TEASER UFFICIALE PER “THE PYRAMID”

[Di Marinella Landi]

In occasione dell’uscita del teaser ufficiale di “The Pyramid”, NSG ha intervistato Alex Visani, che racconta com’è nato e successivamente come si è sviluppato questo progetto, e gli altri  registi; Roberto Albanesi, Simone Chiesa, Luca Alessandro e Antonio Zannone, che hanno preso parte alla lavorazione degli episodi. The Pyramid sarà infatti formato da quattro episodi, collegati tra loro dalla misteriosa piramide del titolo, un intro ed un outro.

Di seguito il teaser, l’intervista e i fake posters di ogni episodio.

INTERVISTA

[NSG] – Ciao ragazzi, da qualche tempo si sente spesso parlare di questo nuovo progetto ideato da Alex e Raffaele Ottolenghi, che è The Pyramid, che vede l’unione di più mani a dirigere quelli che sono i quattro episodi che vanno a comporre l’intero film. Come siete stati coinvolti e con quale metrica è stato deciso di portare avanti questo progetto?

[LUCA ALESSANDRO] – La mia partecipazione al progetto è stata del tutto casuale, e tra l’altro si inseriva in un momento in cui stavo cominciando a spaziare in altri generi. Conoscevo Alex come la maggior parte di voi, profondo conoscitore ed esperto dell’argomento. A chi non è mai capitato di imbattersi nel suo sito? Alex ebbe modo di visionare un teaser non ufficiale di E.N.D., un progetto di serie tv di genere horror a cui stavo e sto tutt’ora lavorando, ma già da lì deve aver intravisto qualcosa che faceva al caso suo, e così mi propose di salire a bordo. Quello che all’inizio sembrava casuale assunse improvvisamente le sembianze di un gioco del destino quando scoprì che ancora non era stata assegnata la regia del secondo episodio, chiaramente ispirato al film “Notte Profonda”, misconosciuto gioiellino (ora spero un po’ meno) del regista Fabio Salerno: non me lo feci ripetere due volte!

[ANTONIO ZANNONE] – Siamo stati coinvolti, più o meno, tutti nello stesso periodo: tra settembre e ottobre dello scorso anno. L’idea di Visani e Ottolenghi di realizzare un film a episodi era troppo stimolante: sentivo l’atmosfera delle produzioni b-movie anni ottanta,  non potevo rifiutare.  Le riprese sarebbero dovute partire quest’inverno, ma, per problemi di natura economica, siamo stati costretti a rimandare di qualche mese. Inizialmente abbiamo anche cercato una produzione, poi di comune accordo, abbiamo deciso di portare avanti il progetto con le nostre forze, per evitare di finire vittime della burocrazia e del malaffare italiano. Non volevamo rimandare l’uscita del film  e neppure rischiare che la nostra libertà artistica fosse messa in discussione da una qualsivoglia produzione.

[ROBERTO ALBANESI] – Io e Simone (e quindi tutta la New Old Story Film di Casalpusterlengo) siamo stati coinvolti da Alex, dopo aver vinto il premio della giuria al suo “Reign of horror film festival 2011” con il nostro corto d’esordio: “Happy birthday”. Alex mi contattò telefonicamente dicendomi che c’era un episodio di “The Pyramid” fatto su misura per noi, un episodio che correva a 200 Km orari… un (per così dire) “Horror d’azione”. Dopo una breve riunione interna (durata circa 15 secondi) abbiamo accettato di prendere parte al tutto con infinito piacere. Il “limite” imposto (se così si poteva definire) era di 25 minuti a segmento e lo abbiamo sfruttato sino all’ultimo secondo, divertendoci e sperimentando moltissimo. Dal primo cortometraggio, girato quasi per gioco, a “The Pyramid” in pochissimo tempo… più felici di così c’era da morire.

[SIMONE CHIESA] – Io e Roberto siamo entrati a far parte del progetto “The Pyramid” nel settembre scorso. E’  stato Alex a contattarci, dopo aver visto il nostro cortometraggio  Happy Birthday. All’inizio ci è stato inviato da Alex il soggetto dell’intero lungometraggio, successivamente abbiamo ricevuto la sceneggiatura del nostro episodio. Alex si è dimostrato fin da subito disponibile ad apportare lievi modifiche che potessero andare d’accordo con il nostro stile.

[NSG] – Ciao Alex, ogni episodio nasce singolo ma fortemente collegato alla piramide del titolo, oggetto misterioso dal quale partiranno deliri e follia a profusione, da quanto ci è dato di capire, come sei arrivato, insieme a Raffaele Ottolenghi,  a concepire questo soggetto, cosa ti ha spinto a volerlo realizzare e come ti sei trovato nel realizzarlo?

