“THE ELEVATOR” INTERVISTA A MASSIMO COGLITORE

In fase di post produzione il thriller psicologico “The Elevator” del regista siciliano Massimo Coglitore, qui al suo debutto per il grande schermo, dopo i successi del pluripremiato corto “Deadline” e del film tv per la Rai “Noi Due“. Il film è stato interamente prodotto da Riccardo Neri per la Lupin Film ed è stato girato in lingua inglese tra gli studi  Cinecittà e New York. The Elevator è stato scritto da Riccardo Irrera e Mauro Graiani e racconta di Jack Tramell, interpretato da James Parks (The Listening, Grindhouse, Kill Bill V. 1-2, C.S.I.), un famoso presentatore americano che conduce un popolare quiz televisivo. Una sera, Jack viene bloccato in un’ascensore da una donna misteriosa, la Caroline Goodall di Schindler’s List, Cliffhanger – L’ultima sfida, L’Albatros e Dorian Grey, per citarne alcuni, che inizia così il suo personale e “sadico quiz”. Nel cast è presente anche Burt Young (il Paulie di Rocky, ruolo per il quale ottenne una nomination agli Oscar nel ‘76).

Ma a raccontarci del film sarà proprio lo stesso regista nell’intervista che ci ha rilasciato. Buona lettura!

[NSG] – Ciao Massimo, è un piacere riaverti qui su NSG. Il tuo ultimo lavoro, The Elevator, ora in post produzione, ti ha portato via molto tempo per la realizzazione, cosa ha significato lavorare a questo grande progetto, contando che avete puntato molto in alto seppur con un budget, a differenza, molto limitato?

[M.C.] – Col mio produttore Riccardo Neri volevamo realizzare un film a respiro internazionale se pur con un budget contenuto. Quando mi ha proposto la regia di The Elevator sono stato molto felice perché è una storia intensa, avvincente. Lo script di Mauro Graiani e Riccardo Irrera era l’ideale e si prestava molto per essere girata con un budget misurato, senza rimetterci in qualità.

[NSG] – Il film è stato volutamente girato in lingua inglese e anche la scelta del cast è ricaduta su attori internazionali, cosa ci dici a riguardo e come è avvenuta la scelta degli cast?

[M.C.] – The Elevator è ambientato a New York, era inevitabile girare in inglese, inoltre la lingua facilità la distribuzione all’estero. Dopo molte ricerche e provini abbiamo scelto James Parks e Caroline Goodall, più Burt Young in un cameo importante. Sono attori straordinari, che hanno lavorato con grandi registi. E’ stato molto appassionante lavorare con loro e si è creato un grande affiatamento. Principalmente ho cercato di trasmettergli serenità, senza la quale un attore recita al di sotto delle sue reali potenzialità. Abbiamo provato varie soluzioni fino a quando non trovavamo la chiave giusta. In un film così claustrofobico, con dialoghi intensi, è proprio sull’interpretazione che ho mirato, ponendomi al loro servizio.

[NSG] – Un thriller psicologico quasi interamente ambientato in uno spazio ristretto come quello  dell’ascensore scelto e voluto per la tua storia, cos’è per te The Elevator?

[M.C.] – Sono sempre attento a tutte le componenti che stanno dietro un film, non lascio nulla al caso. Amo il cinema di contenuti con un forte senso estetico, ed è a questo che punto sempre. The Elevator si svolge dentro un ascensore, che gioca un ruolo quasi da co-protagonista. E’ il confronto drammatico tra Jack Tramell famoso presentare televisivo, un uomo di successo, col suo cinismo, e una donna in cerca di vendetta, disposta a tutto per scoprire la verità.

[NSG] – Quali sono state le difficoltà nel girare questo film?

[M.C.] – Nessuna in modo particolare, tranne quella di dover fare i conti con un budget limitato, che inevitabilmente ridimensiona certe soluzioni. Ma è un buon esercizio per la creatività e credo che siamo stati tutti molto bravi.

[NSG] – The Elevator segna il tuo debutto sul grande schermo, quindi presto arriverà nelle sale e a proposito di questo, si sa già qualcosa in merito, uscirà prima qui da noi o negli States, dove parte del film è stata girata, qual’è il percorso che potrebbe prendere?

[M.C.] – Ancora non sappiamo se il film uscirà prima all’estero o in Italia. Non è stabilito nulla, se non la partecipazione ad importanti festival internazionali. Ci sono distribuzioni interessate, per tanto è prevista un uscita in Italia, doppiato ovviamente.

[NSG] – Credo tu sia abbastanza preso da questo lavoro non ancora volto completamente al termine, ma hai già in mente qualcosa per il futuro?

[M.C.] – A fine giugno il film sarà finito. Ho in cantiere due film col mio produttore Riccardo Neri, “Countdown” un thriller surreale da me scritto e un film di fantascienza. Stiamo valutando quale dei due mettere in produzione.

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