RECENSIONE PREMIERE “ZOMBIE MASSACRE”

[Di Joel Pagini]

Dopo un ottimo debutto con il lungometraggio “Eaters“, film totalmente italiano nonostante la mano del produttore Uwe Boll, Boni e Ristori continuano a propagare la zombificazione con questo Zombie Massacre, film basato/ispirato ad un videogioco anni ’90.

Eaters, passato praticamente inosservato in Italia nonostante fosse girato in lingua italiana, ha tuttavia riscosso un grande successo all’estero convincendo nuovamente Uwe Boll a sostenere il duo Boni/Ristori, stavolta con un budget nettamente superiore ed un cast internazionale, pensato per il mercato estero vista l’aridità del mercato cinematografico italiano.

Il risultato è, purtroppo, un passo indietro rispetto alla prima fatica zombesca, e forse il difetto maggiore stà proprio nel dispiegamento di mezzi che ha tolto risalto agli elementi che davano carattere e personalità al film precedente.
Intendiamoci, ne Eaters ne Zombie Massacre sono film d’autore (ne vogliono esserlo) la trama di entrambi è piuttosto basilare e chiaramente ispirata ai modelli del cinema zombie a stelle e strisce (Day of the dead per Eaters, 28 giorni dopo per Zombie Massacre) eppure sembra che, a questo giro, i due registi italiani, sicuri di poter contare su mezzi che prima non avevano nemmeno a disposizione, non si siano sforzati troppo per dare un impronta più personale al loro film.

La storia è di quelle viste in decine e decine di film, a partire dalle grandi produzioni fino ai TV movie, che hanno come argomento il problema del superamento dei limiti scientifici verso lidi che sfuggono al controllo umano: un ricercatore che lavora ad un esperimento che potrebbe portare alla salvezza di vite umane viene raggirato ed i suoi studi vengono usati come base per lo sviluppo di armi biologiche militari, da qui ci viene presentato uno squadrone di morte composto da una serie di personaggi l’uno più “badass” dell’altro, e qui bisogna dire che c’è di che gioire!

I personaggi e gli attori che li interpretano sono ben caratterizzati: spicca su tutti Mike Mitchell nel ruolo dell’artificiere militare gradasso e volgare, che regalerà più di un momento sopra le righe e più d’una grassa risata, ma anche Daniel Vivian (già visto nel buonissimo At the end of the day) fa la sua figura nel ruolo del cecchino cinico e solitario, ruolo che pare essergli stato cucito addosso. La bella Tara Cardinal è, invece, una bella killer silenziosa e abile nelle arti marziali orientali, protagonista di molte scene di lotta corpo a corpo nell’arco del film.
John Stone, il protagonista del film, invece non convince in un ruolo che è la “summa” degli stereotipi dell’american hero con la circonferenza toracica più alta del proprio Q.I., sopratutto in un film dove non si ricercano affatto personaggi miti ne morigerati, ne se ne trae bebeficio.

Gli zombie (o meglio gli infetti, visto che di questo si tratta) hanno un make-up (spesso prostetico) è realizzato, ottimamente, da Carlo Diamantini che realizza delle creature lontane dal modello dello zombie decomposto e sanguinante, più vicino, invece, ha dei mostri deformi con la pelle simile ad un ammasso di carne informe e butterata.

Le creature sono centinaia, 250 stando ai registi, contro la quindicina che c’erano in Eaters, eppure incredibilmente questo non si traduce in un maggiore divertimento per lo spettatore: ci sono zombie che venogno falciati a decine, ma ogni uccisione è uguale alla precedente, con poche eccezioni, e quello che abbiamo sono carneficine che si assomigliano tutte nel corso del film.

Il gore, che avrebbe salvato la situazione, invece non arriva: ci sono 2 o 3 sole scene davvero splatter (comunque ben realizzate da David Bracci) ma solo quelle, nessuna mutilazione in primo piano, nessun “banchetto zombie” Romeriano.

Questi, che potrebbero essere difetti di poco conto per la maggior parte dei film, diventano invece problemi non da poco per un film basato proprio su questo tipo di intrattenimento, fortunatamente la pellicola non perde la vena ironica e di black humor che già era presente nel predecessore, regalando molte situazioni volutamente eccessive, volgari, quasi trash, che portano molto più divertimenti delle orde di zombie.

Peccato, però, perchè anche se il film si fa guardare, è un netto passo indietro rispetto ad Eaters, film dotato di più personalità e decisamente più adatto agli amanti degli zombie movie.

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