[ALEX VISANI] – The Pyramid inizialmente doveva essere un cortometraggio, una sorta di remake/omaggio al misconosciuto Notte Profonda, lungometraggio diretto dal regista Fabio Salerno nei primi anni ’90. In seguito ho maturato l’idea di trarne un vero e proprio lungometraggio e allontanatomi dallo spunto iniziale mi sono confrontato con Raffaele Ottolenghi, attore con il quale ho lavorato spesso in passato, che si è rivelato una vera e propria fucina d’idee. Insieme abbiamo dato forma ad una storia dal respiro più ampio, ricca di elementi horror e fantastici. Ma il tempo e i mezzi necessari per realizzare da solo un film erano troppo impegnativi, così ho deciso di strutturare il film in modo antologico creando una sceneggiatura ad episodi consequenziali e fortemente connessi fra di loro, da dirigere in collaborazione con altri registi della scena indipendente italiana. Il trait d’union è proprio l’oggetto infernale, la piramide, che passando di mano in mano, in ogni segmento, porta conseguenze nefaste ai possessori della stessa ed all’intera razza umana. In pratica ogni episodio termina con la piramide che finisce in mano ad un nuovo proprietario (o sceglie un nuovo “proprietario”, sarebbe il caso di dire) che per sua sfortuna ne sperimenta i poteri allucinogeni e malefici. The Pyramid si divide in 4 segmenti,uno diretto da me e gli altri tre  sono stati diretti da Luca Alessandro, Antonio Zannone e dal duo Roberto Albanesi/Simone Chiesa. Trovare registi indie emergenti interessati al progetto e sommare le nostre forze per dar vita ad un prodotto unitario è stata una sfida ed una risorsa importantissima. Il cinema nasce proprio dall’unione creativa e tecnica di artisti e, se si riescono a mettere al bando rivalità futili e controproducenti come è stato nel nostro caso, si può creare qualcosa di unico, forte e pregno di passione nonostante il budget limitato.

[NSG] – Proseguiamo sempre con te Alex, come sono stati scelti e “assegnati” gli episodi e come si collocano all’interno della storia, in che modo saranno collegati tra loro?

[ALEX VISANI] – The Pyramid è composto da quattro episodi, più un intro ed un outro. Gli episodi sono RITUAL (diretto da me), DREAM DOOR diretto da Luca Alessandro, PESTILENCE diretto da Roberto Albanesi e Simone Chiesa ed APOCALYPSE diretto da Antonio Zannone. In realtà io mi ero fatto un’idea ben chiara su chi avrebbe diretto i vari segmenti ma ho lasciato scegliere ad ogni regista quello preferito. Il caso (o il destino ?) ha voluto che ognuno di loro andasse a prendere proprio la storia che avevo pensato come più adatta e calzante per lui. Già questo è stato un ottimo segnale di amalgama e sinergia all’interno del progetto. Anticipando qualcosa sul film e sugli episodi, posso dire che dopo un intro che mostra la creazione della piramide infernale si passa ai giorni nostri dove l’oggetto, rinvenuto da un giovane giornalista durante una nottata di bagordi, viene “riattivato” ed inizia a diffondere il male. Da lì passerà in mano ad una giovane coppia, nel secondo segmento, palesando ulteriori imprevedibili poteri che porteranno, nel terzo e quarto episodio, ad una serie di catastrofici eventi che mostreranno quali sono i veri intenti della piramide infernale, in grado di spingere l’intera razza umana sull’orlo dell’estinzione.

[NSG] – Con l’uscita ufficiale del primo teaser, e nell’attesa del film, potete anticiparci qualcosa in più di quello che accadrà nell’episodio da voi diretto?

[ALEX VISANI]Ritual è l’episodio che apre il film e forse è il più bizzarro come storia e sviluppo degli eventi. Una sorta di omaggio ad un certo tipo di cinema horror italiano incrociato con influenze da Evil Dead e dal primo Clive Barker (dei tempi di Books of Blood tanto per intenderci). L’intenzione è stata quella di creare una storia macabra con spruzzate gore, ma al contempo non priva di spunti ironici, che descrivesse la malvagità della piramide ed il suo “meccanismo” che fa leva sugli istinti umani più violenti ed è in grado di portare a galla la nostra parte più oscura.  Nonostante il budget limitato a disposizione ho avuto la fortuna di poter lavorare con un team di eccellenti ed appassionati professionisti che ne hanno reso possibile la realizzazione. Francesco Rossini, reduce dal Dracula 3D di Dario Argento, Raffaele Ottolenghi e Mauro Celaia sono attori intelligenti ed estremamente versatili ed hanno incarnato personaggi tutt’altro che semplici da portare sullo schermo. Inoltre mi preme sottolineare come i dialoghi dell’intero film The Pyramid siano stati girati sia in italiano che in inglese. Operazione non priva di difficoltà che reputo però fondamentale per rendere il prodotto finale fruibile anche oltre il nostro mercato nazionale.

