossibile della centralità dell’attore nel cinema italiano, siete i benvenuti. Ma questo è un horror, non dovrebbe permettersi di lanciare messaggi né di approfondire alcun tema.
Dovrebbe solo divertire.
O No?


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