RECENSIONE “LA FINE”

[Di Marinella landi]

Questo cortometraggio (di Andrea Maccarri) dalla breve durata, si presenta molto semplice in un contesto altrettanto semplice. Un uomo (Massimo Grazini) e la sua chitarra in un viaggio di ritorno alla sua terra di origine per assistere alla fine, quella fine che non arriva sotto forma letale e catastrofica, come ci si può aspettare, ma come rinascita. Un fotografia giallognola, non del tutto la mia preferita, si rivela a proprio agio col contesto rurale e quello che viene narrato dal protagonista, che si fonde in modo armonico alla musica di sottofondo (di Grazini), altra protagonista del corto.

L’idea di fondo non è malvagia, vedendola spalmata su pochi minuti, ma ci sono delle imprecisioni che saltano inevitabilmente all’occhio e intaccano, anche se in maniera blanda, dato che non ci si trova di fronte ad un capolavoro ne tale credo ambisca di essere, il risultato di alcune delle sequenze proposte; i fulmini e la pioggia per esempio, tolgono un po’ di magia alle immagini che vengono proposte in quanto non ricreati propriamente in maniera realistica. Tutto sommato però, troviamo un Graziani in linea e un contesto di luoghi/storia che finisce per essere apprezzabile sotto più punti di vista, contando anche la sua breve durata. Quello che voleva essere detto, tra immagini solari, quasi messicaneggianti, in alternanza ad altre più cupe e malinconiche, viene detto, pregi e difetti inclusi. Rilassante.

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