RECENSIONE “IL COLLEZIONISTA” di Federico Tadolini

[Di Davide Comotti]

Federico Tadolini, che avevamo già conosciuto con l’inquietante Orgia di sangue (2012) – co-diretto con Nicola Clemente – prosegue con un nuovo corto diretto in autonomia, Il collezionista (2013), ferocissimo torture-porn che riserva diverse sorprese. Dal punto di vista narrativo, già il precedente era ottimo (anche lì c’erano infatti personaggi ambigui e ribaltamenti): con Il collezionista, Tadolini compie un passo avanti anche sotto il profilo estetico (fotografia, inquadrature), e non a caso è tra i partecipanti al succulento horror collettivo 17 a mezzanotte, che uscirà a breve e lo vede protagonista con l’episodio Video Nasty.
È sempre un piacere assistere a prodotti come questi, girati con un sistema artigianale senza budget eppure terribilmente efficaci. La vicenda – scritta e sceneggiata dallo stesso Tadolini –  ruota attorno a un dentista che sequestra i pazienti nella cantina di casa sua e strappa loro i denti, per poi ucciderli. Collezionare i denti è la sua ossessione, così non gli sembra vero di poter aggiungere un dente rarissimo trovato in bocca al signor Ferroni. [SPOILER] Questa volta ha trovato però la persona sbagliata, essendo lui a sua volta un serial killer che filma le vittime in punto di morte. Nella lurida cantina degli orrori, si svolge dunque una sanguinosa lotta fra i due “collezionisti”. [FINE SPOILER]

La storia potrebbe sembrare qualcosa di già visto, visto che il torture-porn è uno dei sottogeneri horror più sfruttati al giorno d’oggi – nel cinema indipendente e non. Eppure, il cortometraggio appassiona per tutti i 16 minuti: vuoi per le citazioni – più o meno volute – dal celebre Dentist di Yuzna, vuoi per le caratterizzazioni dei personaggi e i colpi di scena, vuoi per l’alternanza di location, risulta un prodotto decisamente originale. E soprattutto audace: perché, per quanto il budget lo consente, Tadolini non si risparmia affatto in quanto a crudeltà, sangue e sevizie varie. Il make-up e gli effetti speciali (a cura di Martina Del Prete) puntano più sullo splatter che sul gore: vedremo infatti schizzi di sangue a profusione, denti estirpati, volti e corpi insanguinati, e anche alcune ferite in primo piano (memorabile soprattutto il taglio della gamba con la sega a mano). L’atmosfera che si respira è veramente “sporca e cattiva”, e a questo contribuisce notevolmente la scenografia dell’inquietante cantina, con gli strumenti di tortura e la fotografia dai colori caldi, in opposizione all’ambiente asettico dello studio dentistico (ottimo, dunque, il lavoro di Leonardo Monfardini come direttore della fotografia). I Noctuaria Nebrus compongono musiche costituite da un tappeto sonoro psichedelico, anche se i suoni che risaltano maggiormente sono le urla dei torturati.

Una marcia in più per Il collezionista deriva poi dallo sviluppo della storia. Come spiega lo stesso regista, il torture-porn e il finto snuff-movie sono i generi di riferimento per la realizzazione del corto, [SPOILER] e a chi lo “accusa” di banalità nel titolo risponde che “nel titolo c’è tutto, ma la spiegazione è negli ultimissimi due minuti quando tira fuori la videocamera e filma gli omicidi”. Il valore del film, oltre agli effetti speciali, consiste proprio nella contrapposizione fra i due “collezionisti”, due psicopatici l’uno più crudele dell’altro. [FINE SPOILER]. Efficaci i volti di Raffaele Borreca (il dentista) – che si occupa anche del montaggio – e Lorenzo Lepori (il signor Ferroni) – noto soprattutto come regista di film horror indipendenti – i cui personaggi possiedono un voluto contrasto fra l’aspetto pulito e l’animo crudele. Completano il cast Andrea Quintavalle (la prima vittima) e lo stesso Tadolini (l’assistente del dentista).

 

Licenza Creative Commons Questo sito è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Hit counter by goldbetreview