RECENSIONE “CLOSER” di Angelo Licata

[Di Paolo Delmarco]

Quando si parla di fantascienza, da un po’ di anni a guesta parte, sembra che il connubio con Hollywood o comunque con l’America sia ormai scontato ed indissolubile, invece per nostra fortuma sembra che in Italia, almeno nel panorama indipendente, sia ritornato l’interesse per il genere con all’attivo molti tentativi, alcuni molto ben riusciti altri un po’ meno, ma con dalla loro una grande passione e la voglia di fare opere di qualità, in pratica sembra quasi che sia il “genere” stesso a chiederlo, una vera e propria necessità.

In questo caso ad esempio, già dalla scena di apertura, Closer risulterà essere qualcosa di magistrale, saremo immersi in un inseguimento tra astronavi che cattura e ci trascina direttamente li, a bordo dei due velivoli pilotati uno da Li-Han (Francesca Gandolfo) e l’altro dal terribile antagonista (Fabrizio Fenner) del quale non voglio svelare di più, ma lasciar spazio alla progressiva scoperta di un personaggio davvero molto ben caratterizzato in ogni suo aspetto. Li vedremo sfrecciare e piroettare regalandoci un vero e proprio spettacolo per gli occhi e di gran intrattenimento. I dettagli delle animazioni sono curatissimi, quasi maniacali, che neanche il miglior orafo avrebbe cesellato su un gioiello in quella maniera, si perchè è proprio di un gioiello che stiamo parlando. Subito dopo l’inseguimento faremo la conoscenza del protagonista, e quí il regista Angelo Licata spara dritto al cuore a chi è cresciuto negli anni ottanta o a chi degli ’80s ha preso in simpatia i film e lo stile del periodo, infatti, infilando qua e la riferimenti più o meno celati di quell’immaginario, non potrà non conquistarvi.

Partendo dal pretesto piuttosto classico che ci introduce alla storia, ovvero quello di una coppietta composta da Luke (Vincenzo Alfieri) e Sara (Elena Cucci), che decide di fare campeggio in un posto isolato vicino ad un bosco. I due riveleranno un’inaspettata quanto gradita ironia, che funziona, risultando simpatici e gradevoli, dando un tocco di leggerezza che quesi sicuramente un sorriso riuscirà a strapparvelo. Il caso, o forse qualcosa di più, porterà Luke ad incontrare i due visitatori, che vedremo intenti in sessioni di lotta corpo a corpo coreografate ed eseguite con grande maestria da entrambi. Il combattimento però prenderà una piega piuttosto pericolosa e tra destini segnati e strani gingilli tecnologici, vi saranno risvolti inaspettati che lascieranno aperti molti interrogativi su possibili futuri sviluppi della storia, con la speranza che non tardino ad arrivare.

La componente nostalgica che ha ispirato questo corto è un po’ il suo punto di forza e la sua debolezza, dove probabilmente i detrattori protrebbero accusare una scarsa originalita, secondo me invece quel “mondo anni ottanta” funge solo da ispirazione, un omaggio insomma, che donerà quella tipica familiarità che tanto manca nella maggior parte delle produzioni contemporanee, per poi svilupparsi in una trama originale ed avvincente che cattura fin da subito ed arricchita con degli effetti visivi (Angelo Licata) da urlo, che risultano credibili e per niente rozzi e posticci come spesso rischiano di essere. Infine, nota mica da poco, ad accompagnarci in questo fantastico viaggio, un sontuoso tappeto musicale (Alexander Cimini).  Per conto mio, Closer non ha nulla da invidiare alle più grosse produzioni.

 

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