RECENSIONE “LIFE DEATH AND SINS” di Davide Pesca

[Di Marco Valtriani]

“Welcome to hell” potrebbe inequivocabilmente essere il titolo esplicito e banale di questo splatter multiviolento e blood, prodotto dalla “Demented Gore Production” per la regia “del tuttofare Davide Pesca“. Una serie di episodi corrispondenti a gironi infernali si susseguono senza legame narrativo; in ogni girone una pena da pagare. L’impressione è totale, la suggestione è immediata: torture, cannibalismo, riti satanici, scarnificazioni, un vortice di una profonda discesa in un malessere sconvolgente. L’immediatezza delle sensazioni che provoca è direttamente proporzionale alla verosimiglianza degli effetti sanguinolenti e violenti, al punto di dubitare che si tratti di uno snuff, pensate un po’!

Il titolo di ogni episodio (appena capito l’andamento del film) prepara l’ansia di non sapere quale efferatezza angosciosa stiamo andando a vivere, esempi? “Callin Blood”, “The Child Plays”, “Woman’s Body”… e a proposito di donne, tante e introspettate, nude, insanguinate; la donna è come un ossessione che si tortura, che tortura, che sorprende, fidarsi o non fidarsi? Non è questo il problema, il punto è che il male non ha sesso, esiste e basta. Una regia ossessionata dai dettagli, un montaggio che non sgarra (partecipa Paolo Del Fiol nel prologo “Reborn”) e delle musiche rindondantemente sensazionali riescono in questo ensamble del ribrezzo.

Tornando agli episodi, non aspettatevi chissà quale storia, si tratta di performance, e infatti si sfiora la teatralità eccessiva, ma un uso della ripresa che cerca ossessivamente il male smorza questa nefasta impressione. Anche il make up delle volte rischia di svelare l’illusione cinematografica e anzi, forse lo fa pure se visto insieme al richiamo molto performativo delle scene, ma come dubitare del malessere che certe atmosfere riescono a rendere anche grazie al montaggio? Dunque è cinema? Si, distorto, deviato, malato… infernale. A cosa è servito vederlo? A ricordare ciò che il male può fare, metaforicamente, sensazionalmente e carnalmente… sempre!

 

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