RECENSIONE “THE LOOT” DI CLAUDIO CIRRI

[Di Paolo Delmarco]

Storia, quella di questo bel mediometraggio di Claudio Cirri, piuttosto classica che sa dosare bene le proprie potenzialità, infatti, seguiremo i due furfanti Jack (Claudio Cirri) e Tom (Alberto Orlandi) che si impossesseranno di un bottino ed inizieranno la loro rocambolesca fuga per mettere in salvo la propria pellaccia, con lo scopo di portare il cospicuo malloppo al loro villaggio bisognoso. Presto però faremo la conoscenza anche del capo dei banditi (Saverio Monni) e dei suoi scagnozzi pronti a inseguirli per riprendersi i sacchi di soldi. Non tutto è come sembra e lo sgambetto narrativo è dietro l’angolo, lasciandoci il dubbio sull’effettivo esito della vicenda fino alla fine. Ovviamente lo scontro sarà inevitabile e la resa dei conti lascerà dietro di se parecchie vittime. Il tutto è corredato da sapienti flashback che approfondiscono non solo la consolidata amicizia dei due protagonisti, ma anche la provenienza di qui dannati luridi soldi. In questo viaggio ci accompagna una colonna sonora (Stefano Gargiulo) ariosa ed azzeccata, in perfetta sintonia con le ambientazioni, molto curata e suggestiva, e lo si intuisce fin dal primo pezzo all’inizio del film.

Da semplice appassionato e non espertissimo del genere western, ho trovato questo film piacevole ed interessante dal punto di vista stilistico, se si volesse muovere una piccola critica, alcuni attori caricano un po’ troppo la caratterizzazione del proprio personaggio, risultando poco naturali, ma questo, oltre che essere un personalissimo punto di vista, non risulta affatto fastidioso. Di pro invece tutto il resto, in particolare la fotografia (Massimiliano Boldrini, Claudio Cirri e Julien Vannucchi) che risalta gli stupendi scenari facendo riflettere sul fatto che questo film è stato girato in Italia, a Scandicci per l’esattezza, e facendo capire quante potenziali location potrebbero esserci nel nostro paese per il genere, che, se pur rispolverato negli ultimi anni, potrebbe ancora dare molto con la giusta idea ed un investimento anche contenuto, e poi, usare come pretesto, secondo me perfetto, uno scenario western per raccontare con semplicità e qualche metafora la storia di un’amicizia con le sue contraddizioni, risulta un tema estremamente contemporaneo a prescindere dal dove lo si vuole ambientare, quindi lode agli sporchi cowboys di The Loot.

 

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