[LUCA ALESSANDRO] – Beh, il mio episodio nasce dall’esigenza di dare respiro alla narrazione (ricordo che questo è stato un punto molto discusso con Alex) e risulterà decisamente diverso. In “Dream Door” la piramide è solo un pretesto per raccontare un orrore che trascende dalla definizione propria di genere. Questo perché trovavo più interessante evidenziare il dato soggettivo, e cioè come l’oggetto viene percepito da coloro che entrano in contatto con esso, quindi da Maya ed Alex (volevo evitare di francobollare il primo episodio). La piramide si insinua lentamente nel loro rapporto di coppia, caricandosi di significati e aspettative e instaurando una sorta di ménage à trois che culminerà in un vero e proprio scontro tra l’elemento umano e quello demoniaco (ma si sa, la mente umana non conosce limite).
Mi è piaciuto molto giocare con i miei attori (quanto il tempo lo permetteva). Ritengo che questo lavoro, unito ad una solida sceneggiatura può dare frutti importanti, nonostante i limiti imposti dal budget. Poi il privilegio di avere nel cast un’attrice del calibro della Verginelli fa la differenza, eccome. È stata un’esperienza molto costruttiva per me perché Emilia, Andrea ed Eleonora mi hanno dato molto.

[ANTONIO ZANNONE] – Io ho diretto l’episodio finale “The  Apocalypse” nel quale vedrete scenari desertici e post nucleari, città desolate e fatiscenti strutture di cemento  avvolte dalla vegetazione.   A questo punto della storia, la piramide ha diffuso morte e pestilenza mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intera umanità.  In un mondo sprofondato nel primitivismo più puro e popolato da feroci zombi, Elia e Daniel cercano di recuperare la piramide per metterla al sicuro e salvare l’umanità.  Personalmente, mi sono ispirato ai film girati da Bruno Mattei nelle Filippine negli anni ottanta;  ho  sfruttato al meglio i pochi mezzi che avevo a disposizione, cercando di dare all’ episodio finale un’atmosfera b-movie.

[ROBERTO ALBANESI] – Posso solo dire che in “Pestilence” ci sarà poco spazio per il parlato e molto per l’azione pura, tutto rigorosamente in ambienti bucolici che gridavano horror 80’s da tutte le parti. Gli attori coinvolti sono quasi tutti esordienti ma ciò nonostante, ci hanno dato infinite soddisfazioni.

[SIMONE CHIESA] – Il nostro dovrebbe essere l’episodio più action, nel senso puro del termine, dell’intero progetto. Abbiamo tentato di dare un’impronta personale all’avanzamento della storia, mischiando vari stili di regia e componendo così una sorta di collage che strizza l’occhio sia all’azione pura che alla tensione alla Carpenter (mi perdoni, maestro!)

[NSG] – Com’è stato lavorare in un team di più registi, quindi con idee, metodi e anche stili di lavoro differenti, è un esperienza che rifareste, se si, solo in un contesto suddiviso come in questo specifico caso o unireste nuovamente le forze anche in un progetto univoco dove l’approccio e il confronto sarebbero più diretti e probabilmente di più difficile gestione?

[ALEX VISANI] – Lavorare con questi ragazzi è stata un’esperienza eccezionale. Professionisti, artisti e amici oserei definirli. La mia speranza di avere un gruppo che lavorasse e lottasse per un progetto dall’anima unica si è avverata ed è davvero tutto merito loro se The Pyramid oggi è una realtà. Sicuramente ripeterei quest’esperienza anche domani se mi venisse chiesto di farlo o se ci saranno nuove idee in grado di permetterlo. Una cosa che mi piace particolarmente di The Pyramid è proprio la “sfida” degli stili diversi di regia, uniti insieme. Credo che possa essere un punto di forza del film stesso che è in grado di sorprendere, da un episodio all’altro, ed intrattenere offrendo un caleidoscopio di punti di vista, stili visivi e tecnici, sempre diverso e vitale che può incontrare (e soddisfare, si spera) i diversi palati degli amanti dell’horror.
Riguardo invece il dirigere a più mani un progetto unico ed univoco… beh, sicuramente è una sfida ancora più grande e difficile di non semplice gestione, che però non mi sento di escludere. Ci penseremo su e per il momento spero che il nostro The Pyramid sappia divertire il pubblico.

