RECENSIONE “HOP-FROG”

[Di Marinella Landi]

Rosso Fiorentino firma inizialmente questo cortometraggio per il progetto di P.O.E., non a caso, come suggerisce il titolo stesso, il cortometraggio si ispira al breve racconto omonimo dello scrittore Edgar Allan Poe. Rosso Fiorentino dirige quest’opera in maniera un po’ differente da quella che era l’idea iniziale e confeziona questo cortometraggio piacevole e che si lascia guardare.

Il corto racconta la storia di Hop-Frog, il buffone “di corte” (Domiziano Cristopharo), di Trippetta, (Lavinia Mochi), dei continui soprusi da parte del “re”, in questo caso un presidente (Simone Destrero) e della sete di vendetta che raggiungerà il suo culmine dopo l’ennesima crudeltà subita. Tutti ingredienti facilmente riconducibili al racconto solo in uno scenario molto più attuale e meno grottesco; i personaggi stessi vengono riportati in maniera molto meno raccapricciante, meno freaks diciamo e, sebbene venga spiegata in pochi fotogrammi la storia e le vicende che portano il Buffone a dare di testa, il cortometraggio manca di quel qualcosa che lo renda a tutti gli effetti un lavoro riuscito al 100%. L’introduzione, proprio questa la parte che ha dovuto rivedere il regista, ci presenta i personaggi e il contesto all’interno del quale si svolgerà l’intera storia; una piscina, gli ospiti del presidente e Hop-Frog che spia nascosto la sua Trippetta che, all’arrivo del padrone, seguirà come un cagnolino nella stanza dove maturerà in seguito la vendetta.

Gli ingredienti per la costruzione dei fatti non mancano ma ad un certo punto perde un tantino di smalto. Questa vicenda, avendo nella parte cruciale del suo svolgimento a che fare con il fuoco, va a perdere dei punti nella parte riguardante gli effetti digitali  ricreando una situazione molto lontana da quella che dovrebbe presentarsi e con un risultato tutto fuorché reale e questo, purtroppo, ha il suo peso. Inoltre, l’impressione di una seconda parte, quella che vede Hop-Frog alle prese col suo ultimo scherzo, il fulcro di tutto, forse un po’ troppo veloce, quasi a voler porre al più presto la parola fine. Dal lato recitativo abbiamo un Domiziano Cristopharo, nei panni del protagonista, un po’ fuori forma, che rende incredibilmente bene, con la padronanza del proprio corpo e della propria mimica, a livello di espressività ma meno in quello recitativo dove non mi ha convinta appieno. Ad ogni modo, la recitazione è una delle parti più riuscite; spicca su tutti Lavinia Mochi nei panni della dolce e sofferente Trippetta. Buono anche il comparto musicale dei Metibla, specie su tutta l’introduzione.

Hop-Frog non è certo un lavoro pretenzioso, ma portato avanti nonostante mille problemi e preso nel complesso risulta gradevole e non si sente per nulla il peso dei 12 minuti di durata che scorrono lisci lisci fino ai titoli di coda (da guardare anche quelli). Se siete amanti dello scrittore americano e non avete la pretesa di trovarvi di fronte ad un capolavoro di perfezione, allora Hop-Frog meriterà sicuramente, quando ce ne sarà la possibilità, una bella e spensierata visione!

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