INTERVISTA A LAURA PAJ REGISTA DI “SHOOT ME FOR LIFE”

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato del cortometraggio “Shoot Me For Life” della video artist Laura Paj (clicca qui per il pezzo), quest’oggi vi proponiamo un’intervista alla regista che si racconta e ci parla, in maniera più dettagliata, di questo nuovo progetto. Buona lettura!

[NSG] – Ciao Laura, intanto grazie per la disponibilità. Comincerei subito a chiacchierare di Shoot me for Life, che ti vede alle prese con il tuo primo cortometraggio. Cosa ci dici a riguardo, come nasce la voglia di raccontare questa storia?

[L.P.] – Ciao a voi tutti! Dunque, Shoot me for life nasce con l’idea di raccontare attraverso le immagini quello che mi circonda. L’ho sempre fatto con la fotografia ed ora ho tutta l’intenzione di farlo attraverso le immagini in movimento, è tutto molto più interessante, attraverso il video puoi aggiungere la componente audio e la musica, una delle mie più grandi passioni sin da bambina. Inoltre entrambi i personaggi, sia di Judith che di Vania, raccontano un po’ di me, sono sfaccettature del mio essere e del mio vissuto che ho scisso e suddiviso in due caratteri opposti e ben distinti che si amano e si odiano, si cercano e si allontanano, ma che alla fine trovano un compromesso per imparare ad amarsi.

[NSG] – Shoot me for Life, dichiari, vuole essere una riflessione sul percorso artistico di tre grandi fotografi contemporanei, un mondo, quello della fotografia, che ti appartiene da vicino; in che modo viene affrontato questo “percorso”?

[L.P.] – Esatto, la sottotrama di questo corto è proprio la rivisitazione di tre fotografi: Francesca Woodman, Robert Mapplethorpe e Terry Richardson. Direte “cosa c’entrano l’uno con l’altro?” apparentemente nulla, ma vi dirò che l’elemento che hanno in comune è quello del corpo, materia di studio anche di tantissimi altri artisti ovvio. Ho scelto loro tre semplicemente per pura scelta stilistica e mi sono divertita tantissimo a farli interagire tra loro, facendoli parlare discretamente con il corpo, con le movenze, le battute del copione, le biografie dei personaggi, i costumi, componenti scenografiche ecc..

[NSG] – Come descriveresti questa tua prima esperienza nel campo del cinema?

[L.P.] – Indimenticabile. Sono stati tre giorni faticosissimi ma molto emozionanti e divertenti. Ho un ricordo bellissimo di tutta la troupe anche grazie alla mia assistente alla regia Claudia Intino che ha provveduto a raccogliere testimonianze e dediche su un taccuino durante i giorni di lavorazione, una sorta di diario di bordo che io ho arricchito graficamente anche con le fotografie di scena di Dario Baldazzi e che conservo nel mio cassetto dei ricordi.

[NSG] – A livello di distribuzione, quali canali o strade prenderà questo cortometraggio per arrivare al finale contatto col pubblico?

[L.P.] – per il momento i festival, poi si vedrà se inserirlo in qualche piattaforma on-line.

[NSG] – In generale, quali progetti hai per il futuro, c’è un’eventuale intenzione di tornare anche dietro la macchina da presa?

[L.P.] – Certo che si! Attualmente sto studiando recitazione presso un’Accademia professionale. La mia principale ambizione è quella di diventare innanzitutto una brava attrice e poi una brava regista. Amo recitare quanto dirigere un attore e credo che sia impossibile fare quest’ultima cosa se si ignorano basi solide come quelle delle tecniche recitative. Un bravo attore non è nessuno senza un bravo maestro e proprio in tal caso sento più spesso attori che si lamentano di collaborare con registi che non sanno dirigerli. In cantiere ora c’è la sceneggiatura di un lungometraggio dove mi vedo come attrice e regista allo stesso tempo, è un sogno forse troppo ambizioso per le mie capacità attuali, per questo lo voglio lasciar maturare e crescere insieme a me. 

Licenza Creative Commons Questo sito è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Hit counter by goldbetreview