[LUCA ALESSANDRO] – Alex si è dimostrato un supervisore molto intelligente permettendo a me e ai miei colleghi di personalizzare il più possibile i nostri rispettivi episodi, una condizione necessaria per la buona riuscita del progetto. Non è da tutti. Comunque è un’esperienza che consiglio di fare.
Mi chiedi di un coinvolgimento più diretto? La risposta: molto probabilmente il set si trasformerebbe in un bagno di sangue! Però, magari potremmo provare formando delle squadre: certo Chiesa e Albanesi partirebbero favoriti…

Colgo l’occasione per ringraziare tutta la mia squadra.

[ANTONIO ZANNONE] – Il punto di forza di questo progetto è l’assenza di una maggioranza, tutti hanno proposto e inserito le proprie idee nell’interesse comune, atto a realizzare un buon prodotto. La scelta di Alex Visani di impostare il lavoro sul libero confronto di idee, dando fiducia e autonomia  a tutti noi,  si è rivelata vincente.  Seguendo questa linea, tutte le collaborazioni sono possibili, ecco perché  io sarei disposto a collaborare altre mille volte con Visani e gli altri registi coinvolti nel progetto “The Pyramid”.  Forse l’unico punto debole di questo film è la mancanza di un budget consistente;  purtroppo, a parte qualche figlio di papà che gioca a fare il regista,  il cinema indipendente è povero. Non bisogna  però confondere il prodotto low budget col prodotto amatoriale: grazie a questo film  ho avuto la possibilità di cooperare  con  professionisti che  hanno lavorato, anche gratis, al fine di rilanciare un genere ormai dimenticato dall’industria cinematografica italiana. Dal canto mio, spero di essere stato all’altezza del lavoro affidatomi e di non deludere le aspettative del pubblico.

[ROBERTO ALBANESI] – L’esperienza “The Pyramid” la rifarei ogni singolo giorno della mia vita. Anche se abbiamo lavorato a distanza, si è comunque creata una forte amicizia fra tutti i registi (e non solo) coinvolti nel progetto. Con Alex poi, che ha creduto in noi sin dall’inizio (e possiamo tranquillamente dire, alla Pippo Baudo, che ci ha “scoperti”), è nata quasi una fratellanza artistico/umana.
Cara Mary, vorrei tantissimo poter lavorare  di nuovo con tutta la “banda piramidale” sia in un progetto similare a questo, sia in un progetto alla “tutti sul set appassionatamente” e sono certo sin d’ora che ci troveremmo alla grande.
Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti voi di “Nonsologore” per lo spazio che ci state dedicando, i colleghi/amici registi, e tutti i collaboratori della Nos Film che hanno reso possibile la realizzazione del nostro “Pestilence”: Roberto Bravi (aiuto regista e operatore), Davide Cazzulani (direttore della fotografia), Matteo Cassetta (effettistica, post produzione e genialità varie), Dario Bignami (per il cibo e le telefonate), Zombiekiara (trucco e simpatia) e la mia Sara Basile (microfonista e donna con tanta pazienza).
Ciao!

[SIMONE CHIESA] – In realtà ognuno ha lavorato per conto suo. Lo stesso Alex ha espresso la volontà di dare a The Pyramid varie sfaccettature, e ciò può accadere solo se gli autori possono lavorare in completa libertà. Così è stato. In ogni caso, conoscere registi come Antonio Zannone e Luca Alessandro è stato molto bello. Sono persone favolose! E cmq si, la New Old Story film tornerebbe volentieri a lavorare con queste persone!
Rubo un piccolo spazio per ringraziare  i nostri  collaboratori. Senza di  loro, questo film non si sarebbe potuto fare. Grazie quindi a Matteo “maestro” Cassetta (che curerà  la post-produzione), Davide Cazzulani (Direttore della fotografia), Roberto  Bravi, Dario Bignami, Chiara “Zombiekiara” Moser (Truccatrice), Andrea Fedeli e Ilia Rubini. Infine ringrazio tutto il cast per la loro infinita paziena e la loro sconfinate passione. Il futuro siete voi.
Ah, e grazie a te Mary!

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