RECENSIONE “L’ULTIMO WEEKEND” di Domenico Raimondi

[Di Paolo Delmarco]

Quelle che ci troveremo a vivere ne L’ultimo Weekend, film di Domenico Raimondi, sono le vicende di un gruppo di amici/colleghi di un’affermata azienda vinicola durante una riunione per festeggiare il loro capo Alberto (Alberto Gimignani) nella lussuosa casa di quest’ultimo, un po’ fuori mano e circondata da un bosco. Faremo, per prima cosa, la conoscenza di Chiara (Ilaria De Laurentis), figlia diciottenne reduce dalla terribile esperienza di un’interruzione di gravidanza, che deciderà di recarsi a sorpresa a casa del padre.  Il suo permanere nella casa la farà sentire in qualche modo messa da parte ed incompresa e pian piano il segreto che nasconde diventerà sempre più ingombrante e la mancanza della sua vera madre, morta in un tragico incidente anni prima, verrà evidenziata maggiormente a causa di Eva (Cristina Puccinelli), la, probabilmente mai accettata, nuova moglie. Tutto questo amplifica in lei un’ulteriore e incolmabile vuoto. Via via conosceremo i vari partecipanti tra cui l’avvocato Marcella (Claudia Conti) che fa coppia con Jacopo (Lorenzo Patanè), che si atteggia a benestante ma con scarsi risultati, Simona (Flora Canto) che sta con l’arrivista Luigi (Mirko Petrini), tutte coppie insomma, tranne Rudy (Wladimiro Perrini) che è il tutto fare, dal passato oscuro, di Alberto.

Quello che mi ha colpito sono senza ombra di dubbio le magnifiche riprese dall’alto (aeree?) che fungono da straordinario collante tra le varie vicende, arricchite dal tema musicale (Del Vescovo A. Perrini W. Raimondi D. North Production) portante in sottofondo, suonato da un pianoforte che rende vivi e concreti questi spostamenti tra una location e l’altra. Ciò che a me è parso evidente è la latente brama di opulenza che manifestano la maggior parte dei personaggi, facendo trasparire però il male di vivere dove le cose superflue ed il denaro contano e anche l’amore, se così lo si può definire, è esclusivamente un mezzo per raggiungere i propri scopi, tratteggiando rapporti di coppia claudicanti e senz’anima, zeppi di dubbia moralità. Ben dopo la metà, il film subisce una clamorosa svolta trascinandoci in un turbine di eventi ad alta tensione che spiazzano e incuriosiscono facendoti chiedere come andrà a finire, sopratutto in relazione ad una sequela di lucide, drammatiche e tragiche decisioni ben calcolate che risolveranno definitivamente, è proprio il caso di dirlo, tutte le situazioni lasciate in sospeso.

Lultimo Weekend è un film senza dubbio meritevole, forse stenta a partire e sul finale lascia qualche piccolo dubbio che comunque non pesa sul giudizio finale  anzi, volendo lo rende sfizioso con quel tocco di mistero in più.

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