RECENSIONE “TRUE LOVE”

[Di Marinella Landi]

True Love, scritto e prodotto dal duo Fabio Guaglione e Fabio Resinaro della Mercurio Domina e diretto dal regista Enrico Clerico Nasino è uno di quei prodotti nostrani, sebbene di stampo molto internazionale (riprese tra Italia e Stati Uniti e cast) che tutti gli spettatori lamentosi e scettici degli ultimi anni non potranno non apprezzare, per una serie di motivi. Un prodotto che proprio perchè nostrano e proprio per il genere che va a toccare, che oscilla tra il thriller con delle componenti sci-fi, che qui da noi non si trova tutti i giorni o comunque non ce lo fanno vedere, potrebbe tranquillamente essere definito un piccolo capolavoro… o miracolo che dir si voglia. Una bella sfida, di certo vinta, che potrebbe far aprire gli occhi su quanto davvero avviene all’interno del cinema italiano, quello indipendente, dal basso, quello sconosciuto o come vi piace chiamarlo,  che lo spettatore tende a rifiutare a prescindere, l’ennesima prova (ma quante ne volete???) di quanto pulsante e ricca sia questa nostra realtà!

La Mercurio Domina, capitanata da Fabio&Fabio, ha dato vita ad una storia che per quanto inizialmente  presenti quel sapore di già visto, riesce ad emergere portando ad uno stato di protagonismo assoluto qualunque cosa venga mostrata, non solo un compito ben portato a termine dagli attori protagonisti quindi, ma anche dalla struttura che li vede prigionieri, che respira ed è viva intorno a loro. True Love non parla solo dell’amore, quello vero, ma piuttosto di quanto possa essere determinante nella vita di due o più persone.

Jack e Kate sono la classica coppietta neo sposa e felice, apparentemente serena e senza problemi ed è qui, per come ci viene presentata inizialmente, che si respira aria di non nuovo, quasi riciclato, ma è solo questione di tempo, poco tempo per abbandonare nell’immediato tale pensiero e lasciarsi comodamente andare alle vicende che cambiano subito registro mostrando quel lato dell’amore che spesso condiziona la vita delle persone, sia nel bene che nel male. L’amore vero non ha vie di mezzo, o bianco o nero, o si o no e saranno proprio queste semplici risposte, o si o no, che daranno vita ad un puzzle animato che solo alla fine potrà essere completato e non è detto, data la situazione, che debba necessariamente essere nel modo giusto, questo proprio per l’imprevedibilità degli eventi che altro non sono che la conseguenza delle risposte date.

Per chiarire maggiormente questo concetto, la coppia felice viene fatta prigioniera all’interno di una struttura anonima – ovviamente non si sveglieranno mano nella mano, ma in due stanze separate – gestita da qualcuno che si occupa di testare le varie reazioni manipolando la mente delle vittime attraverso filmati sparati sulle pareti spoglie che mostrano solo dei frammenti, volutamente resi tali, della loro vita insieme. Per queste menti superiori che giostrano abilmente il tutto, l’amore è verità e in nome di questo credo tesseranno una storia per nulla scontata che si carica sempre di più; disorientamento, rabbia, tensione e dubbi sono costantemente in crescita e sono le emozioni col le quali viene costruita man mano la strada verso la comprensione e quella verità che deciderà il destino della coppia. Quello che si sono giurati all’altare sarà amore vero?

Ogni comparto preso in considerazione, tecnico e artistico, non fa una piega e ognuno di questi ruoli è stato, a mio avviso, ricoperto nel migliore dei modi. Una recitazione viva e pulsante da parte di tutti e tre i protagonisti mostrati: Ellen Hollman (Kate), John Braderton (Jack) e Gabriel Myers (Eric), una struttura solida e animata fin nella più nascosta intercapedine. Tutto in questo film, dalle musiche alla fotografia o anche solo nelle riprese, segue perfettamente stati d’animo, ambienti e l’intera  vicenda in modo lineare, pulito e professionale arrivando ad un risultato finale che ha dell’incredibile.

Questo film è da vedere, e i primi dovrebbero proprio essere gli scettici lamentoni che ancora non credono che in italia esistano persone in grado di fare cinema e ripeto, questo non è l’unico caso/dimostrazione, ma da qualche parta dovrete pur partire per rendervi conto!

Vi ricordo che il film è visionabile GRATUITAMENTE fino al 15 Gennaio (basta scaricare Silverlight) sulla piattaforma Cubovision a questo link

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