INTERVISTA A PAOLO FAZZINI

Dal 14 di febbario è in commercio il DVD di “Mad in Italy” del regista/documentarista Paolo Fazzini. A distribuirlo la nota casa di distribuzione americana Elite Entertainment, che ridistribuirà, sempre del regista, anche “Hanging Shadows“, documentario dedicato al cinema dell’orrore italiano. Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda a Fazzini che ci parla un po’ dei suoi lavori, da “Mad in Italy” fino all’ultimo “Che il mio grido giunga a te“.

Buona Lettura!

[NSG] – Ciao Paolo, benvenuto sulle nostre pagine e grazie per la disponibilità. Di recente, il 14 febbraio per essere precisi, è stato distribuito in DVD, dopo 4 anni dalla sua produzione, il tuo primo lungometraggio “Mad in Italy”. Ad occuparsi di questo la nota casa di distribuzione americana Elite Entertainment. Come sei e siete arrivati fin qui e come mai dopo tutto questo tempo dalla reale uscita del film?

[P.F.] – Il film era pronto alla fine del 2012 e la Elite aveva già dato il suo assenso a distribuirlo, però un pò di tempo è passato per permettere di far uscire film precedentemente acquisiti dalla casa di distribuzione. Per quanto riguarda la gestazione di Mad in Italy, durata circa 2 anni, tra riprese, montaggio e sonorizzazione, diciamo che credo siano i tempi fisiologici di un prodotto indipendente…le persone che hanno preso parte al film e io stesso, tutti eravamo comunque impegnati in altri lavori, quindi i tempi si sono allungati. però l’obiettivo è stato raggiunto, cioè quello di avere un’uscita ufficiale, cosa che permetterà a chiunque vorrà di recuperare il dvd di poterlo fare.

[NSG] – Seppur a distanza di tempo, questo è sicuramente un passo importante e gratificante per tutto il lavoro e i sacrifici che sono stati messi nella produzione del film, come vivi questo momento?

[P.F.] – Ovviamente con soddisfazione, ma la cosa che più mi premeva era quella di chiudere il cerchio, di arrivare a realizzare e far uscire il film soprattutto per tutte le persone che mi hanno aiutato a realizzare Mad in Italy…si sono fidate di me e io ho cercato di raggiungere gli obiettivi migliori che potevo cercando di dar concretezza al progetto.

[NSG] – Per quanto riguarda una distribuzione italiana?

[P.F.] – Per ora non ci sono proposte, e la cosa è abbastanza ironica…il fatto che un film che, fin dal titolo, è programmaticamente nostrano, ambientato in Italia e con vicende tratte da fatti di cronaca nazionali, trovi un canale distributivo negli Stati Uniti e non da noi è piuttosto bizzarro.

[NSG] – Tu sei per lo più un documentarista e, come dicevamo sopra, Mad in Italy è la tua opera prima, in termini di lungometraggio di fiction, quando hai deciso che era arrivato il momento di cimentarti con un film, e perché proprio Mad in Italy e la sua storia?

[P.F.] – Il film è nato come una reazione rabbiosa verso uno stato di cose, così come può nascere un brano rap di sfogo. Solo che fare un film è un processo che richiede ovviamente più tempo rispetto alla confezione di un pezzo musicale. Sentivo l’urgenza di girare qualcosa che riuscisse a raccontare, attraverso una storia, la realtà che ci troviamo a vivere, ma non è stata mia intenzione attuare una critica sociale o far emergere giudizi su nessuna delle situazioni rappresentate. forse questo guardare alla realtà, oltre che una mia inclinazione, deriva anche dal fatto che sono un documentarista. Penso, inoltre, che il cinema di genere possa combinarsi benissimo con tematiche attuali che si vivono ogni giorno. Spesso sento dire da chi scrive e gira film che l’horror deve avere come unico scopo quello di divertire, che non deve far pensare troppo … ecco, invece a me piace pensare, e lo vorrei fare anche quando guardo un film.

[NSG] – La Elite, oltre a distribuire Mad in Italy, distribuirà nuovamente anche il documentario incentrato sul cinema dell’orrore nostrano “Hanging Shadows”, cosa puoi dirci a riguardo?

[P.F.] – Hanging shadows continua a riservare sorprese…è stato distribuito precedentemente da una distribuzione di New York e ho saputo che università come Yale e Berkley lo hanno acquistato per inserirlo nei loro programmi di cinema…è poi uscito per l’italiana Beat records, ed ora la Elite ha voluto riproporlo per un mercato strettamente home video. tra gli extra, inoltre, ci sono anche due clip su Mario Bava e Lucio Fulci, due maestri indimenticabili del nostro cinema. E’ un documentario dalla vita lunghissima, e questo ci fa capire quanto interesse ci sia oltreoceano per il nostro cinema di genere che ora non esiste più.

[NSG] – Sempre restando in ambito cinematografico, nel 2011 hai preso parte al progetto corale “P.O.E. Poetry of Eerie” con l’episodio “l’uomo della Folla” – uno dei miei preferiti – come ricordi questa esperienza?

[P.F.] – Grazie per l’apprezzamento. A differenza di Mad in Italy è stata una lavorazione rapidissima, due giorni di riprese e poi subito in montaggio…nel giro di due settimane l’episodio era pronto…ho lavorato velocemente anche perché sono stato l’ultimo regista a essere coinvolto quindi dovevo allinearmi con gli altri, ma è stata un’esperienza molto soddisfacente anche perché poi il film ha avuto una felice vita, ed è uscito anche nelle nostre sale un anno fa. l’obiettivo principale però era quello di far vedere che esistono dei registi indipendenti che, facendo gruppo, riescono a imporsi e a ottenere risultati.

[NSG] – Il tuo ultimo lavoro è il documentario musicale “Che il mio grido giunga a te”, raccontaci un po’ di questo progetto.

[P.F.] – E’ un progetto un po’ folle ma a cui tengo molto. Il documentario ricostruisce quel fenomeno degli anni 60 noto con il nome di “messe beat”. Nel 1962 Papa Giovanni XXIII ha inaugurato i lavori del Concilio Vaticano II, rinnovandosi verso i reali bisogni di una popolazione in cambiamento, e la Chiesa ne è uscita riformata in molti dei suoi aspetti. E’ così che, a metà degli anni ’60, anche i capelloni e le chitarre, dopo aver invaso le strade e i locali di tutta Italia, hanno fatto il loro rumoroso ingresso anche nelle chiese e nelle parrocchie. Le sonorità Beat sono così arrivate anche tra i ferventi cattolici e il fenomeno delle “Messe Beat” si è diffuso in tutta la penisola. la cosa interessante inoltre era quella di raccontare cosa è rimasto oggi di quel fenomeno, ed è così che si ricevono molte sorprese. Il documentario uscirà a marzo distribuito in un cofanetto dvd+cd.

[NSG] – Cosa bolle in pentola per questo 2014?

[P.F.] – Ovviamente si sta pensando al prossimo film, ma è ancora prematuro parlarne…siamo in fase di stesura di sceneggiatura…anzi, di due sceneggiature perché le idee sono diverse. Per ora sto cercando di seguire al meglio l’uscita di Mad in Italy, Hanging shadows e Che il mio grido giunga a te.

[NSG] – Vuoi aggiungere qualcosa per il lettori di NSG?

[P.F] – Vi ringrazio dello spazio e della disponibilità…i siti realizzati da appassionati e competenti cinefili come voi sono linfa vitale per tutti i registi che fanno sacrifici per portare a casa nuovi progetti.

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